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Published on marzo 29th, 2017 | by Massimo Campi

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Matteo Cairoli, pronto per vincere con la Porsche ufficiale

Matteo Cairoli, giovane campione comasco, è pronto alle nuove sfide con la Porsche nell’Endurance

Matteo Cairoli è una delle nostre giovani promesse dell’automobilismo, è un pilota ufficiale della casa di Stoccarda ed è carico per la nuova stagione, dove avrà un doppio impegno, nell’European Le Mans Series e nel World Endurance Series, sempre al volante della Porsche 911 Rsr del Team Proton. Matteo, nato a Villa Guardia, in provincia di Como, è sempre stato un grande appassionato del marchio tedesco e con il Cavallino di Stoccarda ha dimostrato le sue grandi doti vincendo il titolo della Carrera Cup Italia nel 2014 ed arrivando secondo nella Porsche Carrera Supercup la scorsa stagione, titolo perso all’ultima gara.

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Abbiamo incontrato Matteo a Monza, in occasione del Prologo ELMS.

“Quest’anno sono salito di un ulteriore gradino nel programma Porsche, sono un “professional driver”, ovvero un pilota professionista della casa tedesca, uno stadio intermedio tra lo Junior Program ed il Factory Driver. Da questa stagione sono praticamente pagato dalla Porsche, con uno stipendio mensile per correre nei due programmi Endurance, ovvero WEC ed ELMS. Correrò sempre con il Team Proton, ben nove gare del WEC e sei nell’Europeo. Correrò anche alla 24 Ore di Le Mans, il mio grande sogno da bambino, oltre a quello di correre con le macchine di Stoccarda. L’impegno è grande, seguendo ben due programmi, ma il Team Proton è molto professionale e già mi trovo molto a mio agio con loro.

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La 911 Rsr in versione Endurance differisce molto da quella del Supercup?

“Correrò con la Porsche 911 Rsr in versione 2016, è decisamente molto più prestazionale rispetto alla versione Supercup. Le differenze sono soprattutto in curva ed in frenata. I freni sono più grossi, permettono staccate molto al limite, mentre l’aerodinamica si sente soprattutto in curva, tanto che sul dritto la versione Endurance risulta più lenta rispetto alla versione Cup. Le velocità di percorrenza in curva sono decisamente più elevate ma c’è anche il traction control che aiuta soprattutto a scaricare la potenza a terra in condizioni di scarsa aderenza. Manca l’Abs, ma con i freni molto più potenti e le regolazioni migliori si gestiscono bene le staccate”.

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Differenze delle macchine tra il Mondiale e l’Europeo?

“Nessuna differenza meccanica ma solo di gomme: nell’Europeo usiamo le Dunlop mentre nel WEC abbiamo le Michelin, quindi è solo un problema di tarature di assetto.”

Corri in squadra, quindi dividi la vettura con altri piloti

“Nell’Europeo corro con Cristian Reid, che è anche il proprietario della squadra, pilota di grande esperienza, come Joel Camatias, altro nome di lunga esperienza nelle gare di durata. Sono il giovane dell’equipaggio, ma con loro mi trovo già bene. Nelle gare di durata bisogna avere soprattutto compagni affidabili e penso di non avere proprio nessun problema con loro. Ho grande fiducia in loro e vogliamo puntare in altro, sempre se il Balance of Performance ce lo consentirà. Nel WEC con me e Ried ci sarà Marvin Dienst, il campione F.4 ADAC 2015, con lui andremo a fare il simulatore per i rookie per correre a Le Mans 2017. Il simulatore è in Francia a Ligierie e per essere ammessi alla gara è necessario passare il test che simula tutte le situazioni critiche della maratona francese, un esame che dura ben nove ore!”

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Lo scorso anno hai già corso in due appuntamento ELMS, come ti trovi nelle gare di durata rispetto a quelle sprint delle Supercup?

“Sono due modi completamente diversi di concepire una gara. Nelle gare sprint ti assetti la macchina sul tuo stile di guida, le gare durano solo mezz’ora in cui devi sempre dare il massimo senza risparmiare nulla. Nelle gare endurance cambia tutto, si sta in macchina molto più tempo, ci si adatta all’assetto deliberato per tutto l’equipaggio, e si deve correre badando al risultato finale, gestendo meccanica, freni e gomme ed il traffico delle vetture più veloci e più lente. Nelle gare sprint si suda molto di più; è una guida più fisica, mentre nelle gare di durata bisogna correre molto più con la testa. Quando ci si abitua ci si diverte anche perché si sta in macchina molto più tempo.”

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La responsabilità di essere un pilota ufficiale di Stoccarda come la stai vivendo?

“Ho sempre cercato di fare una cosa per volta nella vita, ora mi sto immedesimando in questa nuova avventura, ma non sento una grande pressione. Sono però molto concentrato e cerco di prepararmi al meglio per fare il meglio possibile e continuare in questa fantastica esperienza con la Porsche. Sono un italiano, di Como, ma con il cuore che batte in Germania!”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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About the Author

Massimo Campi

Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 35 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.



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