Formula 1

Published on Giugno 19th, 2015 | by redazione

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GP Austria: Ferrari … 50 sfumature di rosso

Nelle prove libere odierne per il GP Austria di domenica, la Ferrari F1 è stata protagonista (nel male e nel bene) in pista ed in pit lane.

La sessione mattutina è iniziata per la Scuderia nel peggiore dei modi. Sebastian Vettel si è conclusa dopo appena quattro tornate, a causa di un problema alla trasmissione che ha richiesto l’intervento dei meccanici.

Conclusione: ultimo tempo per il tedesco, parzialmente mitigato dal terzo di Kimi Raikkonen, staccato di 6 decimi da Nico Rosberg (Mercedes F1) e di 3 decimi di Lewis Hamilton.

Situazione completamente ribaltata nel pomeriggio, con Sebastian Vettel miglior tempo, con un vantaggio di 11 centesimi su Nico Rosberg e 2,6 decimi sul compagno di squadra Raikkonen.

Quarto tempo per un sorprendente Pastor Maldonado (Lotus F1) davanti ad un nervoso Lewis Hamilton. Ieri, tra l’altro, alla domanda se un giorno avrebbe voluto correre a Le Mans ha risposto brusco: “La 24 Ore di Le Mans? Mai vista e non m’interessa”.

Ad di là della pole virtuale della giornata, la monoposto di Vettel non è ancora completamente a posto, tant’è che il tedesco ha terminato la sessione con quindici minuti di anticipo per consentire alcuni controlli sulla sua SF15-T.

In mattinata la Ferrari è stata protagonista di un potenzialmente pericoloso “fuori onda” che poteva costare caro a Maurizio Arrivabene.

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Maurizio Arrivabene e Felipe Massa (Williams F1): faccia a faccia pericoloso! (da Grand Prix 247)

Nella voglia di andare a vedere quale fosse il problema che aveva fermato Vettel dopo soli quattro giri, il team principal della Scuderia attraversava d’impulso la pit lane nel momento in cui la Williams di Felipe Massa scattava dal suo box. Frenata del brasiliano, gran salto all’indietro di Arrivabene, bacche sulle spalle a fine sessione fra i due … e tutto si è concluso con solo grande spavento dei due.

Fernando Alonso sarà anche felicissimo di essere alla McLaren. Sta di fatto che, nonostante le radicali modifiche apportate alla power unit Honda (che, a tabella Fia, potrebbero costare ben 20 posizioni di penalizzazione), lo spagnolo ed suo suo compagno di squadra Jenson Button non riescono a scrollarsi dal fondo della classifica dei tempi. Nella seconda sessione entrambi i piloti sono stati fatti rientrare ai box anzitempo, con Button che segnalava via radio “un’enorme perdita di potenza”.

Per rimanere nel campo dei motori, fa notizia l’esternazione del miliardario austriaco Dietrich Mateschitz, proprietario di Red Bull F1 e Toro Rosso F1 ancora in difficoltà a causa dei propulsori Renault e proprio sul circuito di proprietà di Mateschitz. “Che altro deve succedere per farci perdere completamente la nostra voglia di rimanere in Formula 1? Da noi Renault F1 prende soldi e anche motivazione ma non c’è telaio o pilota che tenga che possa compensare la mancanza di potenza”.

Sulla permanenza delle sue squadre nel Mondiale Mateschitz avverte: “Non si può costringere nessuno a rimanere quando ha deciso di andarsene”.

La Mercedes sembrerebbe intenzionata a subentrare alla Renault a fine 2016 quando scadrà il contratto. Così pure (almeno tali sono le voci) anche la Ferrari. Staremo a vedere cosa succederà nei prossimi mesi. Di certo, anche al Red Bull Ring, Renault e Red Bull F1 sembrano due separati in casa, che fanno fatica a comunicare fra loro.

 

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