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Published on Settembre 26th, 2021 | by Massimo Campi

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Sochi: cento vittorie per Hamilton

 

Di Carlo Baffi

Il Campione del Mondo in carica, ha raggiunto il record dei 100 successi in Formula Uno. Però Verstappen è giunto secondo partendo ultimo. L’inglese torna in testa al mondiale, ma con due sole lunghezze sull’olandese. Amaro settimo posto di Norris, che ha mancato una possibile vittoria ritardando il pit-stop. Buon terzo posto per la Ferrari di Sainz.

Il Gran Premio di Russia, ha salutato il centesimo trionfo in F.1 di Lewis Hamilton, il quale non vinceva dal 18 luglio scorso, in Gran Bretagna. L’ennesimo primato inseguito dal fuoriclasse inglese che ribadisce la superiorità della Mercedes sul tracciato di Sochi. Sono ben 8 le vittorie della “Stella a Tre Punte” in riva al Mar Nero, ovvero da quando il G.P. di Russia è entrano nel calendario iridato nel 2014. Da allora si contano 5 primi posti di Hamilton, 2 di Bottas ed 1 di Rosberg. Insomma, questo il 26 settembre sarà ricordato come una data storica, eppure per Lewis è stata una festa a metà, senza quella carica di entusiasmo che s’era vista nella sua roccaforte di Silverstone. Il motivo è presto spiegato. Max Verstappen, diretto rivale nella lotta al titolo è giunto alle sue spalle, seppure con 53” di ritardo, ma conquistando punti importanti dal momento che partiva ultimo per la sostituzione della power unit Honda. L’olandese ha compiuto una superba rimonta sulla sua Red Bull-Honda ed alla fine ha raggiunto un risultato che va considerato al pari di un primo posto. Con Verstappen relegato in fondo, per Hamilton e la Mercedes alla doppietta dando così una svolta al mondiale, considerando il fatto che Sochi è sempre stato un tracciato favorevole. Tutto s’era messo per il verso giusto già dalle libere del venerdì, con le Mercedes davanti nonostante la pioggia insistente, che ha condizionato il fine settimana facendo annullare  la terza sessione di libere. Poi all’inizio della Q3, l’acqua calava ed in vista degli ultimi cinque minuti, prima George Russell e poi gli altri rivali delle Frecce Nere tentavano l’azzardo delle slick. Mossa che spiazzava il team di Brackley, con Hamilton che detentore del miglior tempo con le intermedie. Lewis allora piombava ai box per montare le gomme s’asciutto, ma nella fretta ha urtava il muretto che delimita la pit-lane con conseguente perdita di tempo per la sostituzione dell’ala anteriore. Un problema che si ripercuoteva su Bottas che stava rientrando. Le due W12E rientravano in battaglia, ma non riuscivano a mandare in temperatura i nuovi pneumatici prima che calasse la bandiera a scacchi (servivano due giri). Risultato, venivano beffate da Norris, che ha siglava la pole position con la McLaren (prima in carriera), dalla Ferrari di Sainz e dalla Williams di Russell. Hamilton doveva quindi accontentarsi del quarto posto e di colpo, per lui la gara si metteva in salita; un po’ come dopo la “Sprint-Qualifyng” di Monza.  Alla fine delle qualifiche non nascondeva il suo disappunto:” Ho commesso un errore ed ora non posso farci più nulla. Domani farò del mio meglio per cercare di migliorare.”

