Formula 1

Published on Marzo 4th, 2024 | by Massimo Campi

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Formula 1 Bahrain: Verstappen e Red Bull imprendibili !

 

Di Carlo Baffi

Il Campione del Mondo firma la sua 55^ vittoria in F.1, precedendo il compagno Perez che completa la doppietta per la scuderia di Milton Keynes. La Ferrari chiude terza con il coriaceo Sainz e Leclerc quarto, proponendosi come seconda forza. Poco incisive Mercedes, McLaren ed Aston Martin.

Sono trascorsi poco più di tre mesi dalla fine del mondiale 2023, ma è tutto come prima. Scossoni di mercato piloti e sex-gate a parte, i valori in campo del Circus vedono ancora una Red Bull stratosferica e dietro il cosiddetto mucchio selvaggio che insegue, dove la Ferrari pare abbia qualcosa in più. Le qualifiche anticipate al venerdì avevano un po’ illuso, con la Rossa di Charles Leclerc staccata di soli 228 millesimi da Max Verstappen, il quale aveva siglato una pole contesa sino all’ultimo respiro. Per l’olandese si tratta della 33^ partenza al palo, al pari di mostri sacri quali Prost e Clark. Una battaglia che aveva fatto credere che forse anche in gara i giochi non fossero così scontati. Invece quanto visto la settimana precedente nei test pre-stagionali tenutisi sempre a Sakhir, ha confermato che la RB-20 è fortissima sul passo gara, costante con ogni tipo di mescola. Detto questo però, la Ferrari non ha sfigurato in quanto è apparsa l’unica scuderia che ha tentato di reggere il confronto con i marziani. La Mercedes non è andata oltre il quinto posto con George Russell, mentre Lewis Hamilton è giunto mestamente settimo. La promettente McLaren è apparsa un po’ anonima con la 6^ e 8^ piazza di Lando Norris ed Oscar Piastri. Più indietro ancora le Aston Martin finite ai margini della top-ten con Fernando Alonso 9° e Lance Stroll 10°.

Atto di forza

Max Verstappen ha dovuto sudarsela per quasi tre giri, con Leclerc che cercava in tutti i modi di insidiarlo. Poi ha preso il largo imponendo un ritmo inarrivabile per i suoi rivali: un copione trito e ritiro. Ma quello che deve far riflettere è la prestazione di Sergio Perez, secondo a 22”457 sulla Red Bull gemella. Il messicano partiva solo quinto e grazie ad una strategia azzeccata è risalito finendo alle spalle del suo caposquadra, senza commettere gli errori e le distrazioni dell’anno scorso. Segno che la RB20, seppur rivoluzionaria ed estrema (la nuova carrozzeria del cofano motore ha una linea alta) ha tutte le potenzialità di dettare legge anche quest’anno. Forse non in maniera eclatante come nel 2023, ma di sicuro Adrian Newey ha sfoderato l’ennesimo colpo d’ala che fa di lui un essere superiore agli altri colleghi progettisti. La nuova Red Bull s’è dimostrata molto efficace già alla sua prima uscita, chissà quando beneficerà dei vari sviluppi durante la stagione… E chi pensava che il caso Horner avrebbe potuto influire sulle performances dei bibitari è stato messo a tacere, almeno per ora. “Penso che oggi sia andata anche meglio del previsto – ha dichiarato Verstappen a fine gara – la vettura è stata piacevole da guidare su ogni mescola. Penso che avevamo tanto passo e siamo rimasti fuori dai guai. E’ stata un’ottima partenza di stagione e non potevo chiedere di meglio. Ero molto a mio agio in macchina, è sempre speciale avere giornate come queste perché non accadono spesso. Tutto è stato perfetto, ero un tutt’uno con la vettura e tutto è andato alla grande”. A Sakhir “Mad Max ha firmato il sui 5° Grand Chelem eguagliando Michael Schumacher. Soddisfatto anche Perez:” Penso che questo fosse il massimo risultato possibile oggi. E’ stata una gara abbastanza complicata per la gestione delle gomme dalla quale impareremo tanto. Comunque credo che sia un buon modo per iniziare il campionato”.

