F1 GP BELGIO 2026: Kimi 6 grande!

 

Di Carlo Baffi – Immagini ©Enrico Ghidini

Il giovane talento della Mercedes trionfa in Belgio dopo una pole superlativa ed allunga nel mondiale. Vince il duello contro un ottimo Leclerc secondo sulla Ferrari. Terzo è un irriducibile Verstappen con la Red Bull. Hamilton, 4° al volante della seconda Rossa e punito con un penalty per il contatto che ha messo Russell fuorigioco al via, sale secondo in classifica a 45 punti da Antonelli.

L’evoluzione della specie – Il tempo corre veloce, è trascorso un anno dal G.P. del Belgio 2025, un’edizione che mise in luce il momento più critico di Andrea Kimi Antonelli. L’allora 18enne al suo primo anno in F.1, dopo un inizio positivo con tanto di primo podio in Canada, entrò in una spirale negativa. Russell gli stava regolarmente davanti, poi ci si mise la nuova sospensione posteriore introdotta dalla Mercedes che rendeva meno stabile il retrotreno della W16 e che non si sposava col suo stile di guida aggressivo. Un’innovazione poco azzeccata, tant’è che finì nel dimenticatoio. A Spa, Kimi non oltrepassò la Q1 e davanti alle telecamere non riuscì a nascondere gli occhi lucidi. Ancora vulnerabile alle pressioni elevatissime del Circus era preda di pericolosi spettri, dall’arrivo di Verstappen a Brackley, alla retrocessione in Williams; insomma un futuro incertissimo complicato dagli attacchi beceri dei soliti haters. Trascorsero altre due gare incolori con tanto di crash a Zandvoort in cui mise fuori causa la Ferrari di Leclerc. Apriti cielo! In quell’occasione Jacques Villeneuve, dall’alto del suo unico titolo mondiale vinto nel ‘97 sul missile Williams-Renault (grazie anche all’autogol di Schumacher a Jerez), definì il rookie non pronto per la F.1 colpevole di un errore da F.4. Guarda caso, un anno dopo, al platinato canadese figlio del grande Gilles, è toccato intervistare Kimi nel pre podio di Spa subito dopo l’autorevole trionfo e chissà se si sia reso conto che certe sentenze premature sparate per farsi notare si riducono ad uscite infelici? Per essere precisi, quest’anno ha messo in croce pure Leclerc ed è stato prontamente sementito. Suvvia Jacques, conta fino a dieci prima di tirare il grilletto, altrimenti rischi di risultare patetico. Ma torniamo al 2025. Da Monza, il bolognese iniziò una lenta risalita che lo portò fuori dalle sabbie mobile grazie a risultati confortanti. Ed eccoci ad oggi. Sull’insidioso e veloce tracciato che si snoda lungo le foreste delle Ardenne, considerato da tutti l’Università dell’automobilismo sportivo, Antonelli ha dettato legge nelle libere, in qualifica ed in gara, ha annichilito il compagno Russell consolidando la sua leadership nel Campionato Mondiale. Una metamorfosi incredibile che ha stupito praticamente tutti, anche lo stesso Toto Wolff suo mentore e Team Principal alla Mercedes. Ha conquistato la sua 6^ vittoria, la sua 6^ pole, 11 podi, dimostrando di sapersi imporre su ogni tipo di tracciato, forte anche di una super Mercedes, sulla quale però c’è sempre in agguato il fattore affidabilità (Kimi ha montato già il 4° motore e la 2^ MGUK). Conferma una maturità da pilota navigato nonostante i 19 anni e 328 giorni, la semplicità da veterano con cui firma queste performances e la capacità di correggere gli errori senza più ripeterli. Da un po’ l’idea di quei software che si autoaggiornano con l’immissione di nuovi dati. Gli restano ancora ostici i track limits, perché usa tutti i centimetri della pista divorando l’asfalto quando è in azione sulla sua Freccia Nero-Argento n°12. Vive questo magico momento con grande serenità divertendosi e sta demolendo record su record. Per gli amanti della storia grazie ad Antonelli, un italiano è tornato sul gradino più alto del podio a Spa dopo 73 anni. Il