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Published on Novembre 27th, 2019 | by Massimo Campi

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Ferrari contro Ford – La Guerra dei Quattro Anni – Le Mans, il Giorno più Lungo

Ferrari contro Ford – La Guerra dei Quattro Anni – Le Mans, il Giorno più Lungo

di Paolo Marasca

Ferrari e Ford, una sfida che ha rappresentato un punto di svolta nell’automobilismo da corsa, una più intriganti della storia del motorspost, una guerra che ha inizio nella prima degli anni ‘60  e finisce ufficialmente nel 1967 con l’ultima vittoria della Ford a Le Mans e la Ferrari che conquista il titolo Mondiale Marche. Paolo Marasca, giornalista specializzato da anni nella storia delle rosse, ha realizzando alcune opere letterarie su questa vicenda che ha catalizzato l’attenzione dei media ed ha contribuito alla creazione del mito di Maranello, e con il successo cinematografico di questa saga sportiva ha deciso di riproporre la sua opera rivisitata.

“Noi siamo in guerra aperta contro i costruttori americani e la nostra vettura Sport-Prototipo di 4 litri è l’ultima spiaggia per cercare di contenere il più possibile l’ondata di quest’anno da parte della grande industria automobilistica d’oltreoceano – scriveva Enzo Ferrari – Noi non disponiamo di mezzi economici e di tecnici della Ford Motor Company e della General Motors ma combatteremo fino all’ultimo con tutte le nostre capacità  per ritardare l’inizio dell’era americana nelle corse di durata.”

Il libro di Paolo Marasca racconta come questa sfida, partita con Ferrari che rifiuta l’offerta di Henry Ford II° ed il boss americano che lancia la guerra al costruttore di Maranello, l’obbiettivo è la conquista della 24 Ore di Le Mans, la gara principe della stagione, il trofeo da conquistare per ottenere le prime pagine dei giornali. Tra Enzo Ferrari ed il colosso americano, all’inizio degli anni ’60 c’è stata una lunga trattativa per l’acquisto della fabbrica di Maranello. Enzo Ferrari, quasi sul punto di firmare la cessione dello stabilimento alla Ford, ha un momento di orgoglio, ci ripensa ed annulla la trattativa. Lo staff dirigenziale di Detroit non è abituato a perdere, soprattutto con un piccolo costruttore italiano e dà vita alla grande sfida tra la più grande industria mondiale dell’automobile ed il piccolo costruttore che fa le auto più veloci ed invidiate del mondo. Per battere la Ferrari bisogna sconfiggerla sul suo terreno di battaglia: le corse, e la Ford non lesina nessuna risorsa per arrivare allo scopo, ma le vetture americane sono ancora acerbe, devono essere sviluppate a dovere.  La guerra tra i due mondi, quello americano contro il vecchio continente, ha bisogno di molte risorse, sia economiche che tecniche. Henry Ford II° destina le risorse che voleva impiegare per l’acquisto di Maranello alla costruzione della nuova vettura. Servono tecnici, servono uomini che hanno esperienza nelle corse, soprattutto nella 24 Ore di Le Mans, In America c’è un solo pilota che ha vinto la maratona della Sarthe: Carrol Shelby che ha conquistato l’ambito trofeo nel 1961 con ‘Aston Martin DBR1 in coppia con Roy Salvadori. Ma ben presto la vita di Shelby cambia: ha problemi cardiaci, i medici gli hanno impedito di continuare la carriera sportiva ed allora si inventa una nuova vita diventando costruttore di vetture da competizione. Shelby è socio comproprietario dell’officina di Dean Moon a Los Angeles dove si preparano delle auto da corsa e pensa di realizzare una vettura da poter equipaggiare con il classico V8 americano per poterla impiegare sia su strada che in pista. In Gran Bretagna vede in azione le AC-Bristol Airlane progettate già nel ’52 da John Tojero, un telaio estremamente semplice, costruito in tubi di acciaio con motore anteriore ed una carrozzeria aperta in alluminio. Sulla macchina inglese, Shelby monta il V8 Ford. Dall’unione tra il costruttore britannico ed il preparatore texano nasce la AC Cobra, la vettura americana inizia la sfida all’Europa da corsa.

Ben presto la Ford ricorre a Shelby per organizzare la squadra da corsa e la Ford debutta ufficialmente in Europa con la Ford GT40 (ha una altezza di soli 40 pollici) alle prove della 24 ore di Le Mans del 1964. La 24 ore di Le Mans del 1964 viene vinta dalla Ferrari 275 P di Guichet e Vaccarella che precede le 330 P di Bonnier-Hill e di Surtees-Bandini. La AC Cobra conquista il quarto posto con Dan Gurney e Bob Bondurant. Le Ford GT di 4,2 litri che hanno debuttato sul circuito della Sarthe, non sono giunte al traguardo, ma il primo atto della grande sfida è iniziato.

