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Published on Gennaio 19th, 2017 | by Massimo Campi

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La Storia dei Rally – Edizione aggiornata

L’autore Sergio Remondino ha presentato il nuovo volume – La Storia dei Rally – alla Terrazza Martini di Milano

Con la Formula Uno e le vecchie edizioni del Mondiale Marche, le categorie dei Rally rappresentano da sempre il campionato che ha attirato l’interesse del pubblico e degli appassionati, sia per gli aspetti tecnici e agonistici sia per quelli umani. Molte le vetture protagoniste delle corse su strada e su terra che, con queste gare hanno conquistato grande fama con conseguenti vendite. Mini Cooper e Porsche 911 prima, Alpine Renault e Lancia (dalla Fulvia alla Stratos, passando attraverso la 037, il “mostro” Delta e la S4 sino alla 4WD) dopo, ma anche Opel Ascona, Fiat 131, Renault 5, Audi Quattro o Peugeot 205 sino alle “moderne” Toyota, Subaru, Ford e Citroen, sono le protagoniste di questa affascinante categoria. Una storia fatta anche di uomini, di grandi campioni che sono diventati dei veri miti, come Sandro Munari, Water Rohrl, Marku Alen, Miki Biasion, Didier Auriol, Stig Blomqvist, Juha Kankkunen, Colin McRae e Sebastian Loeb e l’ultimo dei grandi Sebastien Ogier.

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Sergio Remondino, durante la presentazione ha sottolineato alcuni aspetti di questa opera e del mondo dei rally.

“Da 28 anni scrivo di Rally e questa opera vuole raccogliere la storia di questa specialità analizzando anno per anno cominciando da quando la categoria era agli albori e le gare erano più delle prove di regolarità. Nel 1960 le competizioni si sono trasformate in prove di velocità e di resistenza su strada, con macchine e piloti diventati icone della specialità e del motorsport. Lavorando con Reinhard Klein, uno tra i più grandi fotografi di motorsport sono stato molto avvantaggiato, per la qualità e vastità delle immagini del suo archivio, ma anche l’ordine di catalogazione con la suddivisione delle foto in ogni stagione. Praticamente metà del lavoro è stata fatta da lui, solo sfogliando le sue immagini sono riuscito prontamente a risalire ai fatti ed ai dati di ogni anno. Grazie a Klein mi sono potuto concentrare sulla scrittura ed un po’ egoisticamente ho voluto fare un libro che servisse soprattutto ad uno come me ed a tutti quelli che lavorano nel settore, condensando il tutto in una opera che analizza i fatti principali, gli episodi salienti ed i protagonisti per ogni anno. Questo lavoro è inizialmente nato come dispense pubblicate su Rally Sprint, poi è stato l’amico Gino Macaluso, purtroppo scomparso, che mi ha sempre consigliato di farne un’opera unica. In seguito c’è stato l’accordo con Giorgio Nada facendo nascere la prima edizione del libro che si fermava a sei anni fa, con la storia fino alle prime WRC di due litri, ora con la fine delle WRC di 1,6 litri abbiamo realizzato una nuova edizione che narra anche dell’ultima era di queste stupende vetture.”

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Nel 2017 si riparte con le WRC Plus

“Dal 2017 il regolamento tecnico si evolverà con le nuove WRC Plus, la nuova categoria nata per riportare vetture, costruttori e macchine più veloci nelle gare su strada. Le vetture sono delle evoluzioni derivate dalle WRC dello scorso anno, con maggiore potenza, ruote più larghe e maggiori concessioni aerodinamiche. Vetture sicuramente più veloci rispetto al 2016, ma con un maggiore appeal per il pubblico, un grande salto in avanti rispetto allo scorso anno. Sin dai primi test effettuati le vetture sono apparse più veloci di oltre mezzo secondo al chilometro, in pratica sono dei veri prototipi che hanno sempre meno legami con le vetture di serie in commercio. Sembra di ritornare all’epoca del Gruppo “B”, ma oggi le vetture sono molto più sicure rispetto a quelle di un tempo. Materiali e tecnologie odierne sono molto più evolute rispetto a quelle di allora. Le Gruppo “B” erano vetture concettualmente pericolose, praticamente senza alcun limite tecnico, con telai tubolari, serbatoi posti nell’abitacolo o peggio ancora sotto l’abitacolo. Nessun limite era posto alle potenze ed avevano sistemi di sovralimentazione pazzeschi, senza nessuna regola, che erano delle bombe potenziali. Gli incidenti hanno decretato la pericolosità di questi mostri e la loro fine, anche se è stata sicuramente un’epoca indimenticabile, sia per i tecnici che per i piloti. Le nuove WRC vanno sicuramente molto più forte in curva, forse di più delle vecchie gruppo “B”, ma sono dotate di cellule di sicurezza e le parti sensibili sono costruite con materiali appositi di provenienza aeronautica che garantiscono degli standard notevolmente migliori rispetto a 40 anni fa. Anche le sospensioni sono molto più efficienti e spesso derivano dalla tecnologia adottata nei rally raid come la Dakar. Toyota, Citroen, Hunday, Ford, saranno della partita e questa è la dimostrazione che la nuova categoria interessa molto ai grandi costruttori.”

