Storia

Published on Giugno 19th, 2019 | by Massimo Campi

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Quella livrea celeste e arancio carica di vittorie

Ci sono colorazioni che hanno mantenuto intatto nel tempo il loro fascino, soprattutto se abbinate a mitiche vittorie. Tra questa c’è sicuramente quella celeste ed arancio della Gulf-Oil, la compagnia petrolifera che ha sponsorizzato diversi team nel mondo dell’Endurance dalla fine degli anni ’60.

Il merito risale alla J.W. Automotive Engineering Ltd, la squadra inglese di John Wyer che nel 1966 rileva le attività sportive di Ford in Europa e ottiene la sponsorizzazione dalla casa petrolifera britannica, all’epoca facente parte delle “sette sorelle”, già a quel tempo uno dei marchi di carburanti e lubrificanti più conosciuti del mondo che nel 1984 verrà inglobata dalla Standard Oil.

John Wyer gestisce una piccola squadra corse quando entra in contatto alla 24 Ore di le Mans con David Brown, proprietario dell’Aston Martin, di cui diventa direttore sportivo nel 1950 e a cui impone il suo metodo di lavoro fatto di preparazione maniacale delle competizioni, cura dei più piccoli dettagli, impostazione della tattica di gara più redditizia. È grazie all’organizzazione di Brawn che la marca britannica ottiene numerosi successi e la vittoria alla 24 Ore di Le Mans e dopo aver lavorato per più di dieci anni all’Aston Martin, nel 1963 il Team manager inglese accetta l’offerta della Ford per dirigere il suo nuovo centro di ricerca a Slough, in Inghilterra, denominato Ford Advanced Vehicles Ltd. e impiantato con lo specifico scopo di portare avanti il progetto agonistico della Ford GT40.

Alla fine del 1966, dopo avere ottenuto i risultati sperati, la Ford si ritira ufficialmente dalle competizioni. John Wyer non si fa sfuggire l’occasione, rileva l’attività dagli americani e con il suo socio John Willment crea la J.W. Automotive Engineering Ltd. (JWA), che si occupava dell’assistenza delle GT40 sul mercato europeo e partecipa alle competizioni come scuderia privata con le Ford GT40 da 5 litri di cilindrata, ancora ammesse alle gare secondo i regolamenti FIA.

La popolarità della livrea celeste arancio esplode nel 1968, quando la Ford GT40 di Pedro Rodriguez e Lucien Bianchi si impone in una Le Mans posticipata al mese di settembre per via delle proteste legate al Movimento del ’68 che infiammano l’estate transalpina. Nel 1969 il bis della GT40-Gulf, con Jacky Ickx e Jackie Oliver, una vittoria rimasta negli annali, dove le favorite Porsche 917 di cinque litri che soccombono tra incidenti e problemi tecnici, mentre le GT40 di John Wyer si trovano a lottare contro i prototipi Porsche 908 di tre litri ed infine Jacky Ickx, dopo una lunga rimonta, partito per protesta verso gli organizzatori in ultima posizione dopo avere allacciato le cinture di sicurezza, passa a pochi chilometri dall’arrivo la 908 di Hans Hermann giungendo per primo sotto la bandiera a scacchi. John Wyer nella fabbrica di Slough modifica anche alcune vetture americane ribattezzandole Mirage M1 per correre nella classe prototipi. 

Con la sonante vittoria nella maratona della Sarthe ’69, la John Wyer Automotive cambia partner ed è la Porsche ad affidare al manager britannico le sue 917 per la stagione 1970. Sarà la squadra inglese a modificare l’aerodinamica della cinque litri tedesca: via la coda allungata si ricorre alla coda tronca, la versione “kurtz” che renderà imbattibile la 917, mentre la livrea dal classico bianco tedesco si trasforma in celeste/arancio con il logo dello sponsor petrolifero.  L’immagine della Porsche 917 Gulf diventa una icona mondiale con il Film Le Mans del 1971 e Steve McQueen che arriva secondo davanti alla vettura gemella. Nel film di McQueen la 917 con i colori Gulf vince la maratona della Sarthe 1970, ma nella realtà a conquistare la vera gara sono Hans Hermann e Richard Attwood sulla 917 coi colori del KG Salzburg. Le 917 Gulf si devono ritirare anzitempo, ma il team può festeggiare comunque a fine stagione il titolo Mondiale Sportprototipi con 7 vittorie su dieci corse. 

Nel 1971 la 917 si ripeterà con Helmut Marko e Gijs van Lennep su una vettura in altrettanto leggendaria livrea Martini. La 917-Gulf di Attwood-Muller arriverà quell’anno seconda. Anche quell’anno le Porsche 917 Gulf Racing si aggiudicheranno il Mondiale. Un’altra Porsche colorata con le tinte Gulf si fa onore anche in quegli anni nel Mondiale Sportprototipi: è la Porsche 908/3 che viene impiegata e vince alla Targa Florio e alla 1000 Km del Nurburgring.

Finita la stagione con la Porsche, la Gulf continuò a sponsorizzare le nuove barchette Mirage di John Wyer fino al 1975, quando la Mirage GR8 vincerà ancora la Le Mans con Jacky Ickx e Derek Bell.

La McLaren negli anni ’90 corre con la sua supercar stradale nella neonata serie BPR, e le favolose F1 sono ammesse al via anche nella 24 Ore di Le Mans. Lo sponsor petrolifero rientra in gioco nel 1995: i colori sono un po’ diversi, con un blu scuro e un grigio metalizzato che prende il posto dell’arancio, utilizzato per il filetto che divide i due campi. La McLaren F1 GTR sbaraglia Le Mans nel 1995, occupando tutte le prime cinque posizioni. Quarta arriva quella del Gulf Racing Team di Mark Blundell, Ray Bellm e Maurizio Sandro Sala. Negli anni 2000 è la Aston Martin a colorare le proprie vetture con la livrea della Gulf Oil schierando la DBR9 nella 24h di Le Mans 2008, la Lola-Aston Martin LMP1 nel 2009 e 2010 e le Aston Martin V8 Vantage GTE impiegate nelle edizioni 2012 e 2013. Anche in casa Audi c’è stata una versione con la livrea celeste/azzurra della R8 che ha corso a Le Mans nel 2001 con Johansson-Lemarie-Coronel.

Per ritrovare in pista la livrea celeste/arancio bisogna aspettare i giorni nostri: nel FIA WEC corre il team Gulf Racing, che schiera le Porsche 911 RSR; ed infine tocca alla Ford che ha dedicato una versione speciale dell’ultima Ford GT per ricordare, dopo mezzo secolo, quei mitici colori senza tempo.

Immagini ©Massimo Campi

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About the Author

Massimo Campi

Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 40 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.



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