riferimento va al grande Alberto Ascari che si affermò al volante della Ferrari il 21 giungo del ’53, mentre l’ultimo nostro driver a vincere in Belgio fu un altro alfiere del Cavallino, ossia Michele Alboreto nel 1984, ma a Zolder. Kimi non vinceva da Monte Carlo (7 giugno scorso) e dopo esser incorso in due ritiri per problemi tecnici, è tornato a far centro su un tracciato iconico. Dopo un inizio sottotono nelle libere 1 (6° tempo), è tornato in vetta nella sessione successiva restandoci anche nelle PL3 del sabato: una sorta di monito ai rivali in vista della qualifica. A sorpresa però Antonelli ha faticato in Q1: l’instabilità del posteriore lo costringeva a continue correzioni e lo relegava all’8° posto (Russell era 4°). Nel breve arco di tempo che lo separava dalla Q2, senza andare in panico ha concordato con il suo ingegnere di pista Peter Bonnington i correttivi necessari e la W17 s’è trasformata. Il miglior crono era il preludio della pole con la quale il bolognese ha preceduto Verstappen e Norris. In gara è scattato bene e quando “Mad Max” l’ha sopravanzato all’Eau Rouge ha atteso saggiamente il successivo rettilineo del Kemmel per pigliarsi la rivincita, forte della potenza della sua power unit. Ritornato davanti è rimasto al comando sino al 19° dei 44 giri previsti, quando ha effettuato la sosta per passare alle hard e rientrare dietro a Norris e davanti a Verstappen, che si era fermato due tornate prima. Però causa i troppi detriti in pista, dalla direzione gara optavano per la Virtual Safety Car al passaggio 20, che consentiva così alle due Ferrari di sfruttare l’occasione e permettere a Leclerc di uscire davanti ad Antonelli (Hamilton scontava i 5” di penalty). Dunque tutto da rifare per il poleman, che senza farsi prendere dalla foga ha iniziato a spingere, passando prima Norris (al Kemmel) e mettersi a caccia del monegasco. Gli ha rosicchiato decimi su decimi ripetendo lo stesso copione visto quindici giorni prima a Silverstone e cercando di tenere lontani i fantasmi legati all’affidabilità. Questa volta tutto è andato per il verso giusto ed alla tornata 34, ha messo nel mirino la Ferrari n° 16 sverniciandola prima di Les Combes. Ma se in tanti credevano che Kimi prendesse il largo sono stati puntualmente smentiti. Leclerc restava una minaccia tenendosi non oltre il secondo. Antonelli procedeva con freddezza e senza alcuna sbavatura e soltanto nelle ultime battute aumentava il margine riducendo la pressione del ferrarista per tagliare il traguardo vittorioso con 1”952 dall’inseguitore. Un gran bel regalo per il papà Marco che il giorno prima ha festeggiato il suo compleanno con tanto di torta in faccia riservatagli dal suo pargolo (gli scherzi di Kimi sono ormai un tema ricorrente). “E’ il più bel compleanno della mia vita” dirà Marco agli inviati di Sky Italia. Grazie al ritiro di Russell ed al 4° posto di Hamilton, Kimi ha incamerato 25 punti d’oro che gli permettono di guidare il mondiale con 54 lunghezze dall’eptacampione, 50 da Russell e 78 da Leclerc. Un vantaggio considerevole anche se Antonelli continua a mantenere i piedi per terra, memore dei due zeri di Barcellona e Silverstone:” S’è visto cosa può succedere con la sfortuna – ammonisce il winner – dobbiamo pensare ad una gara alla volta e guardare già a Budapest. La Ferrari sarà molto forte e noi torneremo con la configurazione precedente al Belgio, quella con più carico.” Entusiasta Toto Wolff:” Siamo superfelici, perché a Silverstone, Kimi meritava di vincere e non ha terminato la corsa.” Alla domanda se la Rossa fa paura, risponde:” Oggi la Mercedes era più veloce e la Ferrari ci è passata davanti per la Virtual Safety Car.” E sull’antagonista di Antonelli, aggiunge:” Mi piacerebbe che sia Russell, perché è un pilota Mercedes.”

