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Published on Novembre 8th, 2019 | by Massimo Campi

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Honda CB 750 Four compie 50 anni

La leggenda a Novegro Mostra Scambio

La Honda CB 750 Four è considerata pietra miliare del motociclismo moderno con il suo  quattro cilindri in linea rappresentò il trampolino di lancio non solo della Honda, ma in generale di tutti i costruttori giapponesi di moto. E’ la moto che ha messo tutti in sella, la più desiderata del suo tempo e quest’anno ricorre il cinquantenario dal lancio della CB 750 Four sul mercato italiano. Fu presentata a Tokyo nel 1968 ma arrivò da noi al Salone del Ciclo e Motociclo del 1969. La Mostra Scambio di Novegro ne ha celebrato l’anniversario.

Honda CB 750 Four: da quando fu presentata, nell’autunno del 1968, al Salone di Tokyo, la storia del motociclismo cambiò radicalmente. Tutti i prodotti europei e statunitensi invecchiarono improvvisamente al cospetto di tanta meraviglia. E tutti i rivali giapponesi furono costretti a seguirne l’esempio per non perdere il treno di un mercato che da quel momento cominciò a correre velocissimo dal Giappone verso il resto del mondo. La Honda non introdusse nulla di assolutamente nuovo con la CB 750 Four: motori a quattro cilindri in linea di elevata cilindrata se ne erano già visti. Distribuzioni ad albero a camme in testa, pur se non diffusissime, esistevano da tantissimo tempo. Il freno a disco si conosceva da molto. Ma lo stupore e l’ammirazione suscitati dalla CB 750 Four furono dettati dal vedere simili soluzioni tecniche, all’epoca comunque esclusive e spesso riservate al solo ambito delle competizioni, su una moto di serie. Perdipiù venduta ad un prezzo concorrenziale, e caratterizzata da una qualità costruttiva, una fruibilità, una facilità di guida e una affidabilità eccellenti. Aveva tutto di serie, compreso l’avviamento elettrico, era una maxi cilindrata (per l’epoca), eppure rispetto alle poche rivali, destinate essenzialmente ad un pubblico di piloti esperti, poteva essere guidata facilmente da chiunque, e particolare non da poco, senza trascurare il comfort del passeggero.

La CB 750 Four non soffriva di alcun problema di affidabilità evidente o cronico ed era dotata di sofisticazioni tecniche che all’epoca erano un must che non tutti vantavano, come l’avviamento elettrico ed era progettata e costruita con una cura che lasciava a bocca aperta. Con questa moto i costruttori giapponesi diedero il via alla conquista del mondo motociclistico. Ne furono vendute oltre 500.000 esemplari!

Con la CB 750 Four la Honda fece capire a tutto il mondo che il suo piano di attacco al mercato motociclistico si basava su una strategia industriale che di lì in poi si sarebbe rivelata vincente. Strategia che ancora oggi le permette di fregiarsi del titolo di primo costruttore mondiale. Come la CB 750 Four, ogni suo prodotto evidenzia infatti una progettazione maniacale e qualità costruttiva e lavorazioni accuratissime. Il tutto, unito alla produzione su larga scala, figlia di una perfetta programmazione, sancì da allora in poi la nascita di prodotti imbattibili sul mercato mondiale.

Con la CB 750 Four la Honda definì anche il motore a quattro cilindri in linea come suo simbolo tecnico. Questa scelta forse non fu determinata a tavolino, ma si generò spontaneamente proprio grazie all’enorme successo della CB 750 Four. Pensate che nel corso della sua storia, iniziata nel 1969 con l’arrivo sul mercato della prima versione e conclusa nel 1978, fu prodotta e venduta in oltre 500.000 esemplari in tutto il mondo! La CB 750 Four aveva 67 CV e raggiungeva i 200 km/h di velocità massima.

La prima versione, CB 750 Four K, era caratterizzata da un motore capace di una potenza massima di 67 CV a 8.000 giri/ min, superava i 200 km/h di velocità massima e vantava un modernissimo freno a disco anteriore di 296 mm Ø. La ruota anteriore aveva un diametro di 19”, la posteriore di 18” e montavano rispettivamente pneumatici nelle misure di 3,25”-19” e 4,00”-18”. La guida era facile ed intuitiva, e l’ampia sella abbinata ad un largo manubrio la rendevano comoda anche per il turismo a medio e lungo raggio. La potremmo definire come la prima maxi moto totale. Era comoda, veloce, sicura, bellissima, e in più costava poco per tutto ciò che offriva.

Immagini © Massimo Campi

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Massimo Campi

Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 40 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.



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