Immagini ©Raul Zacchè – Massimo Campi – Carlo Baffi
Emerson Fittipaldi “Emmo” come tutti lo chiamano, un palmares già ricco di numeri all’inizio degli anni ’70. Un inizio subito al vertice con la Lotus di Colin Chapman dove diventa il sostituto di Jochen Rindt dopo la scomparsa del driver austriaco. Emmo nel 1975 ha già due titoli mondiali nel suo cassetto, il primo con la Lotus, il secondo con la McLaren di Teddy Mayer vinto la stagione precedente.
Il 19 luglio del 1975 si corre a Silverstone il GP di Inghilterra, Lauda è in testa al mondiale con la Ferrari 312T progettata da Mauro Forghieri, una vettura tecnicamente di gran lunga superiore a qualsiasi altra concorrente. In classifica mondiale è seguito da Carlos Reutemann con la Brabham BT44B e dal brasiliano con la McLaren che hanno in pratica metà punti dell’alfiere di Maranello.
Sul tracciato inglese c’è anche l’addio di Graham Hill che saluta i suoi fans compiendo un giro senza casco la volante della sua Lola sponsorizzata dalla Embassy.
La gara inglese è anche quella della pole position di Tom Pryce che stampa il miglior tempo in qualifica con la Shadow davanti a Pace, Lauda, Regazzoni e Brambilla. La grande novità è la partenza, data con un semaforo invece che dalla tradizionale bandiera sventolata dal direttore di gara. Alla prima staccata Carlos Pace ha superato Pryce con Regazzoni terzo davanti a Lauda. Dopo 10 giri, Regazzoni ha superato Pryce per il secondo posto, e poco dopo entrambi hanno superato Pace. Ha iniziato a piovere e Regazzoni stava prendendo il largo finché non è uscito di pista, ha urtato una barriera e ha danneggiato l’ala posteriore. È rientrato in pista con due giri di ritardo. Pryce ora era in testa, ma anche lui è uscito di pista due giri dopo. Nel frattempo Scheckter aveva superato sia Lauda che Pace, e ora era al comando. Il tempo inglese inizia a farsi sentire, la pioggia aumenta ed inizia anche la confusione in pista con Jody Scheckter che si è fermato ai box per montare le gomme da bagnato mentre era in testa, e la maggior parte dei piloti ha fatto lo stesso.
James Hunt dopo aver superato Pace conquista la testa della gara davanti a Pace ed Emerson Fittipaldi, che non si erano fermati per montare le gomme da asciutto. Scheckter e Jarier intanto hanno raggiunto e superato il trio, ma la pista si stava asciugando, ed entrambi sono stati costretti a fermarsi ai box per montare le gomme da asciutto poco dopo. Hunt ha iniziato a perdere potenza al motore ed è stato superato da Fittipaldi, poi da Pace e persino da uno Scheckter in fase di recupero. Al 56° giro su 70, la pioggia ritorna a cadere con un violento acquazzone, con tutti i piloti che avevano ormai montato le gomme da asciutto.
Le colonne d’acqua sono altissime e non vede nulla, Fittipaldi naviga sui rettilinei ad appena cento all’ora, chi osa di più è condannato all’aquaplaning. La via di fuga della Club diventa un parcheggio di monoposto.
In brevissimo tempo quasi tutti i piloti sono usciti di pista con conseguente interruzione della gara. Solo sei piloti erano rimasti in pista: Fittipaldi, Brambilla, Lauda, Jones, Andretti e Regazzoni.
I risultati vengono aggiornati al giro precedente all’arrivo del temporale. Dai rilievi cronometrici, Emerson Fittipaldi viene dichiarato vincitore, mentre Pace e Scheckter, nonostante gli incidenti, vengono classificati rispettivamente il secondo e il terzo posto.
Il brasiliano ancora una volta dimostra di essere un pilota intelligente e vincente in condizioni limite anche se quel giorno sarà l’ultima vittoria di Emmo.










