Formula 1

Published on Ottobre 7th, 2016 | by Bruno Brida

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Maurizio Arrivabene mette in discussione Vettel

Ricordate cosa successe in Ferrari a fine stagione 2014 quando venne “buttato a mare” Luca Montezemolo per far posto all’arrembante coppia Sergio Marchionne e Maurizio Arrivabene?

Sergio Marchionne prese direttamente il timone di Maranello in “modo maschio”, affidando la gestione sportiva a Maurizio Arrivabene (“un uomo che conosce molto bene la Formula 1”) dichiarando: “Cosa temo di più per il futuro della Ferrari? Il punto di partenza da cui muoviamo. Abbiamo trovato una situazione difficilissima. Siamo partiti indietro per colpa di scelte fatte da altre persone. Scelte che io non necessariamente condivido. Scelte relative alla gestione della macchina del 2014 e della preparazione del 2015, si è deciso di mandare avanti i due progetti contemporaneamente. Per me, considerando com’è finita, quanto abbiamo speso e dove siamo arrivati, insomma, con il senno del poi, è stato un errore. Un errore per il quale adesso stiamo entrando in questa stagione con un bel po’ di ritardo. Il 2015 sarà un anno difficile che metterà a dura prova tutta la scuderia … Se vinciamo un paio di gran premi il prossimo anno sarà un successo, se ne vinciamo tre sarà un trionfo”.

Poi scoppiò il grande amore della Ferrari per Sebastian Vettel (un po’ meno per Kimi Raikkonen) sull’onda delle tre vittorie stagionali e del titolo platonico di vice-campioni del mondo Costruttori. Vittorie conquistate, però, con una monoposto progettata, costruita ed in parte sviluppata nella seconda metà del 2014 dei tecnici scelti dal tanto vituperato Montezemolo.

Stagione 2016: si parte con la monoposto della riscossa, quella che farà tremare la Mercedes, anzi la sconfiggerà. Marchionne in Australia, prima prova della stagione: “Siamo consapevoli della forza della Mercedes, ma non la temiamo più. Il nostro desiderio è essere già in Australia il team da battere e non quello che insegue. Abbiamo il dovere di rispettare la nostra storia di squadra più vincente della Formula 1. Abbiamo fatto tutti gli investimenti richiesti da Arrivabene per vincere e schieriamo due campioni del mondo al volante”.

Risultato? Un flop dietro l’altro, con l’inglorioso risultato per la Ferrari di essere ormai la terza forza del campionato. E cara grazia che alle sue spalle non ci sono altri team competitivi, anche se la Force India …

Ebbene, cosa succede ora in quella che l’anno scorso veniva definita una grande famiglia? Succede che la colpa è sempre degli altri e che si mettano in discussioni rapporti che sembravano solidissimi come quello con Sebastian Vettel. Anzi il tedesco ora finisce sul banco degli imputati.

“Rinnovare con Vettel – ha dichiarato ieri a Suzuka Maurizio Arrivabene all’inviato di Repubblica – per fargli sentire la fiducia del team? Non credo che le persone si conquistino con i rinnovi. Oggi i tempi sono cambiati e quello che in passato ha funzionato con Schumi non per forza funzionerebbe con Seb”.

“Lui ha solo bisogno di concentrarsi sulla macchina, è una persona che dà tanto e questo suo dare tanto significa interessarsi un po’ di tutto. Non lo fa con spirito polemico, ma perché è totalmente immerso in questa che tanti chiamano famiglia ma che io chiamo il team Ferrari. Quindi ogni tanto va ripreso e focalizzato sul lavoro principale che deve fare”. Chissà cosa avrà voluto dire con queste frasi il team principal della Scuderia!

“Seb oggi ha un contratto con noi, abbiamo del lavoro da fare questo e l’anno prossimo poi durante la stagione si vedrà. Ognuno di noi ha degli obiettivi ed è giusto che chiunque si guadagni il suo posto e il suo stipendio. Seb non è sicuramente uno dei problemi della Ferrari, ma non è nemmeno la soluzione. Lui fa parte come tutti del team ed è una delle soluzioni per arrivare a raggiungere gli obiettivi”.

Insomma, se la Ferrari non ha vinto nel 2016 è colpa di piloti e di Vettel in particolare? E che dire della monoposto che non va, che non progredisce, anzi regredisce, del caos tecnico che regna in Scuderia? Della mancanza di un vero e proprio direttore tecnico? Di una monoposto 2017 che sembra già in ritardo rispetto alla concorrenza? Di un team che sembra aver perso peso politico in seno alla Fia?

“Non siamo dove pensavamo di essere a inizio stagione – spiega Arrivabene sempre a Repubblica – stiamo pagando in modo duro certe sviste ma non significa che la squadra non sia determinata e che non stiamo guardando a quest’anno e all’anno prossimo né che a cinque gare dalla fine molliamo”.

Sono le stesse spiegazioni che la Ferrari dava ai tempi di Montezemolo. Manca il famoso “i conti si fanno alla fine”, sostituito da un “lavorare a testa bassa”. Sì, ma ogni tanto farebbe bene alzare la testa … se non per altro per vedere dove si va a finire!

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About the Author

Bruno Brida

Laureato in ingegneria. Giornalista da oltre 40 anni nel settore motoristico, produzione e sportivo. Consulente della comunicazione. Esperienze: redattore di Quattroruote, caporedattore di Autoruore 4x4, caporedattore centrale della Gazzetta di Crema e della Gazzetta di Monza, direttore di Paddock.



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