F1 2026 – Silverstone: Riecco Leclerc!

Di Carlo Baffi

Trionfa il “Principino” che firma la 250^ vittoria della Ferrari. Precede un fortunato Russell su Mercedes ed Hamilton sull’altra Rossa. Grande rammarico per il poleman, nonché leader del mondiale Antonelli, tradito dalla sua Freccia Nero-Argento mentre stava raggiungendo il monegasco. In classifica il bolognese resta primo, ma il suo margine si riduce a 25 punti da Russell e 32 da Hamilton.

Il Campionato 2026 continua a riservarci sorprese che lo rendono imprevedibile. Il Gran Premio di Gran Bretagna ha infatti salutato un successo inatteso del Cavallino, proprio sulla storica pista di Silverstone dove colse la sua prima affermazione in Formula Uno con l’argentino Josè Froilan Gonzalez nel lontano 1951. La corsa ha avuto come protagonisti principali Charles Leclerc ed Andrea Kimi Antonelli, che per la prima volta scattavano insieme dalla prima fila. I due si sono marcati stretti e quando al 41° dei 52 giri previsti il giovane della Mercedes si stava avventando sul ferrarista grazie ad un ritmo costante e sostenuto, ha visto svanire i sogni di gloria complice la problematica affidabilità della W17, che sta diventando un incubo per la “Stella a Tre Punte”. La sua uscita di scena ed il seguente schianto di Max Verstappen, hanno regalato un podio insperato a George Russell fino a quel momento in palese difficoltà. Peccato per Lewis Hamilton al quale è sfumata la possibilità di completare una doppietta Ferrari, a causa di una Safety-Car lunga ben 7 tornate che ha posto fine alle ostilità. Motivo? La Federazione ha ammesso un errore del software e di conseguenza la vettura di sicurezza non è uscita di scena perchè i concorrenti che si erano sdoppiati non erano ancora rientrati in gruppo.

Colpo di Spugna – Dopo 624 lunghi giorni di digiuno, Charles Leclerc risale sul gradino più alto del podio. L’ultima volta accadde ad Austin nel 2024. Finalmente è riuscito a spazzare via spettri, incubi e negatività con una corsa da dieci lode maturata sin dalla partenza quando ha subito preso la testa. Finalmente s’è rivisto un Leclerc fiducioso e felice di aver ritrovato la sintonia con la sua monoposto. Uno switch psicologico importante per il monegasco ed una conferma per la Ferrari, che sigla il secondo successo stagionale dopo Barcellona, cancellando il flop austriaco. Il tracciato di Silverstone era visto dal clan di Maranello come uno spauracchio per via del layout che avrebbe dovuto favorire il dominio Mercedes, invece il pronostico è stato ribaltato. Sin dalle libere Lewis Hamilton precedeva Antonelli (Leclerc 3°), un risultato fotocopia della Sprint Qualifyng. Poi, a fronte della potenza della Freccia Nero-Argento n°12, Hammertime doveva inchinarsi nella garetta, ma le rosse si sarebbero riaccese in qualifica. Il guizzo era del “Principino” che si poneva dietro al poleman Antonelli e precedendo quell’Hamilton che da tempo lo ossessiona con i suoi acuti.  La domenica, Charles è stato perfetto tenendosi dietro tutti (salvo durante le soste), dall’eptacampione ad uno scatenato Antonelli.  Corretta e sincera la sua disamina del post-gara nella quale ha ammesso che se fosse stato raggiunto dal bolognese sarebbe stato difficile fare centro:” A volte ci vuole fortuna e le mie vittorie sono tutte sofferte.” Gli sono arrivate le meritate congratulazioni da Hamilton che caricato dalle ultime performances aspirava ad ottenere il decimo trionfo nel giardino di casa. Sir Lewis s’è invece dovuto accontentare del 15° podio a Silverstone e della pole in vista della Sprint. In partenza ha commesso un’irregolarità pagata con 5” di penalty e s’è comunque battuto come un leone avendo la meglio su Russell e Verstappen; soltanto contro Antonelli ha dovuto cedere il passo. In teoria avrebbe avuto anche la chance di giocarsi la vittoria negli ultimi chilometri quando, come Leclerc, ha montato le soft durante il regime di Safety-Car. Con la neutralizzazione prolungata ha dovuto arrendersi senza poter freddare quel Russell che era salito secondo. Va aggiunto che la sua terza piazza è stata pure messa in discussione da una potenziale sanzione per aver infranto le regole durante la Safety Car. Per sua fortuna ha ricevuto la grazia.

