Storia

Published on Marzo 2nd, 2024 | by Massimo Campi

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Cisitalia-Porsche 360 la monoposto per il riscatto di Ferdinand

 

Immagini ©Enzo Giovanelli – Massimo Campi

Ferdinand Porsche è stato uno dei più geniali progettisti di veicoli, la sua carriera vanta prodotti che vanno dalle potentissime Auto Union, alla Volkswagen, ai carrarmati. Negli anni del nazismo l’ingegnere di Maffersdorf è stato una pedina fondamentale per l’industria tedesca portando la nazione ai massimi livelli della tecnica motoristica.

Finita la Seconda Guerra Mondiale, con la sconfitta della Germania, Ferdinand Porsche viene accusato di essere stato un collaborazionista del regime nazista con la conseguente carcerazione. Peer liberarlo occorre pagare una grossa somma di denaro ed alla famiglia Porsche arriva in aiuto Piero Dusio, un ricco imprenditore italiano ed anche un pilota gentleman driver. Dusio nel 1944 fonda la Cisitalia, acronimo di Compagnia Industriale Sportiva Italiana, facendosi poi aiutare nell’impresa da Rudolf Hruska e Ferry Porsche.

Il grande sogno di Piero Dusio è quello di realizzare una vettura da competizione, commissiona lo studio a Ferry Porsche e versa una grossa somma di denaro che servirà a pagare il riscatto per la liberazione del padre Ferdinand Porsche, detenuto in Francia come prigioniero di guerra.

Da quel pagamento nasce la Cisitalia 360, chiamata anche Porsche 360 Cisitalia o Cisitalia-Porsche 360 Grand Prix. Ottenuta la libertà grazie a quel denaro, Ferdinand Porsche completò la vettura dopo solo 16 mesi.

Il progetto viene sviluppato partendo da quello dell’Auto Union D-Type anteguerra. Inizialmente il motore previsto è un 12 cilindri boxer sovralimentato da 2482,56 cc con alesaggio per corsa rispettivamente di 53 x 56 mm, con una potenza di 327 cv a 9000 giri/min, previsto per un uso nelle gare di Formula Gran Prix.

La versione definitiva per la futura Formula 1 viene realizzata in Italia in un unico esemplare dal personale Cisitalia con l’aiuto dell’ex dipendente Porsche Robert Eberan von Eberhorst. La monoposto è tecnicamente molto avanzata con un innovativo sistema di trazione integrale abbinato ad un cambio montato posteriormente di tipo sequenziale a 5 marce, che inviava la potenza attraverso l’albero di trasmissione al differenziale anteriore, che poteva essere disinserito. Ferdinand Porsche realizza la monoposto con un telaio tubolare a traliccio in alluminio e sospensioni indipendenti su tutte a quattro le ruote. La Cisitalia 360 viene dotata di un motore 12 cilindri boxer sovralimentato mediante compressore montato in posizione centrale. La cilindrata è ridotta a 1492,58 cc per una potenza di circa 300 cv a 8.500 giri/min, in seguito i test al banco prova registrano la potenza di circa 385 cv a 10.500 giri/min.

Tra i piloti che avrebbero potuto correre con la monoposto di Ferdinand Porsche c’è anche Tazio Nuvolari, ma la 360 non vide mai l’asfalto della pista a causa dei problemi finanziari in cui versava all’epoca la Cisitalia rimanendo solo un prototipo ed un sogno mai realizzato. In seguito il prototipo viene restaurato in Italia dalla Officina Torelli per poi finire nel Museo Porsche di Zuffenhausen.

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About the Author

Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 40 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.



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