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Published on Settembre 8th, 2014 | by Bruno Brida

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Caso Ferrari: duello di nervi tra Marchionne e Montezemolo

La Ferrari, il giorno dopo il naufragio di Monza. Un naufragio che preannuncia una vera e propria resa dei conti fra Sergio Marchionne, neo-amministratore delegato del Gruppo Fca, e Luca Montezemolo, presidente di Ferrari da 23 anni. Sullo sfondo, la necessità di non appannare l’immagine del Cavallino – pezzo più pregiato di FCA che la controlla per il 90% tramite Fiat (il restante 10% delle azioni è di Piero Ferrari) – nel momento in cui il Gruppo sta per debuttare in Borsa a Wall Street. Il giorno prescelto per l’operazione? Il 13 ottobre, Columbus Day.

In effetti, per tranquillizzare gli investitori americani, piuttosto scettici sulla reale consistenza finanziaria del gruppo nato dalla fusione di Fiat e Chrysler, che da tempo non brillano sui mercati automobilistici, e sulla fattibilità dei tanti piani industriali di sviluppo presentati in questi ultimi anni, Marchionne ha bisogno di una carta importante da giocare al momento opportuno, ossia una Ferrari vincente. Da qui la sua esternazione di domenica al workshop di Cernobbio (Como): “L’obiettivo della Ferrari è di vincere …. Non è accettabile vederla perdente da anni, avendo tutto: i migliori piloti, ingegneri e personale del box di qualità eccezionale”.

“La Ferrari – sottolinea secco Marchionne – è una società che fa capo a Fiat. L’abbiamo fatta gestire per un periodo da Luca Montezemolo perché era importante assicurare l’indipendenza della società, anche per quanto riguarda il prodotto. E Luca Montezemolo ha fatto un grandissimo lavoro sui risultati economici e sui volumi. Ma bisogna capire che ogni amministratore delegato è al servizio del consiglio di amministrazione”, a cui deve sempre dare conto delle proprie azioni e dei risultati conseguiti.

Anche se non lo dice, Marchionne considera una caduta di stile l’autocandidatura di Montezemolo a proseguire nella sua carica, resa pubblica a Monza dopo le qualifiche del Gran Premio: “Ho dato la mia disponibilità a marzo agli azionisti, alla gente della Ferrari a cui sono molto legato, per un impegno per altri tre anni”.

“Quando ho letto questa dichiarazione, ho pensato che sono cose che non avrei mai detto su me stesso. Tutti siamo utili, nessuno indispensabile. Soprattutto nessuno può anche solo pensare o dare l’idea che la società avrebbe gravi problemi senza lui: c’è un limite a tutto”, ha commentato glaciale il gran capo di Fca.

Da parte sua Montezemolo fa trapelare che (senza di lui? ndr) la Ferrari rischia di fare la fine della Lamborghini, nominalmente italiana ma in realtà tedesca: “La verità è che il Cavallino è ormai americano”. Se fosse vero, sarebbe proprio il colmo che quella Fiat che aveva salvato dalle mani della Ford di Detroit la Ferrari nel lontano 16xx, ora la “stia per consegnare” via Fca!

Intanto, giovedì prossimo è in programma il cda Ferrari, probabilmente a Torino. Di sicuro non usciranno decisioni eclatanti (“La presidenza della società non è all’ordine del giorno”, ha precisato Marchionne), ma probabilmente si cercherà di addivenire ad un accordo per una uscita “morbida” di Montezemolo, magari in contemporanea con l’annuncio dell’accettazione della presidenza dell’Alitalia.

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About the Author

Bruno Brida

Laureato in ingegneria. Giornalista da oltre 40 anni nel settore motoristico, produzione e sportivo. Consulente della comunicazione. Esperienze: redattore di Quattroruote, caporedattore di Autoruore 4x4, caporedattore centrale della Gazzetta di Crema e della Gazzetta di Monza, direttore di Paddock.



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