Storia

Published on Ottobre 27th, 2020 | by redazione

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GP San Marino, 30 aprile 1995

Di Carlo Baffi

Il Circus tornava ad Imola ad un anno esatto dal drammatico fine settimana in cui avevano perso la vita Roland Ratzenberger ed il grande Ayrton Senna. Al fine di aumentare la sicurezza, il tracciato aveva subito sostanziali cambiamenti. La pericolosa curva del Tamburello era stata modificata con una chicane al fine di rallentare la marcia delle vetture. Stessa sorte anche per la curva Villeneuve, in modo che i piloti giungessero alla staccata della Tosa con meno velocità. Alle Acque Minerali venne ampliata la via di fuga e modificato il layout della pista, così come per la Rivazza e per la Variante Bassa. Un restiling apprezzato da dai ferraristi Alesi e Berger che appena giunti all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari, vollero valutare le migliorie al volante di una F355 berlinetta. Unanime il loro giudizio:” Una pista sicura e non banale.” Impressioni confermate anche dal miglior tempo ottenuto dal francese nella sessione di prove supplementari disputate il giovedì, per consentire ai piloti di prendere confidenza con il nuovo percorso: Alesi, Coulthard, Schumacher, Berger, Hakkinen ed Hill.

Il Campionato aveva fatto il suo esordio in Brasile dove s’era imposto Schumacher sulla Benetton, poi in Argentina aveva vinto Hill sulla Williams. Entrambe le macchine erano spinte dal motore Renault. La classifica piloti vedeva in testa il tedesco con 14 punti, quattro lunghezze di vantaggio sul britannico e sei su Alesi. Al vertice si riproponeva il duello tra i due drivers ed i due team rivali della stagione passata. Nelle prove ufficiali del venerdì però la Ferrari dimostrò di poter lottare al pari dei migliori. Berger s’era issato al secondo posto a soli 8 millesimi da Schumacher, precedendo Coulthard, Hill ed Alesi. Il buon umore dell’austriaco sarebbe però stato turbato nella serata, quando di ritorno all’hotel, avrebbe scoperto il furto della sua rossa 512M datagli in dotazione da Maranello.  Poche ore dopo i ladri avrebbero rubato anche un’altra Ferrari: l’argentea 355 che Alesi aveva parcheggiato nel garage dell’albergo dove soggiornava. Insomma, per i due piloti del Cavallino una giornata finita male a fronte di un bottino di quasi 500 milioni di vecchie lire arraffato dai soliti ignoti. Le qualifiche del sabato non modificarono la situazione del giorno precedente, per cui Schumi rimase in pole affiancato da Berger. Da segnalare, come brivido della giornata, un’uscita di pista di Barrichello alla Piratella ad circa 220 km/h. Un botto violento, che fortunatamente non ebbe alcuna conseguenza suk brasiliano. A differenza dell’anno prima, quando volò fuori alla Variante Bassa il venerdì, procurandosi alcune fratture ed una leggera amnesia. Cinque minuti prima della partenza fissata per le 14 di domenica, i piloti si radunarono in cerchio sulla linea del traguardo osservando un minuto di silenzio per ricordare Ratzenberger e Senna davanti a 80 mila presenti. Poco dopo il Gran Premio prese il via su pista bagnata e con il meteo incerto, che però minacciava altri scrosci. Schumacher si portò in testa seguito nell’ordine da Berger, Coulthard, Hill ed Alesi. Grazie alle gomme rain, il quintetto accumulò un discreto vantaggio rispetto ai rivali partiti con le gomme d’asciutto. Quando la pista iniziò ad asciugarsi, il battistrada decise di montare le slick. Una volta uscito dai box, Schumacher procedette a ritmo elevato probabilmente incurante delle coperture ancora troppo fredde. Un errore imperdonabile che il tedesco pagò caro sulla salita versa la Piratella all’undicesimo giro. La mancanza di aderenza gli fece perdere il controllo della sua Benetton che finì rovinosamente la gara contro le barriere. Pista libera dunque per Berger che cercò di fare il vuoto.

A questo punto però entrava in scena Hill, che in sei tornate guadagnava la seconda posizione ed iniziava ad avvicinarsi al ferrarista. Dietro intanto anche Alesi forzava l’andatura e raggiunto Coulthard, dava vita ad un vero e proprio corpo a corpo in cui lo scozzese danneggiò l’ala anteriore. Una lotta che proseguì anche in pit-lane quando i due entrarono insieme per il pit-stop. Nel cercare di uscire prima del suo avversario, lo scozzese superò il limite di velocità posto a 80 all’ora. Infrazione che gli costò inevitabilmente uno stop&go. Poco dopo ci fu la sosta per il leader Berger ed ecco quello che non t’aspetti. Gerhard, forse per via di una frizione troppo brusca, lasciò spegnere il suo V12. I meccanici furono pronti a rimetterlo in moto, ma quei 20 secondi perduti risultarono decisivi. Le due Williams di Hill e Coulthard seguite dalla 412T2 di Alesi erano già transitate e Berger, rientrato quarto, passò di colpo da fuggitivo ad inseguitore. La sua rimonta riuscirà solo in parte, arpionando il terzo gradino del podio, beneficiando della penalità di Coulthard. Sotto la bandiera a scacchi Damon Hill condusse al successo la FW17 precedendo Alesi, il quale non potè lottare per la vittoria a causa di un problema al tirante sinistro dello sterzo, piegatosi dopo il contatto con Coulthard. Jean a fine gara non risparmiò le critiche al rivale:” Mi ha ostacolato in modo scorretto, andava sempre a zig-zag, cambiava sempre posizione per chiudermi.” Di opinione diversa il pilota della Williams, che nel dopo gara volle chiarire la questione con il suo accusatore. Malgrado il mancato successo del Cavallino, i tifosi della rossa invasero la pista contenti di festeggiare un podio con i loro due beniamini. Al di là dei primi quattro, il resto del gruppo giunse al traguardo doppiato: con Hakkinen e Frentzen a completare l’ordine dei primi sei. La vittoria in riva al Santerno consentì a Damon Hill di sopravanzare momentaneamente in classifica Schumacher, che a fine anno si sarebbe laureato per la seconda volta campione del mondo con un ampio margine sul britannico. Gloria anche per la Benetton guidata da Flavio Briatore, che conquistò il titolo costruttori. La Ferrari concluse al terzo posto dietro alla Williams, ma per Maranello si prospettava un futuro carico di speranze. Nell’agosto di quell’anno infatti Michael Schumacher aveva siglato un contratto biennale con il Cavallino. Per la rossa sarebbe iniziata una nuova era, in cui avrebbe recitato il ruolo di protagonista per parecchi anni.

 

 

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