Nel 2017 mancherà la Volkswagen e non è prevista nessun impegno da parte italiana

“Non ci sarà la Volkswagen che ha dominato la scena nel 2016, ma ha dovuto capitolare alle conseguenze del diesel gate.  Sicuramente le WRC Plus saranno ancora più spettacolari rispetto alle WRC 1,6 dello scorso anno. Manca un concorrente italiano, ma il gruppo FCA non è interessato a questo tipo di competizioni come ha dichiarato ripetutamente Marchionne che sta sostenendo l’attività in pista ed il marchio del cavallino rampante. Fino a quando rimane Marchionne difficilmente vedremo una nuova Lancia o una Fiat nel mondiale. La nuova 124 Spider da rally è una operazione nata in sordina, ma sembra non avere grandi investimenti stanziati. Vorrei però ricordare che il programma Volkswagen è nato per opera di Luca di Meo, ex manager Fiat, che aveva già programmato un ritorno del marchio Abarth nei grandi rally e quando è andato in Germania si è basato su quello per portare la Polo al successo mondiale.”

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Quali sono state le stagioni più interessanti della categoria

“Sicuramente gli anni delle Gruppo “B”, con vetture pazzesche e grandi costruttori impegnati: Peugeot, Audi, Lancia, giusto per citare i nomi principali e grandi campioni come Toivonen, Rohl, Biasion, Kankunnen, Alen, grande è stato anche il periodo delle Gruppo IV, con vetture come la Stratos e le Fiat 131 Abarth, e piloti del calibro di Sandro Munari che hanno fatto conoscere la specialità al grande pubblico.”

Parliamo di uomini, dei grandi campioni

“Sebastian Loeb è quello che ha vinto più di tutti, nove titoli mondiali. In alcune stagioni ha trovato poca concorrenza, ma sicuramente lui, come tutti i grandi i campioni hanno saputo fare la differenza nella propria epoca. Gente come Carlos Sainz, Colin McRae, Markus Gronholm, Miki Biasion, Sandro Munari e tanti altri hanno saputo interpretare al meglio la tecnica della propria epoca. Un grande campione non vince mai per caso, ma per una serie di fattori, di capacità che hanno più degli altri, sapendo sfruttare al meglio le opportunità e le situazioni. Essere veloci, rispettando anche la meccanica, con un occhio sempre alle dinamiche di gara sono delle caratteristiche che hanno sempre premiato. Loeb, Biasion, Munari, sono piloti che hanno sempre ragionato ed i risultati ottenuti lo dimostrano pur in epoche diverse. Rispetto alla F.1 il fattore umano nei rally riveste ancora una grande importanza. Ogier lo scorso anno è stato spesso penalizzato dai regolamenti che imponevano al francese di partire sempre per primo nelle speciali facendo da apripista senza punti di riferimento e con l’asfalto sporco. Ogier, anche nelle condizioni più critiche, si è sempre saputo adattare dimostrando di avere molta testa oltre al piede pesante. Tra i piloti che mi hanno più emozionato ci sono sicuramente Colin McRae e Miki Biasion, due stili diversi, completamente opposti, il primo oserei dire spumeggiante, sempre al limite, il secondo freddo, calcolatore, estremamente intelligente in ogni frangente.”

I piloti italiani hanno scritto pagine indimenticabili, ma attendiamo campioni futuri

“La scuola italiana sta producendo nomi interessanti come Fabio Andolfi, un ragazzo che sembra crescere molto bene, proveniente da una famiglia appassionata, la madre gli ha fatto inizialmente da navigatrice. Come approccio mi ricorda quasi un Miki Biasion giovane, ora servono le giuste occasioni ed il saperle concretizzare per entrare nel grande giro. Lo abbiamo osservato lo scorso anno in Galles, prima partecipazione, strade dure, gara difficile, particolare, e solo uno che è naturalmente dotato, con capacità di guida e molta intelligenza, può fare certi tempi. Oggi purtroppo non c’è più un Cesare Fiorio ed una Lancia ufficiale come ai tempi di Biasion, quindi diventa sempre più difficile avere occasioni per i piloti italiani. Un altro che vedo molto bene è Simone Tempestini che ha vinto lo scorso anno il mondiale Junior. Secondo me sono entrambi alla stagione decisiva per potere emergere e dimostrare il loro valore.”

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La Storia dei Rally – Edizione aggiornata – di Sergio Remondino – Giorgio Nada Editore

Formato: 24.3×27 cm – Pagine: 400 – Foto. 800 in b/n e a colori – Testo: italiano

 

 

 

 

 

 

 

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About the Author

Massimo Campi

Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 40 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.



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