Storia

Published on Settembre 12th, 2020 | by Massimo Campi

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Austria 1970: la prima vittoria del 12 cilindri boxer

La Ferrari 312B conquista il primo trionfo con Jacky Ickx

La stagione 1970 è un anno di grande svolta per la scuderia di Maranello. La Ferrari ha iniziato una grande rivoluzione con Mauro Forghieri che ha progettato il nuovo motore V12 a 180°, comunemente identificato come  12 cilindri Boxer. Un propulsore destinato ad entrare nella storia, anche se la messa a punto non è semplice. I problemi sono soprattutto nella lubrificazione, tanto che Mauro Forghieri deve entrare munito di tuta nella sala prove dove viene fatto girare il motore senza la coppa inferiore per cercare di capire dove si distribuisce l’olio. Inoltre anche la monoposto è completamente nuova, la 312B con un telaio tubolare accoppiato al 12 cilindri piatto. Novità anche nella squadra, Chris Amon, deluso dalle ultime stagioni ha deciso di abbandonare la squadra, al suo posto ritorna Jacky Ickx con i galloni da capitano, affiancato dalle due giovani promesse: Ignazio Giunti e Clay Regazzoni che si alternano nell’abitacolo della seconda monoposto. La stagione parte con tutti i problemi conseguenti alla messa a punto della vettura, che dimostra di avere ottime potenzialità, ma scarsa affidabilità. A Maranello si lavora alacremente per concretizzare i risultati tanto inseguiti da quando la F.1 ammette al via propulsori di tre litri, e durante l’estate la Ferrari si dimostra sempre più veloce.

Nel 1970 si torna a correre in Austria, ma non si gareggia più sul circuito ricavato sulle piste dell’aeroporto di Zeltweg, come era accaduto nel 1964, quando a vincere era stato Lorenzo Bandini con la Ferrari, ma nel nuovo Ӧsterreichring. Il nuovo circuito incontra subito l’approvazione dei piloti, è modernissimo nelle sue strutture, ricorda il Nürburgring per i suoi saliscendi e le sue curve velocissime che consentono medie sul giro molto elevate, ma spicca per gli standard di sicurezza di prim’ordine. Nelle zone in cui sono presenti i dossi ci sono dei pannelli luminosi che preallertano i piloti di un potenziale pericolo, mentre i box sono spaziosi e dotati di tutti i servizi di ultima generazione. La Scuderia Ferrari arriva in Austria fiduciosa di poter fare bene. La squadra italiana nel Gran Premio di Germania è stata battuta di un soffio, sette decimi, dalla Lotus del leader del Mondiale, Jochen Rindt, e così quando, a cavallo di Ferragosto, il campionato si sposta in Austria sono in molti a pronosticare la 312B tra le sicure protagoniste del Gran Premio.

Le colline della Stiria sono affollate da molti tifosi Italiani pronti a tifare la rossa nazionale e la direzione gara prevede undici ore di prive libere, con inizio al giovedì, nelle quali a brillare sono proprio le Ferrari con Clay Regazzoni, alla quarta gara in Formula 1 appena, e il terzo pilota, il giovane italiano Ignazio Giunti. All’appello manca Jacky Ickx, che arriva a fine giornata affermando di non stare per niente bene: ha febbre e raffreddore, ma il giorno dopo scende in pista e pure lui è subito veloce.

La condizioni meteo condizionano le prove per la griglia di partenza ed è ancora Jochen Rindt a stabilire la pole position con la Lotus, ma Clay Regazzoni fa segnare il secondo miglior tempo a 47 centesimi dall’austriaco, mentre Ickx, che inizia a stare fisicamente meglio, è terzo a 63. Giunti piazza la sua Ferrari al quinto posto, a poco meno di un secondo dal miglior tempo.

Un cielo ancora nuvoloso saluta i protagonisti al via della gara, ma Rindt non ha un buono scatto ed è Regazzoni a prendere la prima posizione. Lo svizzero, da fedele scudiero, al secondo passaggio con un evidente cenno del braccio cede la leadership a Ickx, mentre in terza posizione c’è la Lotus, tallonata dalla Matra di Jean-Pierre Beltoise, dalla Ferrari di Giunti e dalla March di Chris Amon. Jochen Rindt commette un errore al terzo passaggio e perde tre posizioni ma l’austriaco si lancia all’inseguimento e supera Amon mettendosi in caccia della Ferrari. Giunti tenta di resistere agli attacchi della Lotus, ma al 22° giro il pubblico sulle tribune viene gelato dalle urla dello speaker: Jochen Rindt si è ritirato per la rottura del propulsore. Davanti le due Ferrari di Ickx e Regazzoni sono saldamente al comando con la Matra di Beltoise pronta ad approfittare di ogni passo falso. L’altitudine invece mette a dura prova i motori V8 che accusano problemi di surriscaldamento sotto il sole che nel frattempo ha fatto capolino fra le nuvole e sta scaldando la pista, il cui asfalto è ancora piuttosto scuro visto che è stato steso di recente. Oltre a Rindt si fermano anche Tim Schenken con la De Tomaso, John Surtees con la sua monoposto e Denis Hulme con la McLaren.

A tre giri dalla bandiera a scacchi regna la tranquillità nel box Ferrari con le due 312B al comando divise da appena sei decimi, mentre Beltoise accusa problemi di pescaggio ed è costretto a rientrare al box per un rabbocco di carburante. La sua sosta promuove il regolare Rolf Stommelen, con la Brabham, sul terzo gradino del podio sebbene il tedesco sia praticamente doppiato.
Sul circuito austriaco sventola la bandiera a scacchi: Ickx, che per la gioia ora sembra scoppiare di salute, vince scortato sul traguardo da Regazzoni, al suo primo podio nella quarta gara in Formula 1. Per la Ferrari è la vittoria numero 43, la ventiquattresima doppietta, la prima ottenuta in collaborazione con la Marelli che della 312B2 cura l’accensione. Guardando la classifica si comprende come la gara dell’Ӧsterreichring sia stata un trionfo per i motori V12. Ce ne sono sei nelle prime sette posizioni. Dietro a Stommelen, infatti, ci sono le BRM di Pedro Rodriguez e Jackie Oliver, la Matra di Beltoise e la Ferrari di Giunti, che non ha potuto fare meglio solo per colpa di una foratura. La Ferrari è risorta nella colline della Stiria, la birra scorre a fiumi nei chioschi a ridosso del paddock e a tarda sera si trovano ancora dei tifosi italiani che festeggiano il primo trionfo dell’anno, una vittoria così convincente da lasciare intuire una seconda parte di stagione tutta all’attacco da parte della Scuderia. Sarà così, anche se il titolo andrà a Rindt alla memoria.

Immagini © Ferrari press

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About the Author

Massimo Campi

Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 40 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.



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