Sabato da dimenticare pure per Bottas. Per lui solo il settimo tempo, che induceva il team a sostituirgli alcuni elementi della power unit. Giocò forza veniva retrocesso al 17esimo posto in griglia. Tre posizioni davanti a Verstappen, segno inequivocabile del marcamento a uomo tra le due scuderie di vertice. Prima fila dunque alquanto inedita con Lando Norris alla sua pria pole nella massima serie, a conferma del potenziale della McLaren-Mercerdes, reduce dalla doppietta monzese di due settimane fa. Al suo fianco un sorprendente Carlos Sainz junior con la rossa. Un duello significativo in ottica del mondiale costruttori, dove McLaren e Ferrari combattono per il terzo posto. Lo spagnolo ha preceduto George Russell, protagonista di un altro exploit in qualifica dopo Spa, al volante della modesta Williams-Mercedes. Accanto al giovane talento, Hamilton, suo prossimo compagno in Mercedes nel 2022. Terza fila riservata a Ricciardo (McLaren) e Alonso (Alpine). In fondo allo schieramento, Verstappen e Charles Leclerc: anche il ferrarista montava la nuova unità motrice. E veniamo alla gara. La domenica si apre con la grande incognita del meteo. Poco prima del via, il cielo carico di nubi non promette nulla di buono e le previsioni danno pioggia poco distante dal tracciato. Nell’aria si registrano 19° e 22 sulla pista. Allo spegnimento dei semafori, Sainz è lestissimo a balzare in testa, Ricciardo passa Hamilton, mentre dall’ottava piazza Stroll ha un ottimo spunto che lo porta a ridosso dei primi. Al termine del primo giro, Sainz conduce davanti a Norris, Stroll, Ricciardo, Hamilton, Alonso, Perez, Ocon, Raikkonen e Vettel. La Ferrari numero 55 aumenta il vantaggio sugl’inseguitori, mentre nelle retrovie Verstappen, in piena rimonta, ha gioco facile su Bottas, che non riesce a contenerlo. Intorno al nono passaggio, Sainz lameta un problema di degrado delle coperture e Norris gli si fa sotto, ma anche le sue gomme hanno problemi e quindi rinuncia all’assalto. Lando pazienta e poi sferra l’attacco passando Carlos alla curva 13; allora il ferrarista ripiega ai box per montare la mescola dura. Alla tornata 20 delle 53 previste, la corsa vede al comando le McLaren di Norris (con 11”8) su Ricciardo seguite da Hamilton (tutti e tre con gomme medie), Perez e Alonso, Verstappen, Leclerc, Vettel, Gasly. Max, partito con le dure è già entrato nella top-ten. Sei giri dopo, Hamilton effettua la sua sosta, imitato da Verstappen. L’inglese monta le dure, mentre l’olandese le medie. Al 27esimo passaggio si ferma Norris che cede la leadership a Perez, il quale prosegue con le coperture dure inziali, seguito da Alonso e Leclerc (anch’essi con le hard). Siamo al 36esimo giro e tocca a Perez fa capolino in pit-lane insieme ad Alonso: per entrambi sono pronti pneumatici medi. I meccanici della Red Bull però sono lenti ed il messicano perde 8”. Norris nel frattempo è tornato al comando e deve guardarsi dalla marcia di Hamilton intento a forzare. Mancano 17 passaggi alla fine e Lando risponde all’eptacampione facendo segnare il giro più rapido in 1”8. Lewis però non desiste e tenta il tutto per tutto recuperando terreno. Precede Sainz e Perez che ha avuto la meglio su Ricciardo dopo un acceso duello. Quando inizia la 45esima tornata, spunta la pioggia. Norris autore di un lungo riesce a mantenere la leadership e dietro Perez passa Sainz. La guida si fa sempre più complicata ed Hamilton pare non intenda rischiare più del dovuto compromettendo la seconda posizione. Lewis viene richiamato dal team per un nuovo cambio gomme. Stessa strategia per Verstappen, Sainz, Ricciardo e Stroll. Anche il box McLaren invita Norris alla sosta, ma Lando va avanti con le slick. Un errore che pagherà a carissimo prezzo. Sotto l’acqua, la cui intensità è aumentata ed Hamilton che lo sta inseguendo, il britannico cerca di controllare la situazione, ma va in testacoda. Opta allora per il pit-stop, ma ormai la frittata è fatta.

