Storia

Published on Aprile 26th, 2021 | by redazione

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Alboreto ed il miracolo di Natale.

Il ricordo di Ezio Zermiani, in viaggio da Maranello a Milano sulla F40 guidata da Alboreto  – di Carlo Baffi

Sono trascorsi vent’anni dalla tragica scomparsa di Michele Alboreto, avvenuta sul circuito tedesco del Lausitzring il 25 aprile del 2001, nel corso di un test privato con l’Audi R8. Un incidente ancora poco chiaro, che stroncò la vita al 44enne milanese e che lasciò un grande vuoto nel mondo del motorsport, tra piloti, addetti ai lavori ed ai numerosissimi tifosi. E si, perché Alboreto era riuscito a farsi largo a poco a poco diventando un top driver molto stimato. Dal debutto sulla Tyrrell a Imola nell’81, alle prime due vittorie con la monoposto del “boscaiolo”. E poi i cinque anni con il Cavallino, con il secondo posto nel mondiale 1985, quando la possibilità di conquistare il titolo era molto concreta, ma andò letteralmente  in fumo per i problemi tecnici legati alle turbine Garrett. Enzo Ferrari aveva fortemente voluto il milanese a Maranello e tra i due s’era instaurato un ottimo rapporto. Alboreto era il primo pilota italiano a tornare al volante di una rossa dopo tanti anni e s’era subito contraddistinto per la sua professionalità e le doti tecniche.

Una persona seria, ma al tempo stesso con un certo “sense of humour”, come dimostra il ricordo di Ezio Zermiani, storico giornalista sportivo della Rai, in particolare del settore motoristico. Tanti anni da inviato sulle piste di tutto il mondo e poi alla testa della redazione motori della TV di Stato. Al di la dell’aspetto lavorativo, Zermiani aveva sviluppato una grande amicizia con Alboreto, fondata su correttezza e sincerità. Ebbene ricordando l’amico prematuramente scomparso, Zermiani ci racconta quanto accadde nel dicembre del 1987, per la precisione alla Vigilia di Natale. “Avevo intenzione di realizzare un servizio sulla nuova Ferrari stradale, che stava per essere lanciata sul mercato, la F40.” Il modello creato per celebrare i quarant’anni di attività del casa modenese, carrozzato da Pininfarina.  Un progetto all’avanguardia, in cui un’auto da corsa veniva adattata alle esigenze della strada. Un’automobile dai contenuti tecnologici e dalle prestazioni estreme destinata a divenire un oggetto di culto per i fans del Cavallino. “La vettura – spiega Zermiani –  si rivolgeva solo ad una sfera ristretta di utenti. Per sfruttare a pieno le caratteristiche della F40, dovevi avere delle ottime cognizioni di guida sportiva. Il mio obiettivo era quindi quello trasmettere al grande pubblico le sensazioni che si provavano al volante di questo bolide. E per fare ciò, alla guida non doveva esserci un semplice collaudatore, bensì un pilota di Formula Uno. Solo lui poteva illustrare in diretta cosa accedeva ad ogni manovra.” E chi meglio di Michele, che era il driver ufficiale del Cavallino ? L’incontro venne così fissato a Maranello la mattina del 24 dicembre. “Alboreto arrivò da Milano accompagnato su una Lancia Thema-Ferrari dal fido amico Oscar Berselli. Così in una giornata tipicamente invernale, fredda e grigia iniziammo le riprese sulla pista di Fiorano. Tutto andava per il meglio, però avvertivo che non riuscivo a perfezionare l’idea iniziale; questo perchè eravamo su un circuito e non su una strada. A un certo punto, durante una pausa, Alboreto mi guarda e dice ironicamente :” Certo che siamo proprio due sfigati. E’ la vigilia di Natale e siamo in pista a girare con ‘sto freddo.” Ci guardammo in faccia per un istante e poi aggiunge:”… e se tornassimo a casa (a Milano) per festeggiare il Natale? Ecco, in quel momento mi si accende lampadina. Quando mi ricapita un’altra occasione del genere ? E’ proprio quello che volevo. Accetto subito e Michele mi dice. ..dai monta in macchina.” Alboreto accende il motore ed ha inizio un avventura improvvisata sul momento. “Ci avviciniamo all’uscita della pista, Michele lampeggia coi fari ed il custode apre il cancello, ignaro della nostra “fuga”. Dietro di noi, Berselli ci segue sulla Thema, con a bordo il mio operatore.