Frederic Vasseur non ha nascosto la sua soddisfazione esaltando il lavoro di squadra e congratulandosi in particolare con il risorto Leclerc, capace di reagire in un momento davvero critico. “Per quanto riguarda Lewis – ha proseguito il Team Principal francese – è scivolato in terza posizione a causa della Safety Car. Credo che fermarlo sia stata la scelta giusta, perché eravamo piuttosto convinti che la gara sarebbe ripartita e, con le gomme Soft, avrebbe avuto buone possibilità di superare Russell.” Presente nel box ed ai festeggiamenti il Presidente John Elkann, il quale ha sottolineato:” Charles ha fatto una grandissima gara e anche Lewis ha fatto bene. Quando tutta la squadra a Maranello e qui in pista lavorano così, succedono grandi cose”. Il colpo grosso della Ferrari nella tana britannica è stato sicuramente agevolato dal guaio di Antonelli, ma dimostra che quando la Mercedes stecca la Rossa c’è. Fino all’anno scorso, il Cavallino si ritrovava costantemente beffato dalle squadre rivali. Ora, archiviate le lodi, è d’uopo capire se a Maranello hanno individuato le ragioni della rapida metamorfosi che hanno lanciato la SF-26 verso un’affermazione inaspettata, anche se, come diciamo da tempo, la monoposto realizzata dall’equipe di Loic Serra è nata bene. La prossima tappa di Spa, pista veloce e molto severa, ci potrà fornire importanti indicazioni sul potenziale e le prospettive della Ferrari, con una conseguente ricaduta sugli equilibri tra i due piloti.

Eroico – Tutto stava andando per il verso giusto, rispettando le previsioni. Secondo nelle qualifiche della garetta per soli 11 millesimi, primo nella Sprint ed artefice di una pole magistrale. Per la cronaca, l’ultimo pilota italiano ad aggiudicarsi la pole a Silverstone, fu quel mostro sacro di Alberto Ascari nel 1953. Questo è il prologo vissuto da Andrea Kimi Antonelli in vista del Gran Premio che però non è iniziato nel migliore dei modi. Allo spegnimento delle luci perdeva due posizioni ed è stato costretto ad inseguire le Rosse anche se col potenziale a disposizione ha respinto gli assalti di Russell e s’è poi liberato di Hamilton, mettendo nel mirino Leclerc. E’ così iniziato il suo forcing, dapprima percorrendo un lungo stint fino al giro 36 con le medie, che seppur usurate non hanno influito sugli ottimi crono registrati. Rientrato con un gap di 8” da Leclerc, il 19enne emiliano ha proseguito l’inseguimento che l’ha portato a 2” dal monegasco. Ormai tutti pregustavano già il confronto finale con il ferrarista nella veste di probabile vittima, ma è arrivata la doccia gelata. La W17 ha rallentato dopo curva 9 con Antonelli che denunciava un’anomalia alla ruota anteriore sinistra. Faceva subito capolino ai box, gli veniva sostituito il musetto, che però non risolveva il problema. Kimi non riusciva a sterzare ed era costretto a procedere lentamente: via radio, riferiva di avere la sospensione rotta. Dal muretto gli arrivava l’invito a ritirarsi, prontamente rifiutato. Il leader del mondiale cercava in tutti i modi di capitalizzare punti in ottica di classifica iridata (era ancora 6°) e si ripresentava ai box. Nuovo controllo dei meccanici e rientro in P10 con 3”2 da Colapinto in rimonta su di lui. Un confronto impari quello con l’argentino, in quanto la W17 era inguidabile al punto da costringere Kimi a tagliare ripetutamente la pista e pigliarsi un penalty di 5” per track limits. Decisione a nostro avviso paradossale. Il calvario di Antonelli si sarebbe definitivamente concluso col 16° posto. A posteriori si scoprirà che a fermare la marcia della monoposto n°12 è stato il wheel shield, una componente del brake duct. Il vice direttore tecnico della Mercedes Simone Resta, ha parlato di un cedimento della parte sopraindicata (forse durante il passaggio su un cordolo) che ha finito per interferire sul funzionamento della sospensione dello sterzo. Un epilogo che fa davvero male ed annulla un capolavoro figlio della classe cristallina che contraddistingue questo astro nascente. Il successo nel Gran Premio, oltre a quello nella Sprint avrebbe permesso a Kimi di allungare in modo consistente nella graduatoria che invece s’è fatta più corta. Colpisce la resilienza e lo spirito combattivo di questo pilota che ancora una volta ha espresso un grande carattere. Ha messo in ombra il suo compagno George Russell che per assurdo torna minaccioso nella battaglia per l’iride.  Il 28enne inglese può infatti ritenersi un miracolato e non l’ha nascosto:” A parte la foratura, è stata una gara fortunata con la safety-car nel finale, la quale mi ha permesso di chiudere 2° e conquistare il primo podio su questa pista (in otto anni di carriera). Al di la del risultato proficuo, Russell è da ritenersi uno dei grandi delusi della tappa d’oltre Manica. Lungi dall’essere severi, ma il suo fine settimana è stato al di sotto delle attese. E dire che, reduce dalla convincente affermazione in Austria della settimana scorsa, aveva sbandierato di tornare in patria con grosse ambizioni. Sin dal venerdì è sempre stato dietro al compagno: 4° nella Sprint dove partiva 5°, s’è piazzato 4° in qualifica dopo aver sudato freddo in Q1. Finito in ghiaia, s’è arrestato a pochi centimetri dalla barriera e senza grossi danni è riparato ai box potendo poi accedere in extremis in Q2. Ed arriviamo alla gara. Dopo lo start ha proseguito dietro a Kimi, lagnandosi di una W17 troppo lenta. Con il gap che aumentava ed ormai tagliato fuori dalla lotta al vertice, ha lanciato altri SOS al proprio ingegnere. Alla fine dichiarerà che non aveva il passo, beccandosi la pronta replica via radio del suo Team Boss Toto Wolff, secondo il quale la velocità di punta era buona e che non c’era alcun problema. Ad avvalorare le parole del manager austriaco ci sono i tempi di Antonelli e ciò farebbe supporre che Russell non abbia ancora trovato il feeling con la vettura e che per adesso può recuperare terreno solo grazie alle sfortune del diretto rivale. Sempre dopo Silverstone, George ha definito la sua P2 un exploit isolato: “Se devo essere brutalmente onesto – ha ammesso l’inglese – se le prestazioni continuano a essere queste, non lotterò per il campionato. Non me ne vado da questo weekend soddisfatto. Mi tengo il risultato. In Canada meritavo la vittoria, mentre oggi non meritavo di essere dove mi trovo”. Autocritica saggia ed obiettiva. Una sorta di resa anticipata? Chissà … di sicuro se da Antonelli arriveranno risultati di livello, a Brackley dovranno imporre una gerarchia, soprattutto a fronte della minaccia portata dal Cavallino. Inoltre come anticipato, c’è pure lo spauracchio dell’affidabilità e non a caso “Herr Wolff” ha ribadito:” I punti persi sono veramente tanti (1 ritiro per Russell e 2 per Antonelli – ndr).  Se la situazione dovesse continuare così, sarà possibile vincere il campionato solo riuscendo a tenere sotto controllo queste criticità“. Wolff s’è comunque complimentato con Russell evidenziando l’importanza del risultato:” Sono contento, perché un secondo posto così è buono per l’aspetto mentale”.