Bicchiere mezzo pieno

Sebbene sia finita dietro le Red Bull come nel 2023, la Ferrari esce da Sakhir consapevole di aver fatto un passo avanti. Sainz ha subito un ritardo di 25”110, inferiore ai 38”637 rimediati l’anno scorso. La SF-24 pare non distrugga più gli pneumatici (va meglio con le hard rispetto alle soft) e vedere Carlos tenere il ritmo di Perez è stato confortante. Così come le performances in qualifica, dove le Rosse hanno lottato al pari delle Red Bull. In gara Sainz ha recitato il ruolo di matador, scattato quarto è andato all’assalto compiendo due sorpassi superlativi su Leclerc e poi s’è liberato di Russell andando a caccia di Perez. Lo spagnolo è carico, è al suo ultimo anno a Maranello e questo lo spingerà a lottare col coltello fra i denti su ogni pista ed in ogni frangente. Quale occasione migliore per mettersi in mostra ed assicurarsi il sedile in un top team per il futuro? Una sorta di scheggia impazzita che potrebbe creare dei pensieri tanto a Vasseur, quanto a Leclerc. Per il monegasco, la corsa del sabato è stata pesantemente condizionata sin dall’inizio da un problema all’impianto frenante ed alla fine la quarta posizione è tanto di guadagnato. Ha faticato molto con le soft ed è andato meglio con le hard, tanto che al giro 46 è riuscito a sfruttare l’unico errore di Russell e l’ha fulminato. Logico domandarsi, se i freni avessero funzionato correttamente, cose avrebbe potuto fare il “Principino”? Ah saperlo… Ciò non toglie che a Maranello dovranno lavorare duramente per avvicinarsi alle RB20. “Per me questa gara è stata deludente – ha ammesso Charles – Ho avuto problemi con i freni ed avevo difficoltà a stare in strada, specialmente nelle curve 9 e 10. Avremmo potuto avere un buon ritmo ed essere più competitivi, quindi non vedo l’ora di tornare al volante a Jeddah fra pochi giorni.” Di tutt’altro umore Sainz:” E’ una solida partenza di stagione, con punti preziosi per il team. Mi sono trovato bene in macchina per tutta la gara, riuscendo a gestire il mio passo e compiendo anche dei bei sorpassi. Nell’ultima parte del G.P., ho provato a gestire gli penumatici per provare ad attaccare Perez nel finale, loro (le Red Bull) sono ancora più veloci di noi. Penso però – prosegue il madrileno – che quella di oggi sia una base molto buona, sulla quale spingere a fondo per ridurre ulteriormente il nostro ritardo. Ora sotto con Jeddah!” Critico invece il commento del Team Principal Frederic Vasseur:” Sinceramente speravamo in un risultato migliore e non siamo soddisfatti. I problemi di Charles in frenata sono durati per tutto il Gran Premio e a causa di ciò nelle prime fasi ha spiattellato gli pneumatici costringendoci ad anticipare la sua prima sosta ai box. Investigheremo le cause del problema, che ci ha causato temperature di esercizio non ideali.” E riguardo a Sainz:” La sua partenza non è stata perfetta, ma poi ha messo in atto un grande recupero arrivando a lottare con Perez fino alla fine della gara. Sapevamo che nel finale noi saremmo stati su gomme mentre “Checo” (Perez) si sarebbe trovato con le soft. La nostra intenzione era quella di mettergli pressione, ci siamo riusciti, ma non abbastanza. Per tutto il weekend – ha concluso il manager – siamo andati bene sul giro veloce, mentre sul ritmo gara dobbiamo progredire se vogliamo arrivare a competere con la Red Bull. Detto questo, considero questa gara una buona base di partenza visto che rispetto a un anno fa il nostro ritardo si è notevolmente ridotto. Continueremo a sviluppare la SF-24 e sono fiducioso di arrivare a combattere spesso per la prima posizione.”

Frecce spuntate

Alla fine il bilancio della Mercedes non è esaltante. Russell, terzo in griglia è stato protagonista di un ottimo avvia passando la rossa di Leclerc, però alla distanza ha dovuto cedere il passo. Peggio è andato Hamilton, che dopo essersi piazzato soltanto nono in qualifica è risalito di sole due posizioni, chiudendo tra le due McLaren. Insomma una corsa sottotono per le W15E che secondo il Team Boss Toto Wolff sarebbe da imputare a problemi di surriscaldamento della Power Unit made in Stoccarda. Secondo il dirigente austriaco entrambi i piloti hanno girato con mappature più conservative e quindi sono risultati più lenti. Tesi confermata anche da Hamilton che però si è detto ottimista:” Non mi sento giù di morale. Abbiamo una piattaforma su cui iniziare a costruire e penso che siamo una grande squadra con il potenziale per farlo.”