Dolenti note – Il rovescio della medaglia nel garage nero-argento, è rappresentato da George Russell. Un capitolo alquanto delicato quello che riguarda il 28enne inglese, che pareva esser rinato dopo il successo in Austria ed i due secondi posti in Spagna e Gran Bretagna. Illusione allo stato puro. A Spa è riprecipitato nel baratro in preda a dilemmi, dubbi e sospetti. Solo in Q1 George è risultato più rapido del compagno per poi subire quasi mezzo secondo in Q3. La domenica ha chiuso anzitempo nel peggiore dei modi un fine settimana decisamente in affanno. Nel corso per primo giro, a Les Combes, la sua Mercedes entrava in rotta di collisione con la Ferrari di Hamilton arrestandosi nella via di fuga. Sebbene frustrato, Russell non ha lanciato alcuna accusa verso il connazionale giudicando l’accaduto come un incidente di gara. Resta il fatto che a preoccupare il box della “Stella a Tre Punte” è l’ennesimo zero rimediato, un brutto colpo in ottica costruttori ed il problema della scarsa velocità lamentata costantemente dal britannico che venerdì ha ammesso di non riuscire a mettere la macchina nella finestra ideale:” E con queste nuove power unit, con queste nuove gomme, con queste nuove macchine, devo impostare la vettura in un modo che non si adatta al mio stile di guida”. Come altri suoi colleghi fatica a metabolizzare questa nuova F.1, una questione che riguarda anche i tecnici che si ritrovano davanti vetture con una resa up&down. Russell è ritornato sull’argomento anche il sabato: ”Se ieri perdevo otto decicmi sui rettilinei, oggi ne perdo quattro – ha commentato – per cui è un passo nella giusta direzione. A Silverstone, pensavamo che il problema fosse legato ai freni, ma non erano quelli. Poi abbiamo pensato che il problema fosse il mio stile di guida, all’acceleratore e pensavo che fosse quello. Adesso – prosegue il british – siamo assolutamente certi che non sia colpa mia e che ci sia un problema serio ed il team sta lavorando duramente per risolverlo. Ma quando ad ogni giro vedo che perdo da due a sei decimi sui rettilinei, è davvero frustrante”. Come detto la gara è naufragata e nel post il commento di George deve far riflettere:” Sull’incidente con Hamilton non dovevo trovarmi in quella posizione, non avevo potenza, non avevo batteria e sono stato superato da Leclerc, Hamilton e Piastri. Chiedo al team di avere la stessa macchina di Kimi.” Da qui la domanda: Russell si sente trattato diversamente? Difficile pensare ad una disparità così evidente perché andrebbe a discapito della corsa al titolo costruttori al quale la Mercedes tiene tantissimo. E poi per quale ragione verrebbe penalizzato un pilota il cui ingaggio è di gran lunga superiore a quello di Kimi? Sarebbe un controsenso per il team stesso, difficile da giustificare di fronte ai vertici di Stoccarda. Wolff ha parlato di una serie di complicazioni per tutti i motori Mercedes:” Mancava potenza sul rettilineo e questo lo ha penalizzato moltissimo. La responsabilità è al 100% nostra. Speriamo di poter risolvere questi problemi al più presto.” Già, il tempo stringe e con una Ferrari in crescita, è logico pensare che a Brackley prima o poi dovranno fare una scelta su quale pilota puntare, per buona pace di colui che dovrà ingoiare il rospo piegandosi alla ragion di squadra.

