Personaggi

Published on Maggio 4th, 2022 | by Massimo Campi

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Addio a Tony Brooks.

Di Carlo Baffi

“Si era presentato in Italia come intelligente stilista. Si dimostrò in seguito uomo capace, ma tanto prudente, anche quando la prudenza poteva essere intesa come intenzione di non nuocere, non soltanto a se stesso, ma anche agli altri.” Fu questo il giudizio scritto da Enzo Ferrari in “Piloti che Gente”, su Tony Brooks spentosi oggi a Londra all’età di novant’anni. Parliamo di uno degli ultimi grandi protagonisti del motorismo sportivo ta cavallo tra gli anni ’50 e ’60. Un’epoca eroica in cui la pista ha raccontato battaglie memorabili, a volte con risvolti tragici. Charles Anthony Standish Brooks, meglio noto come “Tony” nacque il 25 febbraio del 1932 a Dunkinfield, in Inghilterra.

Brooks divenne noto a tutti come il “dentista volante”, per via dei suoi studi in gioventù in campo odontoiatrico, seguendo le orme del padre chirurgo. Iniziò a correre nelle gare club, per fare il suo esordio in F.2 nel 1955. Sul circuito di Crystal Palace, impressionò al volante di una Connaught terminando quarto a ridosso del podio. Un’impresa che gli consentì di fare il grande salto in F.1, che ebbe luogo il 14 luglio del 1956 a Silverstone nel G.P. di casa su una Brm; l’unica gara disputata in quella stagione. Il 1957 invece, vide Brooks alla guida della Vanwall sulla quale affrontò cinque gare e nel G.P. di Gran Bretagna colse la sua prima vittoria iridata. Nel mondiale terminò 5°, ma si capì che ormai era pronto per puntare in alto. Nel ’58 infatti siglò tre vittorie (Belgio, Germania e Italia a Monza) e chiuse 3° alle spalle del compagno Striling Moss e del ferrarista Mike Hawthorn. La stagione dopo sarebbe andata ancora meglio. Trasferitosi alla corte di Maranello, il britannico fu protagonista di una stagione da incorniciare.

Con la Ferrari 246 lottò per la corona iridata con Jack Brabham, che alla fine la spuntò per 4 punti. Resta memorabile il suo G.P. di Germania sul velocissimo circuito di Avus, vinto alla media di oltre 231 km/h. In quello stesso anno però lasciò la Rossa per correre il G.P. di Gran Bretagna con la sua vecchia fiamma, la Vanwall. Negli ultimi due anni di carriera, corse su una Cooper, nuovamente su una Vanwall ed infine a bordo di una Brm. Senza grandi acuti, si ritirò dalle competizioni a soli 29 anni, con all’attivo sei trionfi e tre pole position in Formula Uno.

 

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About the Author

Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 40 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.



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