Il 1965 è il primo anno del grande scontro Ferrari-Ford per il predominio delle ruote coperte. La Ferrari mette in campo la nuova vettura prototipo studiata dall’equipe diretta da Mauro Forghieri, la P2 con il V12 di 3.3 litri nella versione 275 P2 ed il motore di 3.967 cc nella versione 330 P2. Il team ufficiale conta su piloti del calibro di John Surtees, Ludovico Scarfiotti, Mike Parkes, Nino Vaccarella e Lorenzo Bandini. La Ford schiera al via la GT40 che conquista la sua prima vittoria a Daytona con Ken Miles e Lloyd Ruby, dimostrando la bontà del progetto realizzato dalla casa di Detroit. A Sebring vince invece la Chaparral, una nuova vettura americana che utilizza il motore Chevrolet 5,4 litri, pilotata da Jim Hall e Hap Sharp, i due soci fondatori della casa americana.

La grande sfida dell’anno ha come teatro Le Mans: la Ford schiera quattro GT40 con motore di 4700 cc e due nuove GT40 con motore 7000 cc, velocissime ma poco affidabili. La Ferrari mette in campo le sue P2 ufficiali e varie vetture affidate alle scuderie private. Alla sesta ora tutte le GT40 Ford sono fuori gara, ma anche le vetture ufficiali di Maranello hanno dei problemi a causa del veloce ritmo di gara. La vittoria è comunque di colore Ferrari e viene conquistata dalla Ferrari 275 LM della Scuderia NART di Luigi Chinetti, pilotata da Masten Gregory e Jochen Rindt, che precede la vettura gemella di Pierre Dumai e Gustave Gosselin. La livrea della vettura vincitrice è blu e bianca, colori della NART, mentre le altre due Ferrari sono gialle, il giallo della scuderia belga Francorchamps. Per la Ford è una grande sconfitta: il piccolo costruttore italiano c’è l’ha nuovamente fatta a sconfiggere il grande colosso dell’automobile. Per la Ferrari è l’ultima vittoria sul tracciato francese, in tutto è stata per nove volte prima nella 24 ore più famosa della storia.

Nel 1966 arriva finalmente la prima vittoria Ford, la squadra organizzata da Carrol Shelby funziona alla perfezione, la GT40 nella versione 7 litri è stata adeguatamente sviluppata ed è molto veloce e affidabile. La stagione inizia alla grande con le vittorie a Daytona e Sebring, ma la vera sfida è ancora sul tracciato francese. Sarà una lotta senza esclusione di colpi, con i migliori piloti in campo per entrambe le squadre. Una lotta dura, contro anche la pioggia, fino a quando le vetture resistono, ma questa volta saranno quelle di Maranello a cedere lasciando alla Ford l’onore della vittoria. Nelle ultime fasi di gara i dirigenti di Detroit escogitano un arrivo in volata, ideale per conquistare la foto sulle prime pagine dei giornali, per sottolineare la prima vittoria americana nella più importante gara del mondo. L’intento è quello di avere una classifica con due macchine vincitrici e quattro piloti ex equo, Ken Miles in testa alla gara viene fatto rallentare, tre GT 40 arrivano appaiate, ma alla fine la vittoria viene assegnata alla Ford GT40 MK II numero 2 con alla guida Bruce McLaren e Chris Amon. un risultato che crea discussioni e malumori tra i vari responsabili del team. Ken Miles attraversa il traguardo poco prima di McLaren secondo ordini di scuderia, ma non gli venne concessa la vittoria a causa di un regolamento della competizione in cui è segnato il fatto che vince chi compie per primo i kilometri della 24 ore e McLaren essendo partito qualche posizione dietro Miles aveva quel minimo di vantaggio che gli ha garantito la vittoria.

Nel 1967 c’è l’ultimo atto della sfida, ma è ancora la Ford a vincere la gara con Dan Gurney ed A.J. Foyt, una vittoria tutta americana con la nuova Ford Mark IV dopo una gara tesissima con la Ferrari 330P4 di Scarfiotti e Parkes che arriva seconda. Gurney e Foyt hanno coperto 5229 km alla media di 218,12 km/h, demolendo il primato precedente. Dopo Scarfiotti e Parkes sul terzo gradino del podio sale la Ferrari belga di Willy Mairesse e Jean Blaton e quarta la rabberciata Mark IV di McLaren e Donohue.

Tutto questo lo si trova nel libro di Paolo Marasca, il libro è una delle opere delle V12 Motor Company sulla sfida Ferrari-Ford.

Ferrari contro Ford – La Guerra dei Quattro Anni – Le Mans, il Giorno più Lungo – di Paolo Marasca

Editrice: The V12 Motor Company

 

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About the Author

Massimo Campi

Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 40 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.



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