Solida minaccia – Come Silverstone, anche Spa era considerata un terreno ostico per la Ferrari, se non il più complicato di tutto il calendario. Invece è stata tutta un’altra storia ed il bilancio finale recita: 2° Leclerc e 4° Hamilton, con qualche rammarico. Ci riferiamo al mistero della bandiera gialla sventolata nell’ultimo settore in Q3 che ha impedito a Charles Leclerc di piazzarsi più avanti della P5 (Hamilton era in P6) ed alla sanzione inflitta a Lewis Hamilton dopo l’urto con Russell: giudici troppo severi? Probabilmente ha influito il ritiro di George. Per contro va ammesso che il monegasco è stato graziato dopo l’investigazione sul corpo a corpo con Piastri al giro 8 quando lottava per il terzo posto. A ciò si somma il secondo atto di clemenza, questa volta su Hamilton finito sotto la lente d’ingrandimento per l’incidente al pit-stop nel quale è stato investito un meccanico (fortunatamente senza conseguenze). Episodio risolto con una multa e quarta piazza salva. Al di là di questi episodi la Ferrari lascia le Ardenne con ottimismo verso l’Hungaroring dove vestirebbe i panni della favorita; d’obbligo l’uso del condizionale visto che pure a Monaco, pista simile a Budapest per la tortuosità, venne poi beffata dalla Mercedes. Le Rosse hanno ribadito per l’ennesima volta di graffiare in gara, mentre nelle libere non erano parse al top. Aggiungiamoci pure il grosso rischio corso da Hamilton in PL3 quando ha sbattuto in curva 13 danneggiando la parte posteriore destra e costringendo i meccanici agli straordinari per consentire a Lewis di disputare le qualifiche. Dopo lo start, il Principino ha avuto un ottimo spunto infilando Verstappen e dando così il via alla battaglia con Antonelli. Come detto sopra, la Virtual Safety Car ha strizzato l’occhio a Charles, ma la W17 di Antonelli aveva qualcosa in più. “Siamo stati fortunati – ha ammesso il monegasco – ma mi rende felice il passo gara dimostrato nel confronto con la Mercedes. Loro restano i più forti, noi faticavamo nei rettilinei. Mi aspettavo che dopo il sorpasso, Kimi pigliasse più margine invece è rimasto li.” Leclerc è apparso decisamente più sereno, l’affermazione a Silverstone dev’esser stato un bel toccasana e ritornare a mettersi dietro Hamilton fa bene al suo morale. L’eptacampione, che sicuramente poteva fare di più, ha evidenziato il passo avanti della Scuderia ed ha riconosciuto di essersi complicato la vita il sabato con il botto e che la SF-26 era differente rispetto a prima. Chissà se si fosse qualificato più avanti…:”Sono partito dietro e sono stato coinvolto nell’incidente.” A suo dire, nel contatto con Russell s’è ritrovato a guidare una macchina sbilanciata, parlando di una perdita di efficienza di 50 punti. Ovviamente la penalità ha fatto il resto ed in quella caotica sosta non gli è stata regolata l’ala anteriore come aveva chiesto: altro handicap. “Penso che con il ritmo gara e senza il danno, avremmo potuto lottare per la vittoria” dirà Sir Lewis a fine gara. “Per l’Ungheria – prosegue – con un assetto ideale e senza errori, con questa monoposto mi sento ottimista.” Soddisfatto pure Frederic Vasseur, il Team Boss, che però mette in guardia:” Non voglio sognare, dobbiamo concentrarci sui risultati veri. Qui abbiamo svolto un ottimo lavoro malgrado i pronostici. La prossima pista dovrebbe essere dalla nostra, ma non diamo per scontata la vittoria.” A detta di corsi e ricorsi, proprio in Ungheria 2025, la Rossa siglò la sua ultima pole ed a firmarla fu Leclerc. E’ passato un anno, forse sarà d’uopo rompere il lungo digiuno viste le potenzialità della SF-26.

Progresso continuo – Dopo l’amaro epilogo contro le barriere di Silverstone, Max Verstappen è risalito sul podio in virtù del terzo posto ampiamente meritato. Un piazzamento speciale in quanto è il 300° podio per la Red Bull Racing e non poteva che siglarlo il pilota che col team anglo-austriaco ha dominato gli ultimi campionati. Sebbene stia vivendo una stagione complicata che lo rende spesso lamentoso ed ipercritico, quando è in pista scatena tutto il suo talento cristallino. In qualifica ha cercato di insidiare la pole di Antonelli finendogli alle spalle per 3 decimi. Fondamentale il lavoro del compagno Isack Hadjar che gli ha dato la scia per ben due volte. “Senza di lui mi sarei piazzato 6°” – così il quattro volte iridato ha espresso la sua gratitudine. Dalla prima fila ha lanciato l’attacco ad Antonelli nella discesa verso l’Eau Rouge completando un sorpasso da manuale che gli è valso una leadership momentanea e molto breve; infatti la Mercedes n°12 l’avrebbe freddato nel tratto successivo del Kemmel, dove ha dovuto inchinarsi pure a Leclerc. Conscio che la sua RB22 non potesse competere con i primi due, ha messo in cascina un proficuo 3° posto che lo pone 7° tra i piloti. Un plauso pure per Hadjar per il sacrificio e pure per la P6 dopo esser partito dal fondo della griglia per aver sostituito tanti particolari della Power Unit. Il 21enne franco-algerino è 8° in graduatoria, dietro a “Mad Max” di 30 lunghezze e per adesso risulta essere il compagno più competitivo che finora ha condiviso il box con il cannibale.