Prova incolore

Dopo un 2023 in crescendo, dalla McLaren-Mercedes ci aspettavamo qualcosa di più concreto. Nelle qualifiche, le MCL38 sono risultate rispettivamente settima con Norris ed ottava con Piastri ed il giorno dopo, il britannico ha concluso sesto e l’australiano è rimasto ottavo. Il tanto atteso salto di qualità per ora non c’è ancora stato, vedremo se domenica prossima in Arabia Saudita, su un tracciato diverso, ma insidioso come quello di Jeddah, la compagine di Zak Brown e Andrea Stella riuscirà a fare meglio.

Falsa partenza

Pure in casa Aston Martin si auspicavano un risultato migliore, invece le verdi monoposto di Alonso e Stroll  hanno deluso. Se in qualifica il due volte iridato iberico aveva segnato un confortante sesto posto, in corsa non è mai stato protagonista e ha dovuto accontentarsi del nono posto. Stroll, che invece partiva dodicesimo è riuscito ad entrare in zona punti arpionando la 10^ posizione. Un bottino un po’ parco per una compagine che ambisce ai piani alti.

Débacle

Il 2023 dell’Alpine è stato alquanto travagliato, con tanto di repulisti ai vertici: il Vicepresidente di Alpine Motorsport Bruno Famin aveva assunto il ruolo di Team Principal al posto di Otmar Szafnauer cacciato insieme ad altri tecnici. Purtroppo il calvario prosegue e l’auspicata inversione di tendenza non si vede manco col binocolo. Il venerdì pomeriggio, le A524 spinte dalla P.U. Renault erano il fanalino di coda: 19° Esteban Ocon  e 20° Pierre Gasly. In gara, i due galletti d’oltralpe sono riusciti a fare meglio solo di Bottas (Sauber-Ferrari) e Sargeant (Williams-Mercedes), classificandosi rispettivamente in 17^ e 18^ piazza. Ma non è tutto, in seguito al pessimo debutto sono arrivate le dimissioni del direttore tecnico Matt Hermann e del responsabile dell’aerodinamica Dirk de Beer. Non ci poteva essere inizio peggiore.

Forza e coraggio

L’inizio anno della Haas è stato segnato dall’improvvisa uscita di scena dello storico Team Principal Gunther Steiner, rimpiazzato dall’ingegnere giapponese Ayao Komatsu, presente nel team americano sin dal 2016. Uno scossone che poteva far temere pericolosi contraccolpi, invece ecco spuntare l’entrata in Q3 di Nico Hulkenberg piazzatosi decimo in griglia ed il 12° posto in gara di Kevin Magnussen scattato 15°. Della serie una partenza incoraggiante.

Immagini Pirelli press

 

Ordine d’arrivo
1° Max Verstappen (Red Bull-Honda) – 57 giri
2° Sergio Perez (Red Bull-Honda) – 22″457
3° Carlos Sainz (Ferrari) – 25″110
4° Charles Leclerc (Ferrari) – 39″669
5° George Russell (Mercedes) – 46″788
6° Lando Norris (McLaren-Mercedes) – 48″458
7° Lewis Hamilton (Mercedes) – 50″324
8° Oscar Piastri (McLaren-Mercedes) – 56″082
9° Fernando Alonso (Aston Martin-Mercedes) – 1’14″887
10° Lance Stroll (Aston Martin-Mercedes) – 1’33″216
11° Guan Yu Zhou (Sauber-Ferrari) – 1 giro
12° Kevin Magnussen (Haas-Ferrari) – 1 giro
13° Daniel Ricciardo (Racing Bulls-Honda) – 1 giro
14° Yuki Tsunoda (Racing Bulls-Honda) – 1 giro
15° Alexander Albon (Williams-Mercedes) – 1 giro
16° Nico Hulkenebrg (Haas-Ferrari) – 1 giro
17° Esteban Ocon (Alpine-Renault) – 1 giro
18° Pierre Gasly (Alpine-Renault) – 1 giro
19° Valtteri Bottas (Sauber-Ferrari) – 1 giro
20° Logan Sargeant (Williams-Mercedes) – 1 giro

Classifica Piloti
1° Verstappen 26 – 2° Perez 18 – 3° Sainz 15 – 4° Leclerc 12 – 5° Russell 10 – 6° Norris 8 – 7° Hamilton 6 – 8° Piastri 4 – 9° Alonso 2 – 10° Stroll 1

Classifica Costruttori
1^ Red Bull-Honda 44 – 2^ Ferrari 27 – 3^ Mercedes 16 – 4^ McLaren-Mercedes 10 – 5^ Aston Martin-Mercedes 3

 

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About the Author

Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 40 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.



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