Storia

Published on Luglio 8th, 2024 | by Massimo Campi

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F1 Silverstone 1994: bandiera nera per Schumi!

 

Di Carlo Baffi

Un sorpasso vietato del driver tedesco della Benetton scatena il caos nel round inglese del mondiale di F.1.

Silverstone, 10 luglio 1994. Ultimato il giro di ricognizione, le 26 monoposto si apprestano a prendere il via del 47° Gran Premio di Gran Bretagna, quando David Coulthard fa spegnere il motore della sua Williams Renault. I concorrenti si vedono costretti a ripetere un nuovo passaggio per riposizionarsi sulla griglia. In prima fila vi sono il poleman Damon Hill, figlio del grande Graham sull’altra Williams Renalut, affiancato da Michael Schumacher al volante della Benetton-Ford. Quest’ultimo però, nel tentativo di provare lo scatto in partenza, ha superato l’inglese per un centinaio di metri. Un allungo brevissimo, ma che infrange il regolamento, per la precisione l’articolo 164 secondo cui il sorpasso nel giro di ricognizione è permesso solo per recuperare la posizione.  Una volta partita la corsa il pilota della Williams prende subito il comando cercando di fare il vuoto. Per Hill si tratta di una sorta di ultima spiaggia per contrastare Schumi sempre più leader della classifica piloti. Il G.P. procede con il britannico davanti al Kaiser, quand’ecco che al 14° passaggio un commissario consegna al muretto della Benetton un biglietto con cui la direzione gara comunica la penalità di 5 secondi al tedesco, per il sorpasso nel cosiddetto “formation lap”. Flavio Briatore, il vulcanico team principal della scuderia anglo-italiana, si reca subito a parlare con Bernie Ecclestone (il Supremo del Circus) e poco dopo va a colloquio con il direttore di corsa, Roland de Bruynseraede. Nel frattempo la competizione prosegue, con Schumacher sempre secondo e per nulla intenzionato a scontare la penalità, secondo quanto indicatogli dal box. Sarà lo stesso Briatore ad ammettere:” Ho detto io via radio a Schumacher di rimanere in pista.” Atteggiamento che, alla fine del 22° passaggio, induce la direzione gara ad esporre la bandiera nera con il numero 5, che sancisce l’esclusione dalla gara. Malgrado la segnalazione venga fatta per due passaggi, il tedesco prosegue la sua marcia fino al 30° giro, quando imbocca la pit-lane per scontare la sanzione. Una volta tornato in pista, Schumi abbandona definitivamente l’idea di agguantare Hill, che trionferà con 18” di vantaggio ed una volta sul podio riceverà il trofeo dalle mani di Lady Diana. Il tedesco è comunque secondo e coi sei punti conquistati conserva un buon margine di vantaggio sugli inseguitori nella graduatoria generale. Ma l’uso del condizionale è d’obbligo, dal momento che l’ordine d’arrivo del G.P. non viene omologato seppure non venga inoltrato alcun reclamo. Schumacher si trova infatti sul banco degli imputati e con esso pure il team. Attorniato dai media, Briatore spiega che c’è stata un’incomprensione con i commissari:” Noi pensavamo che i 5 secondi sarebbero stati sommati al tempo di Michael al termine della corsa. Inoltre – prosegue il manager piemontese – la comunicazione ci è giunta dopo 20’, mentre il regolamento prevede che la notifica arrivi entro un quarto d’ora.” In conclusione, a detta del boss Benetton, tutto è stato chiarito con la direzione gara. Parole che spiegherebbero così l’annullamento della bandiera nera durante la corsa, con i commissari che avrebbero ammesso l’equivoco nella comunicazione del penalty. Ma restiamo nel campo delle ipotesi. Si vocifera persino che sia stato Ecclestone in persona ad annullare la bandiera nera, dopo la “chiacchierata” con Briatore, il quale avrebbe assicurato che Michael non avrebbe insidiato la marcia di Hill. Verso le 18, la classifica viene ufficializzata, ma guarda caso a Schumacher viene inflitta una multa di 25 mila dollari, mentre la Benetton viene ammonita. Un provvedimento che lascia aperti parecchi dubbi. Sempre l’art. 146, stabilisce che nei tre giri seguenti all’ora in cui viene notificata la penalità, la scuderia deve fermare il pilota per lo “stop & go” in fondo alla corsia box. Inoltre, solo nelle ultime 12 tornate della gara, lo “stop & go” stesso non viene effettuato, però la sanzione in secondi viene sommata al tempo globale del concorrente in gara. Quando la Benetton ha ricevuto la comunicazione era in corso il 14° passaggio, per cui qualcuno sapeva bene di essere in difetto, ovviamente dando per scontata la conoscenza dei regolamenti. Le polemiche non si placano neanche in merito alla bandiera nera; sono alimentate dal precedente capitato a Nigel Mansell nel G.P del Portogallo 1989. Per non aver rispettato il provvedimento, l’inglese venne squalificato per il successivo G.P. di Spagna. Insomma tanti aspetti poco chiari, che inducono il presidente della FIA, Max Mosley a non chiudere il caso. Il 26 luglio, il Consiglio Mondiale dell’Automobile usa il pugno di ferro, squalificando Schumacher per due turni, togliendogli i 6 punti di Silverstone e infliggendo una multa di mezzo milione di dollari alla Benetton. Guai anche per il direttore di gara del G.P. inglese, Pierre Aumonier, a cui viene ritirata la licenza per un anno. A Schumi viene però concesso di poter fare appello, anche perché di li a pochi giorni è in programma il G.P. di Germania. Ad Hockenheim sono previsti 150 mila spettatori e l’eventuale esclusione del fuoriclasse tedesco nella gara di casa avrebbe un disastroso effetto boomerang sulle casse del Circus. Così come da previsione, Schumacher e la Benetton fanno ricorso e dal momento che la sentenza definitiva verrà emessa dopo il G.P. del Belgio di fine agosto, il Kaiser può correre davanti ai suoi fans. “Non volevamo accollarci la responsabilità di far sorgere dei problemi – rivelerà Briatore – il capo della polizia, ci ha avvertito che avrebbero potuto esserci dei disordini.” Nella gara tedesca però, Schumi raccoglierà una nuova delusione ritirandosi tradito dal motore. E la Benetton finirà nuovamente sul banco degli imputati per aver causato l’incendio durante il rifornimento della monoposto di Jos Verstappen. Emergerà infatti la responsabilità di aver manomesso la macchina dei rifornimenti per velocizzare l’azione dei meccanici. Ed in merito ai fatti di Silverstone, la FIA squalificherà Schumacher per i G.P. d’Italia e del Portogallo. Ma non è finita qui. Al teutonico verrà tolta la vittoria di Spa, complice un’irregolarità nel pattino in legno fissato sotto il fondo piatto. Malgrado tutto questo, Schumacher riuscirà a conquistare il suo primo titolo mondiale nell’ultima gara di Adelaide in Australia, beffando il rivale Hill, dopo una collisione molto discussa. Ma questa è un’altra storia.

 

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About the Author

Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 40 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.



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