Furia oranje – E’ il giro 48 dei 52 previsti, quando alla curva Stowe Max Verstappen vola in piena velocità contro le protezioni mentre occupava la terza posizione. Fortunatamente non ci sono conseguenze per il quattro volte iridato che dopo aver esternato tutta la sua rabbia via radio, ha proseguito il suo sfogo coi media puntando l’indice sulle problematiche della RB22. La prima concerne l’uscita di strada causata nuovamente dal malfunzionamento dell’ala posteriore. Una dinamica simile a quanto accadutogli al Red Bull Ring una settimana fa. “E’ andata come in Austria -attacca Verstappen – S’è verificato un problema diverso, ma il risultato è stato identico. Quando entro in curva, l’ala posteriore non è pienamente chiusa e si perde tanto carico aerodinamico (mancanza improvvisa del posteriore). E’ andata bene, ma sono stufo di tutto ciò.”  Dopodiché ha affrontato la questione performances:” “In gara, fino all’incidente, ero stato fortunato (aveva battagliato con Hamilton e Russell). E’ successo di tutto attorno a me: la penalità ad Hamilton, la foratura di Russell ed il problema alla macchina di Antonelli. Anche se avessimo chiuso sul podio, non l’avremmo meritato per nulla. Cone le Hard eravamo davvero lenti. Non so come sono riuscito a tenere dietro Russell e Lewis per così tanti giri.” Verstappen ha poi rimarcato che per tutto il fine settimana il bilanciamento è stato orribile e che aveva meno velocità di Hadjar. Al fine di migliorare la monoposto aveva chiesto di apportare modifiche anche a costo di scattare dalla pit-lane, però non è stato ascoltato. “Perché le cose sono andate così? Dovete chiederlo al team – punge Mad Max –  ho bisogno di qualche giorno per resettare e riprovare ancora”. Ed in vista dei briefing col team per Spa, lancia l’ultima stoccata:” “Se devo essere onesto, per un po’ non voglio averci niente a che fare”. Fa specie sentire questa inversione di tendenza dopo che in Austria, Verstappen espresse soddisfazione sulla crescita della RB22 che da quest’anno produce in proprio la power unit, con il supporto della Ford. Ma due incidenti analoghi in così breve tempo minano la fiducia di qualsiasi pilota, perchè sulla sicurezza non si scherza. Timori di altri botti e malcontento per la scarsa competitività, sono fattori che potrebbero minare il rapporto tra Verstappen e Milton Keynes? Secondo indiscrezioni la McLaren potrebbe attrarre l’olandese. Nel frattempo la Red Bull ha riconosciuto le proprie responsabilità sulla questione ala anche se il guasto è di natura diversa dal precedente. Il team boss Laurent Mekies s’è scusato pubblicamente, ha assicurato che i tecnici faranno di tutto per scongiurare ulteriori grane sulla sicurezza e dare a Max una monoposto in grado di tornare al vertice. Per contro va rilevata la 5^ piazza di Isack Hadjar, a punti per la 5^ volta consecutiva ed ottavo nel mondiale, a 24 lunghezze da Verstappen settimo.