Passiamo davanti allo stabilimento e tiriamo dritto. Berselli, ignaro di tutto, sfaretta credendo che avremmo dovuto riportare il prototipo in fabbrica. Invece no. Proseguiamo per le vie di Maranello senza che la gente faccia caso a questa fuoriserie rossa con un ampia ala posteriore.” Di certo non era la prima rossa a transitare per il paese. “Nel frattempo, Berselli deve aver intuito e così pure l’operatore che inizia a riprenderci da dietro. Io non parlo, mentre Alboreto si dirige verso l’Autostrada. Imbocca la A1 in direzione Milano, si porta sulla corsia di sorpasso e da il gas. Intanto dietro a noi le riprese continuano con Berselli che cerca di non perdere terreno. Confesso di non credere ancora ai miei occhi, dal momento che viaggiavamo a tavoletta, del resto non c’è traffico, su un’auto non ancora omologata per la circolazione. Un’impresa del genere, oggi sarebbe impossibile. La vettura fila via spedita, con Michele precisissimo a descrivere tutte le sue azioni.  A metà strada dobbiamo fermarci a fare benzina ed entriamo in un’area di servizio. Il benzinaio è allibito e ci mette un po’ per capire che ci sono due serbatoi da riempire. Un pieno da circa 120 litri per una cifra da capogiro”. Ovviamente la scena non passa inosservata.” Intorno all’F40, alla sua primissima uscita, si forma un capannello di persone che nel vedere pure Alboreto chiedono autografi, fanno domande e non lesinano commenti curiosi, per il divertimento mio e del cameraman che continua a filmare.” Terminato questo lungo pit-stop ripartite…:” Certo, ma succede un inconveniente. La vettura di Berselli non parte e allora l’operatore chiede ad un automobilista se può seguirci per continuare il servizio. Nessun problema, anzi, è un vero piacere risponde il guidatore.” Il tragitto verso Milano va avanti e arrivate  al casello:” …Ma cos’è sta macchina qui ? Ci interroga stupito il casellante e nel vedere alla guida Alboreto è ancora più stralunato. Michele gli spiega che si tratta di un nuovo prototipo ancora in prova. Tutto emozionato, il signore ci dice:” ah, questa sera lo racconto a mio figlio che un grandissimo appassionato di automobilismo e della Ferrari.” E così giungete a destinazione. “ Quando entriamo in Milano penso…. qui ci arrestano. Invece avanziamo lentamente verso il centro fino in piazza del Duomo.” In una zona off-limits. “Ebbene, incontriamo inevitabilmente dei vigili urbani che si limitano solo ad osservarci, lasciandoci passare fino a poter parcheggiare la rossa vicino al sagrato, dove c’è un via vai di gente per gli ultimi acquisti di Natale. Ci viene incontro un uomo vestito da Babbo Natale, che riconoscendo Michele smette subito di fare le foto coi bimbi ed i turisti e comincia a tempestarci di domande e posa davanti alla telecamera.

Naturalmente siamo attorniati da una folla incredula alla vista di questa singolare sorpresa natalizia. Della serie “Miracolo a Milano !” Ma lo show ha un seguito…”Eh si. Da Piazza del Duomo andiamo a Rozzano a casa Alboreto dove ci sono la moglie Nadia e la figlia Alice, la primogenita (poi nascerà Noemi). C’è un’atmosfera di festa, che però da li a poco sarà turbata dalla reazione di Enzo Ferrari. Tornato in redazione per montare il servizio, vengo raggiunto da una telefonata di Franco Gozzi, braccio destro del Commendatore, il quale mi dice che il grande Vecchio è furibondo per quanto accaduto a sua insaputa. Riesco a parlare con Ferrari il quale mi accusa di aver tradito la sua fiducia. Cerco di smorzare la sua collera chiedendogli di rimandare tutte le polemiche dopo che il servizio sarà andato in onda. Stranamente Ferrari ascolta e non ribatte.” Morale ? “Il servizio, molto ampio, viene trasmesso il giorno di Santo Stefano sulla Rete Due ed ha un ottimo riscontro. Dalla Ferrari però non arriva alcuna telefonata, tutto tace. Nel frattempo la F40, parcheggiata nel box di Alboreto, aveva fatto ritorno a Maranello su un carro attrezzi.

Passa qualche giorno ed ecco che ricevo una busta con il marchio del Cavallino. La apro e dentro c’è un biglietto, datato 28 dicembre con una frase scritta con l’inconfondibile inchiostro viola (quello usato del Drake) che recita: Caro Zermiani l’ho seguita: molto bella! Grazie. Ferrari.” Un riconoscimento che la dice lunga.:” Direi proprio di si. Ferrari in pratica aveva ammesso di essere stato troppo precipitoso, ma al tempo stesso non intendeva dichiararlo espressamente. Nessun passo indietro. Chiedere scusa non rientrava nella sua filosofia. Del resto i miti non possono sbagliare.”

Immagini © Raul Zacchè/Actualfoto – Massimo Campi – Illustrazione Carlo Baffi

 

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