Hamilton passa a condurre e Verstappen, grazie ad una prestazione da manuale gli soffia il secondo posto. E’ la svolta della gara che saluta il trionfo di Hamilton, davanti a Verstappen e Sainz. Quarto è Ricciardo, poi Bottas, Alonso, Norris, Raikkonen, Perez e Russell a chiudere i primi dieci. Leclerc giunge 15esimo, che come Norris ha montato le coperture da pioggia troppo tardi con le logiche conseguenze. Dunque, Sir Lewis Hamilton ha raggiunto la cosiddetta “quota 100”, un record che difficilmente potrà essere eguagliato, per lo meno nel breve periodo. Senza nulla togliere alla sua gara condotta con tenacia (all’inizio è rimasto troppo tempo dietro a Ricciardo), deve ringraziare l’imperdonabile sbaglio di Norris e l’arrivo della pioggia, elementi di cui ha beneficiato anche Verstappen. A quattro tornate dal termine “Hammertime “ era plafonato in seconda piazza.“Lando ha avuto un passo incredibile – ha dichiarato Hamilton nel post gara-  e la McLaren sta facendo un lavoro strepitoso. Sarebbe stata dura superare Norris senza la pioggia, ma quando ha iniziato a piovere siamo stati opportunisti. Grazie al mio team che mi ha chiamato al pit, sono riuscito a conquistare la vittoria numero cento.” E riguardo a Verstappen ha aggiunto:” Max è stato grandissimo, rimontando dall’ultimo al secondo posto e da qui in avanti sarà dura.” Ammissione che la dice lunga sui timori del sette volte campione. Nel round di Sochi, “Hammertime” avrebbe dovuto infliggere un knock-out a “Mad Max”. Invece, come è accaduto già troppe volte nel corso del mondiale, Lewis ha commesso un errore di troppo ed il conto alla fine potrebbe essere salato. Mai come quest’anno, non riesce a sfruttare al meglio le condizioni favorevoli. Colpa forse della pressione di un confronto così serrato con Verstappen ? Ipotesi possibile, a volte la paura di vincere fa più danni della paura di perdere ed Hamilton pur essendo un fuoriclasse navigato è pur sempre un essere umano con le sue debolezze. Verstappen, dal canto suo non aveva nulla da perdere confinato in fondo alla griglia e quindi era probabilmente  più sereno. Sta di fatto che l’olandese, dopo Monza e Sochi è passato praticamente indenne da due piste  favorevoli ad Hamilton, sul quale peserà l’handicap dell’omologazione della quarta power unit: a quel punto sarà Lewis a dover fare l’inseguitore. A sette round dal termine (uno è ancora incerto), la classifica piloti ha come leader Hamilton con 246,5 punti contro i 244,5 di Verstappen. Logica la soddisfazione  di Max una volta uscito dall’abitacolo:” La gara non è stata semplice. E’ stato difficile superare chi era davanti a me, anche perché non avevo aderenza sin da subito per via del graining. Abbiamo preso la decisione giusta e sono arrivato secondo, un risultato incredibile. Forse la pioggia ci ha aiutato – ha proseguito il pilota della Red Bull – ma siamo stati bravi ad approfittare delle situazioni. Con la penalità che dovevo scontare in partenza, avrei messo la firma su questo risultato già da questa mattina.” Nel campionato costruttori invece la Mercedes incrementa il vantaggio. Se alla vigilia di Sochi il divario era di 15 lunghezze, ora è salito a 33. Oltre al primo posto di Hamilton s’è aggiunto il quinto di Bottas, mentre per la scuderia di Milton-Keynes, al bottino di Verstappen si sommano i soli due punti di Perez arrivato nono. Il messicano è alle prese con una crisi di risultati con effetti sulla lotta per titolo (era stato ingaggiato proprio per raggiungere questo obiettivo) e che a detta di radio paddock potrebbe addirittura minare il suo futuro alla corte di Chris Horner. Certo, il contratto per il 2022 è stato firmato, è risaputo però che a fronte di continue prestazioni scadenti, la pazienza di Helmut Marko ha un limite. Per quanto concerne Sochi, a difesa di “Checo” c’è il tempo perduto al pit-stop, ma è anche vero che s’è qualificato col 9° tempo avendo a disposizione una  monoposto di alto livello. E parliamo ora della terza forza, la McLaren-Mercedes. A fine gara l’amarezza di Norris e del suo team era sotto gli occhi di tutti. Zac Brown & C. stavano assaporando un nuovo trionfo dopo quello in Italia, invece tutto è sfumato. ” La decisione di proseguire con le gomme d’asciutto è stata mia, basandomi sulle informazioni che aveva la squadra.” – confessa Norris :”Ho sbagliato io e me ne assumo la responsabilità, ma il team – dice il britannico ai microfoni di Sky, che poi aggiunge – non sono rientrato perché in quel momento la pioggia era constante, dopo è aumentata. Gli altri lo sapevano ed ecco perché hanno agito diversamente. Sono deluso – ha concluso Norris – però non dimentichiamoci i lati positivi. Errore a parte, tutto il fine settimana è stato perfetto.” Ricciardo ha chiuso al quarto posto a riprova che la doppietta nel G.P. d’Italia non è stato affatto un fuoco di paglia, anzi. La MCL35M è sempre più competitiva, lo si è visto in qualifica e non è una bella notizia per la Ferrari. Nelle ultime due gare il team di Woking ha messo nel carniere 64 punti contro i 46,5 di Maranello. Dopo Zandvoort, la Ferrari era terza a più 11, ora è quarta, sotto di 17,5. Un gap ancora contenuto grazie all’eccellente terzo posto di Sainz, sottolineato anche dal team principal Mattia Binotto:” Carlos ha disputato un weekend senza commettere sbagli. Ha fatto una buona qualifica, è partito bene e ha gestito al meglio le gomme.

