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Published on Settembre 29th, 2015 | by redazione

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Unione europea pronta ad indagare sulla F1

Force India e Sauber hanno presentato una denuncia ufficiale a Bruxelles che dovrebbe dare il via ad una indagine dell’Unione europea sulle modalità di gestione del business della Formula 1. L’iniziativa delle due squadre è conseguenza della caparbietà di Annaliese Dodds, europarlamentare laburista britannico, che a pochi mesi dall’elezione aveva indirizzato alla Commissaria europea per la concorrenza Margrethe Vestager un’interpellanza riguardante la correttezza dell’operato della Fia.

Due i fatti portati all’esame da Annaliese Dodds: l’accettazione da parte della Federazione internazionale di una quota dell’1% nel Formula One Group che gestisce la promozione e lo sfruttamento commerciale del Mondiale Piloti, un affare che vale 120milioni di sterline nel caso che CVC, che controlla il Formula One Group, intendesse vendere società per un valore prefissato di 12miliardi di dollari. Secondo punto: l’istituzione del F1 Strategy Group, che la Fia avrebbe accettato in cambio di 40milioni di sterline.

Lo Strategy Group – costituito dai rappresentanti del Formula One Group, della Fia e dei sei team (Ferrari, Mercedes, Red Bull, McLaren, Williams, più uno a rotazione fra le rimanenti squadre) – ha un potere immenso, come è emerso nel caso del veto posto all’introduzione di quel famoso budget cap che avrebbe in qualche modo livellato i valori in campo e salvato dal fallimento la Caterham.

Domande in attesa di risposta

Annalise-Dodds-visita-Force-India

La battagliera Annaliese Dodds in visita alla Force India nel luglio scorso.

L’interpellanza della Dodds, presentata nel novembre scorso, era stata rigettata, ma la battagliera europarlamentare non aveva demorso ed aveva presentato direttamente alla Commissione una interpellanza in cui chiedeva: 1. quali passi intende adottare la Commissione nel caso in oggetto; 2. se la Commissione intendesse aprire un’inchiesta sul caso in oggetto; 3. in caso negativo, quali erano i motivi;4. di quali informazioni la Commissione avesse bisogno per aprire un’indagine sul caso; 5. se per la Commissione l’attuale politica del motorsport era adeguata ai tempi, data l’importanza che questo settore ha nel mercato dell’Unione europea.

“Sarei grata se voi o il signor Krzysztof Kuik (uno dei componenti della Commissione antitrust, ndr) potesse rispondere a queste domande e spiegare nel dettaglio ciò che la Commissione sta facendo per esaminare la questione e quali passi intendete fare prossimamente”: così si chiudeva la richiesta scritta di Annaliese Dodds.

Ciò che Annaliese Dodds non sapeva era che Krzysztof Kuik si era già mosso per conto suo, interrogando i rappresentanti di Force India, Sauber e Lotus e raccogliendo la deposizione di due testimoni i cui nomi sono per ora secretati.

La decisione di Force India e Sauber

Da parte sua nel luglio scorso la Dodds si è recata presso le sedi della Force India e della Sauber ribadendo la necessità che le piccole squadre agissero per smuovere le acque. “Da quando è fallita la Caterham e la Marussia ha rischiato di farlo – spiega l’europarlamentare inglese – ho avuto reali preoccupazioni circa il modo in cui stanno andando le cose con la Formula 1. Per me non era importante se il Mondiale avrebbe avuto due squadre in meno, per me significava centinaia di persone altamente qualificate del mio collegio elettorale senza più un posto di lavoro. Ecco perché ho sollevato la questione più volte a Bruxelles. La Commissario responsabile della concorrenza ha ammesso che non può fare nulla fino a quando non avesse ricevuto una denuncia formale”.

Da qui il pressing su Force India e Sauber che alla fine hanno presentato una formale denuncia che rischia di mettere a soqquadro il mondo della Formula 1.

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