Storia Merzario Laffitte

Published on aprile 20th, 2015 | by Massimo Campi

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1000 KM Monza 1975: vittoria dell’Alfa Romeo

20 aprile 1975, nella sfida tra turbo e aspirati vince l’Alfa di Merzario e Laffitte

 

L’edizione 1975 della 1000 km di Monza vive all’insegna dello scontro tra i motori aspirati e quelli sovralimentati. La battaglia, nella classe 3 litri gruppo 5, la categoria con le vetture che puntano alla vittoria, è tra le Alfa Romeo aspirate e la Alpine Renault A442 che monta il sei cilindri di 1.997 cc con il turbocompressore. A far da comprimarie c’è la Mirage-Ford di Tim Schenken e Jochen Mass, la berlinetta Ligier-Gitanes che monta il Ford Cosworth 8V e le Porsche 908/03 di Muller-Van Lennep e Joest-Casoni. L’Alfa Romeo si presenta a Monza con la nuova “33TT12” equipaggiata con il 12 cilindri boxer di 3 litri progettato dall’Ing. Carlo Chiti. Nella scuderia di Settimo Milanese il morale è decisamente alto. Willy Kauhsen è entrato nella squadra Alfa come Team Manager, portando sponsor e pianificazione. I risultati  stanno arrivando e nella gara di Digione, proprio in casa della rivale francese, la 33TT12 di Merzario-Laffitte ha ottenuto la prima vittoria della stagione.

Dalle prove emerge la Mirage Ford di Mass-Schenken. Il tedesco, allo scadere dell’ultimo turno di prove ufficiali, fa volare la barchetta sui lunghi rettilinei di Monza, conquistando la prima posizione nello schieramento di partenza. Guai invece per l’Alfa di Merzario-Laffitte, con il comasco che perde una ruota, per la rottura del portamozzo, nelle prove del venerdì prima della Parabolica. All’Alfa rimediano prontamente e la 33TT12 riesce a partire in prima fila accanto alla Mirage. Seconda fila per la seconda barchetta rossa, pilotata da Henry Pescarolo e Derek Bell, che precedono la Renault Turbo di Larrousse-Jabouille. Per tutti si è verificato, durante le prove, il problema gomme. La Good Year ha il quasi monopolio, dopo il ritiro della Firestone dal mondo delle corse. Si è appena affacciata la Michelin, che fornisce solamente la Renault, con le innovative coperture a cassa radiale. Il problema della Good Year è la costanza di fabbricazione, e molte gomme hanno avuto problemi di tenuta nelle alte velocità e sui curvoni veloci del tracciato brianzolo. Stessi problemi alla Michelin, con le radiali ancora da mettere a punto. All’Alfa Romeo hanno risolto il problema prelevando dal magazzino otto coperture vecchie di due anni. Montate nelle prove, i tempi delle 33TT12 sono scesi di un paio di secondi, a riprova dei problemi di mescola delle nuove Good Year.

Alle 11,02 del 20 aprile, sotto uno splendido sole primaverile,  Gianni Restelli abbassa la bandiera tricolore e le 40 macchine sfrecciano sul rettilineo di partenza per compire i 174 giri di gara. Dai box, all’ultimo istante, parte la Alpine Renault di due litri, pilotata da Lella Lombardi che corre in coppia con Marie Claude Beaumont. Merzario compie una partenza da manuale, tallonato dalla Mirage di Jochen Mass. Gerard Larruosse però sfodera tutti i cavalli del suo sei cilindri turbo, sorpassa in piena velocità le due macchine aspirate e si presenta in testa al gruppo al primo giro di gara. Quarto è Vittorio Brambilla, con la Lola T282 di tre litri, inseguito da Derek Bell con la 33TT12, da Muller con la 908/03 Martini e da Joest con la Porsche-Ovoro  Turbo. Lella Lombardi rimonta prontamente e si insedia al comando delle due litri con la Alpine A441. Il passo della Alpine Turbo di Larrousse è nettamente superiore agli avversari con le vetture aspirate. Jochen Mass cerca di tenere il passo del francese, mentre Merzario perde gradatemente terreno ed al ventiquattresimo passaggio una incomprensione alla variante Ascari con la Osella di Facetti costringe l’Alfa ai Box. Le due vetture si toccano in staccata. Per la Osella due litri c’è poco da fare, mentre  il comasco rientra ai box per far riparare la carrozzeria danneggiata e farsi dare il cambio da Laffitte. Nel gioco dei rifornimenti prende la testa la Mirage di Mass, ma quando a sua volta si ferma per fare benzina e far salire Schenken, l’otto cilindri Cosworth si rifiuta di rimettersi in moto. Il problema è di natura elettrica, viene sostituita la batteria e la Mirage riparte attardata di tre giri dalla Alpine di Jabouille e dall’Alfa di Pescarolo. I problemi dell’Alpine iniziano ad un terzo di gara, quando la barchetta francese  prende la via dei box con una gomma dechappata. La Porsche 908/03 Turbo di Muller e Van Lennep è costretta al ritiro con il motore ko, e la testa della gara è di nuovo in mani Alfa, con Jacques Laffitte che mantiene un ritmo prudenziale. I problemi invece attanagliano la seconda 33TT12, quella di Bell-Pescarolo, che deve fare diverse fermate ai box con vari problemi, tra cui la sostituzione dei quattro ammortizzatori. Il ritmo della prima parte di gara sostenuto dall’Alpine ha mandato in crisi il suo propulsore. Il turbo mostra i suoi attuali limiti e il sei cilindri perde oltre 2.000 giri, facendo girare la barchetta transalpina su tempi piuttosto alti. La lotta per il primato della corsa è ristretta all’Alfa di Merzario-Laffitte ed alla Mirage di Mass-Schenken che hanno rimontato a suon di giri record, fino a quando non sono costretti alla resa con il cambio in crisi. Sfortuna invece per Pescarolo che finisce la sua corsa in una nuvola di fumo. Il 12 cilindri della sua Alfa ha ceduto di schianto prima del curvone. L’ultimo brivido in casa Alfa è vissuto a pochi giri dalla fine, quando Merzario entra ai box completamente senza freni. Manca completamente l’olio nel circuito, che viene immediatamente riempito. Il presidente della casa di Arese, il dott. Cortesi, arriva prontamente ai box per gustare la vittoria della barchetta creata dall’Ing. Chiti. Motore a pezzi anche per la Ligier di Beltoise, che si arresta anche se non ha mai entusiasmato. Per Merzario e Laffitte è un trionfo, allo scadere dei 1000 km di gara. Seconda, con una accorta condotta di gara, è la Porsche 908/03 Turbo di Reihnold Joest e Mario Casoni. Terza, con il motore in crisi, la Alpine Renault Turbo. Entusiasmante la gara di Lella Lombardi e Marie Claude Beaumont, quarte assolute e prime tra le due litri. Grande la prestazione della pilotessa alessandrina, che ha guidato per oltre tre quarti di gara, dimostrando di non avere nessun timore reverenziale contro gli agguerriti avversari.

 

 

 

 

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Massimo Campi

Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 35 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.



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