Sono felice per il suo podio.” Per contro Leclerc non è andato oltre il quindicesimo posto, ovviamente le condizioni in corsa erano diverse. “Occorre guardare il bicchiere mezzo pieno – precisa Binotto – Charles ha fatto un’ottima partenza e una grande rimonta, dimostrando di avere un buon ritmo di gara. Purtroppo il suo passaggio alle intermedie non è avvenuto nell’attimo migliore.” Sull’acqua il monegasco ha messo in mostra la sua classe cercando di lottare per il podio, malauguratamente ha montato tardi le intermedie e compromesso la sua gara. “Di solito quando la pista passa da bagnato ad asciutto – spiega Binotto – il muretto comunica al pilota quando cambiare le gomme a seconda dei dati raccolti. Nel caso opposto, si agisce in base alle indicazioni del pilota. Appena prima del pit-stop, Charles aveva segnato un tempo discreto, malgrado ciò avremmo dovuto capire che in alcuni settori della pista stava piovendo forte e non poteva stare con le slick. C’è stato un difetto di comunicazione.”  Archiviata la trasferta in Russia, il Circus fa rotta verso Istanbul, dove il prossimo 10 ottobre andrà in scena il G.P. di Turchia. Lo scorso anno, all’Istanbul Park, Hamilton mise le mani sulla sua settima corona iridata, al termine di una rimonta gestita con freddezza e pazienza. A metterlo in difficoltà furono il maltempo e le condizioni della pista riasfaltata dagli organizzatori. La F.1 mancava da nove stagioni e quel restiling si rivelò poco azzeccato. Sin dal venerdì il manto scivoloso dell’asfalto fu fonte di parecchi problemi. Questo per via della pietra liscia utilizzata, che trasformò l’autodromo in una patinoire.  Alla fine Hamilton s’impose davanti a Perez (Racing Point) e le due rosse di Vettel e Leclerc. Al di là dei ricordi, i 5,338 chilometri del circuito potrebbero riservare grosse sorprese, anche se i pronostici vedrebbero leggermente favorite le Red Bull, così come per i rimanenti Gran Premi. La battaglia resta comunque apertissima e qualunque episodio (anche minimo), potrebbe far pendere l’ago della bilancia da una parte, o dall’altra.

Immagini © Pirelli

 

Classifica Piloti:
1° Hamilton 246,5 – 2° Verstappen 244,5 – 3° Bottas 151 – 4° Norris 139 – 5° Perez 120 – 6° Sainz 112,5 – 7° Leclerc 104 – 8° Ricciardo 95 – 9° Gasly 66 – 10° Alonso 58 – 11° Ocon 45 – 12° Vettel 35 – 13° Stroll 24 – 14° Tsunoda 18 – 15° Russell 16; 16° Latifi 7 – 17° Raikkonen 6 – 18° Giovinazzi 1

Classifica Costruttori:
1^ Mercedes 397,5 – 2^ Red Bull-Honda 364,5 – 3^ McLaren-Mercedes 234 – 4^ Ferrari 216,5 – 5^ Alpine-Renault 103 – 6^ Alpha Tauri-Honda 84 – 7^ Aston Martin-Mercedes 59 – 8^ Williams-Mercedes 23 – 9^ Alfa Romeo-Ferrari 7 -10^ Haas-Ferrari 0.

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About the Author

Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 40 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.



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