Aspettando la svolta – Spa ci ha mostrato un McLaren-Mercedes che sta cercando di risalire la china, ma è ancora lontana dalla monoposto di riferimento del 2025 che ha vinto il mondiale. L’iridato Lando Norris è stato protagonista di una qualifica lodevole pigliandosi il terzo miglior crono, ma sarebbe scattato dalla 13^ piazzuola complice la penalità per aver sostituito alcune parti del motore (10 posizioni dietro), di conseguenza ha preso il via con le hard restando in pista per 30 tornate. Ha cercato di difendersi dagli attacchi di Leclerc ed Antonelli facendo tutto il possibile, ma poi ha desistito concludendo 7°. Meglio di lui ha fatto Oscar Piastri che sta vivendo un anno al di sotto delle sue possibilità. Scattava settimo ed ha tirato fuori gli artigli rifilando un sorpasso da manuale ad Hamilton niente meno che sulla mitica Eau Rouge al giro 5. S’è poi confrontato senza tanti complimenti con l’altra Ferrari, ma ha rimediato un danno all’ala anteriore. Nelle ultime battute s’è ritrovato negli scarichi ancora Hamilton, che è riuscito a strappargli la quarta posizione ed ha chiuso in P5.

Talento – Grabiel Bortoleto si dimostra ancora una volta una matricola molto promettente. S’è rivisto in Q3 dove mancava dal Giappone e l’ottava piazza si aggiunge a quella conseguita in Gran Bretagna a riprova che il 21enne brasiliano è un ottimo investimento per l’Audi. I 10 punti della “Casa degli Anelli” portano tutti la sua firma.

Top-Ten – La 9^ posizione di Arvid Lindblad, sulla cui VCARB 03 erano montati importanti aggiornamenti (una scelta decisa dal team in base alla miglior qualifica di Silverstone tra lui e Liam Lawson) consente al driver britannico con origini indiane e svedesi di andare a punti per il 5° G.P. consecutivo. Bravo anche l’argentino Franco Colapinto, decimo al volante dell’Alpine Mercedes.

Ordine d’arrivo:
1° – Andrea Kimi Antonelli (Mercedes) – 44 giri
2° – Charles Leclerc (Ferrari) – 1″952
3° – Max Verstappen (Red Bull-Ford) – 11″586
4° – Lewis Hamilton (Ferrari) – 17″245
5° – Oscar Piastri (McLaren-Mercedes) – 18″988
6° – Isack Hadjar (Red Bull-Ford) – 23″307
7° – Lando Norris (McLaren-Mercedes) – 24″014
8° – Gabriel Bortoleto (Audi) – 49″140
9° – Arvid Lindblad (Racing Bulls-Ford) – 50″406
10° – Franco Colapinto (Alpine-Mercedes) – 1’16″037
11° – Pierre Gasly (Alpine-Mercedes) – 1’16″991
12° – Liam Lawson (Racing Bulls-Ford) – 1’17″523
13° – Nico Hulkenberg (Audi) – 1’18″348
14° – Oliver Bearman (Haas-Ferrari) – 1’34″465
15° – Alexander Albon (Williams-Mercedes) – 1’44″684
16° – Carlos Sainz (Williams-Mercedes) – 1’45″856
17° – Esteban Ocon (Haas-Ferrari) – 1’50″925
18° – Valtteri Bottas (Cadillac-Ferrari) – 1 giro
19° – Fernando Alonso (Aston Martin-Honda) – 2 giri

Ritirati:
Lance Stroll (Aston Martin-Honda)
Sergio Perez (Cadillac-Ferrari)
George Russell (Mercedes)

Classifica piloti:
1° Antonelli 204 – 2° Hamilton 159 – 3° Russell 154 – 4° Leclerc 126; 5° Norris 103 – 6° Piastri 92 – 7° Verstappen 91 – 8° Hadjar 60 – 9° Gasly 42 – 10° Lawson 39 – 11° Lindblad 22 – 12° Colapinto 19 – 13° Bearman 18 – 14° Bortoleto 10 – 15° Sainz 6 – 16° Albon 5 – 17° Ocon 3 – 18.Alonso 1

Classifica costruttori:
1^ Mercedes 358 – 2^ Ferrari 285 – 3^ McLaren-Mercedes 195 – 4^ Red Bull-Ford 151 – 5^ Alpine-Mercedes, Racing Bulls-Ford 61 – 7^ Haas-Ferrari 21 – 8^ Williams-Mercedes 11 – 9^ Audi 10 – 11^ Aston Martin-Honda 1

 

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