Comparse – Il terzo posto di Lando Norris nella gara Sprint del sabato è l’unica nota positiva della McLaren nell’appuntamento casalingo di Silverstone. Per il resto le due MCL40 papaya motorizzate Mercedes sono scomparse dai radar. Qualificatosi 6° in Q3, il Campione del Mondo non è andato oltre il 4° posto la domenica, riuscendo a racimolare gli unici punti per la scuderia di Woking. E Piastri? Il 25enne australiano, che l’anno scorso aveva dominato la prima fase del mondiale, è irriconoscibile. Settimo nella garetta, è partito 8°, ma nel secondo passaggio è dovuto sostare ai box con l’ala anteriore danneggiata per aver urtato Norris. Episodio che ha condizionato irreparabilmente la sua corsa che l’ha visto tagliare il traguardo 11° fuori dalla top-ten. Della serie, piove sul bagnato.

Riconoscimenti – Ottimo lavoro anche per le due Racing Bulls, nei primi dieci con Lindblad e Lawson da quattro round. La scuderia faentina, sorella minore della Red Bull, è ormai ad un solo punto dall’Alpine quinta tra i costruttori. Le monoposto della compagine di Flavio Briatore si sono rialzate dopo il passo falso al Red Bull Ring, piazzandosi rispettivamente in nona e decima posizione con Colapinto e Gasly. Dulcis in fundo, un plauso va al brasiliano Gabriel Bortoleto, 8° con l’Audi.

Immagini Pirellipress

Ordine d’arrivo

1° – Charles Leclerc (Ferrari) – 52 giri
2° – George Russell (Mercedes) – 0″427
3° – Lewis Hamilton (Ferrari) – 0″772
4° – Lando Norris (McLaren-Mercedes) – 1″149
5° – Isack Hadjar (Red Bull-Ford) – 1″598
6° – Liam Lawson (Racing Bulls-Ford) – 2″023
7° – Arvid Lindblad (Racing Bulls-Ford) – 2″214
8° – Gabriel Bortoleto (Audi) – 2″413
9° – Franco Colapinto (Alpine-Mercedes) – 3″229
10° – Pierre Gasly (Alpine-Mercedes) – 3″445
11° – Oscar Piastri (McLaren-Mercedes) – 4″014
12° – Carlos Sainz (Williams-Mercedes) – 4″391
13° – Oliver Bearman (Haas-Ferrari) – 5″245
14° – Esteban Ocon (Haas-Ferrari) – 5″512
15° – Sergio Perez (Cadillac-Ferrari) – 7″403
16° – Andrea Kimi Antonelli (Mercedes) – 8″005 *
17° – Valtteri Bottas (Cadillac-Ferrari) – 8″162
18° – Fernando Alonso (Aston Martin-Honda) – 1 giro
19° – Lance Stroll (Aston Martin-Honda) – 1 giro

Ritirati
Max Verstappen (Red Bull-Ford)
Alexander Albon (Williams-Mercedes)
Nico Hulkenberg (Audi)

* 5″ di penalità

Classifica piloti
1° Antonelli 179 – 2° Russell 154 – 3° Hamilton 147 – 4° Leclerc 108 – 5° Norris 97 – 6° Piastri 82 – 7° Verstappen 76 – 8° Hadjar 52 – 9° Gasly 42 – 10° Lawson 39 – 11° Lindblad 20 – 12° Bearman, Colapinto 18 – 14° Bortoleto, Sainz 6 – 16° Albon 5- 17° Ocon 3 – 18.Alonso 1

Classifica costruttori
1^ Mercedes 333 – 2^ Ferrari 255 – 3^ McLaren-Mercedes 179 – 4^ Red Bull-Ford 128 – 5^ Alpine-Mercedes 60 – 6^ Racing Bulls-Ford 59 – 7^ Haas-Ferrari 21 – 8^ Williams-Mercedes 11- 9^ Audi 6 – 10^ Aston Martin-Honda 1

redazione
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