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Published on Ottobre 22nd, 2019 | by Massimo Campi

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Vichinghi in Giappone

Valtteri Bottas, Mika Hakkinen, Kimi Raikkonen, vittoriosi nella terra del sol levante

Di Carlo Baffi

Con la vittoria nel G.P. del Giappone del 13 ottobre scorso, Valtteri Bottas con la sua Mercedes, ha portato a tre i suoi successi stagionali, rafforzando la seconda posizione nel mondiale piloti. Dopo 14 anni, un finlandese risale sul gradino più alto del podio nel round nipponico del Circus. Era infatti il 9 ottobre del 2005, quando il connazionale Kimi Raikkonen si impose al volante della McLaren Mercedes MP4/20 dopo esser partito diciassettesimo, complice la pioggia nelle qualifiche. Una grande rimonta quella di “Iceman” culminata in un sorpasso da manuale nel corso del penultimo giro, ai danni di Giancarlo Fisichella leader della corsa fino a quel momento. Una doccia fredda per il romano della Renault che si vide soffiare un successo quasi raggiunto. Prima di Raikkonen, la veloce ed insidiosa pista di Suzuka aveva salutato il doppio trionfo di un altro vichingo, Mika Hakkinen, anch’egli al volante di una McLaren motorizzata Mercedes.

Illustrazione ©Carlo Baffi

Nel 1998 e nel 1999, Hakkinen non solo vinse il Gran Premio, ma conquistò matematicamente le sue due corone iridate ed in entrambe le occasioni ai danni della Ferrari. Il 1 novembre ’98, Hakkinen si giocò il titolo contro Michael Schumacher, che vide sfumare i sogni di gloria vanificando la sua pole position per via di un fatale errore. Nella seconda partenza (la prima era abortita per lo stop di Trulli), il ferrarista mise la prima e fece spegnere il motore dopo il giro di ricognizione. Un problema che lo relegò in ultima fila e diede il via libera ad Hakkinen, che potè involarsi verso il trionfo. Malgrado una corsa all’attacco, il tedesco alzò definitivamente bandiera bianca al 31° giro per lo scoppio della gomma posteriore destra. Il 31 ottobre dell’anno dopo, Hakkinen dovette vedersela contro un altro alfiere del Cavallino, l’irlandese Eddie Irvine, giunto inaspettatamente a lottare per il campionato, causa il lungo stop di Schumi, rimasto vittima di un brutto incidente a Silverstone mesi prima. Irvine si presentò con quattro punti di vantaggio sul rivale, ma forse condizionato dalla troppa pressione finì fuori pista sul finire delle qualifiche e non andò oltre il quinto tempo. Hakkinen invece si piazzò dietro a Schumacher autore della pole, che però partì male. Il finnico potè così prendere il largo ed imporsi sul Kaiser ed Irvine risalito poi al terzo posto. Il Gran Premio del Giappone s’è nuovamente riconfermato terreno di caccia della Mercedes, che prima come fornitore di propulsori e poi come costruttore, ha totalizzato ben undici successi. Giusta quindi la consacrazione, per la casa di Stoccarda, proprio a Suzuka della conquista del sesto titolo mondiale costruttori consecutivo.

 

 

 

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About the Author

Massimo Campi

Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 40 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.



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