Storia

Published on Ottobre 24th, 2021 | by Massimo Campi

0

Jo Siffert, lo svizzero volante

Il 24 ottobre del 1971, a Brands Hatch, se ne andava Jo Siffert.

La sua immagine è rimasta impressa negli appassionati del motorsport, una vera icona delle corse degli anni sessanta e dei primi settanta. Parliamo di Joseph Jo “Seppy” Siffert, con quel suo casco bianco e rosso, la croce svizzera disegnata sopra, gli occhiali da sole a goccia, i baffetti da gentleman ed il piede di piombo. Jo nasce e cresce tra le montagne svizzere, zona Friburgo, dove il padre il padre fa il lattaio.

La vita del giovane Jo sembra segnata dalla tranquillità delle montagne svizzere, dai pascoli, dalle mucche, dalla attività di famiglia, ma tutto cambia in una domenica di luglio del 1948 quando Jo va con il padre a vedere il GP di Formula 1 della Svizzera sul circuito del Bremgarthen. L’urlo dei  motori, l’odore della benzina, quei bolidi che sfrecciano stregano la mente del giovane Siffert che ha appena 12 anni ed ha già scelto cosa vuole fare da grande.

I soldi per correre sono pochi, come tante delle sua epoca Siffert inizia a correre con due ruote ma è con le quattro che emerge il suo talento. Con la piccola F.Junior è tra i migliori delle sua categoria, Jo si fa presto notare e debutta in Formula 1 a Spa, nel 1962, il giorno della prima vittoria di Jim Clark.

Corre con le vetture della Scuderia Filippinetti, e con quelle della sua scuderia. È veloce, è tra i migliori piloti privati e vince alcune gare non titolate. Rob Walker lo vuole in squadra, intanto corre come pilota ufficiale della Porsche che sta scalando le grandi vette dell’automobilismo con vittorie nelle gare di durata. Jo è uno dei piloti di riferimento per la squadra tedesca, ma arriva anche il grande giorno in Formula 1 con la vittoria a Brands Hatch, nel 1968, dove Siffert vince dopo una lotta incredibile con Amon. Quel giorno Jo è al volante della Lotus 49B del Team Walker e sarà anche l’ultima vittoria di un team privato. Il valore di Siffert diventa noto: la Lotus con cui corre il campione svizzero è una vettura ufficiale dipinta con i colori del Team Walker. La 49 privata di Siffert era andata bruciata in un incendio e Chapman concede a Walker una monoposto delle sue e lo svizzero dimostra di essere più veloce di Oliver e Hill, i due alfieri ufficiali del team Lotus.

Nel 1970 Siffert è uno dei piloti ufficiali del Team March, ma le cose vanno malissimo, le vittorie arrivano con le Porsche a ruote coperte. Tra le vittorie ci sono la 12 Ore di Sebring, la 24 Ore di Daytona e la Targa Florio con la piccola 908/03, ma come tanti grandi non riesce a salire sul gradino più alto del podio alla 24 Ore di Le Mans.

Nel ’71 va alla BRM, insieme al suo rivale Pedro Rodriguez, pilota verso cui Jo nutre una sorta di ossessione. Sarà l’anno fatale per entrambi. Jo corre alla grande, a Zeltweg segna pole, giro veloce e vince dominando per tutti i giri. Alla fine dell’anno è quinto, il suo miglior risultato. Il 24 ottobre si corre a Brands Hatch una gara celebrativa. Nei primi giri Jo si tocca con Peterson e danneggia una sospensione che, qualche giro dopo, si rompe e lo fa finire fuori pista. La BRM prende fuoco e Siffert non riesce a liberarsi. Al suo funerale ci sono 50mila persone, in Svizzera Jo “Seppi” Siffert è una vera gloria nazionale.

Print Friendly, PDF & Email

Tags: , ,


About the Author

Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 40 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.



Back to Top ↑