Formula 1

Published on Marzo 24th, 2017 | by redazione

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Il GP Australia all’esame dei sistemi frenanti

Ai raggi X l’impegno dei sistemi frenanti delle monoposto di Formula 1 sul circuito del GP Australia.

La pista di Melbourne dove si disputa il GP Australia, essendo solitamente aperta al traffico cittadino, è scivolosa ad inizio week-end. Con il passare delle sessioni, l’asfalto si gomma sempre più, aumentando anche le prestazioni in frenata: nel 2016 dalle prime libere del venerdì alla Q3 del sabato le monoposto migliorarono i loro tempi sul giro di 6 secondi.

L’aumento delle decelerazioni si traduce in un maggiore stress per gli impianti frenanti: cresce l’usura di pastiglie e dischi che raggiungono temperature molto elevate nonostante l’asfalto sia meno caldo di molte delle piste dell’emisfero boreale.

I pneumatici di maggior dimensione, introdotti quest’anno, garantiscono una maggiore tenuta in curva: di conseguenza, gli spazi di frenata saranno inferiori rispetto al 2016 perché le auto potranno affrontare le curve a velocità superiori. La variazione dei pneumatici si traduce anche in un aumento della coppia frenante e per ovviare ai maggiori consumi i dischi in uso nel 2017 hanno lo spessore maggiorato, oltre ad un maggior numero di fori di ventilazione.

Secondo i tecnici Brembo l’Albert Park rientra nella categoria dei circuiti altamente impegnativi per  i freni. In una scala da 1 a 10 si è meritato un indice di difficoltà di 8, identico a quelli ottenuti da altre piste impegnative come Monza, Baku, Sochi e Spielberg.

L’impegno dei freni durante il GP Australia

La pista australiana presenta 9 punti di frenata, per un tempo totale sul giro di utilizzo dei freni tra i più bassi del Mondiale: l’anno scorso la media oraria sul giro secco è stata la più alta dei primi 8 GP del campionato.

L'impegno dei freni al GP Australia

L’impegno dei freni al GP Australia

Resta elevata la decelerazione media, di poco superiore ai 4 g, grazie alla presenza di ben 7 curve in cui viene registrato un valore superiore ai 4 g. Dalla partenza alla bandiera a scacchi ciascun pilota ricorre ai freni oltre 510 volte, esercitando un carico totale sul pedale di oltre 68 tonnellate, equivalenti al peso di 94 monoposto di Formula 1 piloti inclusi. Detto in altri termini, ciascun pilota esercita un carico di oltre 7 quintali e mezzo al minuto.

L’Albert Park è una delle piste del Mondiale in cui le monoposto dissipano la maggiore quantità di energia in frenata: in media una vettura raggiunge i 161 kWh, equivalenti al consumo orario di energia di oltre 1.200 Playstation4.

Delle 9 frenate di Albert Park 4 sono classificate come impegnative per i freni, mentre 3 sono di media difficoltà e 2 sono light.

La più temuta è la curva 3 perché i piloti beneficiano del DRS e così raggiungono velocità di 312 km/h: la frenata è di 110 metri, una dozzina in meno del 2016, perché le monoposto vi arrivano più veloci e possono impostare la curva con una velocità maggiore. Per completare l’operazione i piloti hanno bisogno di 1 secondo e 30 centesimi di secondo durante i quali esercitano un carico di 163 kg e subiscono una decelerazione di 4,8 g.

Molto difficile è anche la prima curva dopo il traguardo, anch’essa posizionata dopo una zona di utilizzo del DRS: la decelerazione è sempre di 4,8 g ma la frenata è contenuta in 94 metri e 94 centesimi di secondo. Rispetto all’anno scorso la frenata si è ridotta di una ventina di metri perché le monoposto 2017 entrano in curva a 164 km/h, a fronte dei 143 km/h del 2016.

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