F1 2026 – Trionfo a Montmelò per Hamilton e la Ferrari!

Di Carlo Baffi – foto ©Enrico Ghidini

Il G.P. di Catalunya segna la fine di un lungo digiuno per l’eptacampione e per il Cavallino. Alle sue spalle chiudono la Mercedes di Russell e la McLaren di Norris formando un podio tutto inglese che non si vedeva dal G.P. Usa del 1968. Nel campionato piloti, Hamilton riduce a 41 lunghezze il gap dal leader Antonelli, finito ko mentre era salito secondo nelle ultime tornate.

Il Gran Premio di Barcellona-Catalogna, giunto alla sua ultima edizione prima dell’alternanza che lo rivedrà in calendario nel 2028 al posto di Spa, è sicuramente destinato ad entrare nella storia. Questo 14 giugno 2026 se lo ricorderanno per un pezzo, ferraristi e non. La meritata e non occasionale affermazione di Hamilton, la prima sulla Ferrari ha ribaltato uno scenario che vedeva la Mercedes favorita su un tracciato a lei congeniale per le caratteristiche della W17E che finora aveva conquistato 6 vittorie su 6 G.P. Il Cavallino, è stato abile a sfruttare i problemi della “Stella a Tre Punte” sia nella strategia, che nell’affidabilità. Il ritiro di Antonelli preoccupa Brackley, perché segue quello capitato a Russell il 24 maggio scorso in Canada.

Resurrezione! – Ed ora che diranno i vari soloni, tuttologi, tronisti e tromboni che l’anno scorso avevano catalogato Lewis Hamilton come vecchio bollito e magari interessato solo ad incassare il lauto ingaggio offertogli da Maranello? Sono gli stessi che si erano accaniti contro il rookie Antonelli di fronte alle sue difficoltà patite a metà stagione 2025 ed ora sono stati i primi a salire sul carro del vincitore. Probabilmente faranno così pure con Lewis. In ambo i casi bastava valutare i due drivers con un’auto competitiva tra le mani.

Le avvisaglie di una metamorfosi del fuoriclasse britannico s’erano palesate sull’isola di Notre Dame con la P2 ripetuta a Monte Carlo. A Montreal Hamilton aveva ribadito la sua volontà di rispettare il suo impegno biennale con Maranello (con tanto di opzione del terzo anno) ed aveva dimostrato di avere migliorato il feeling con la SF-26. Il suo è stato un crescere progressivo ed a Barcellona ha finalmente coronato l’obiettivo di risalire sul gradino più alto del podio che inseguiva da ben 686 giorni. Un trionfo che vale tantissimo, perché andato in scena dopo un annus horribilis nel quale non vide mai il podio (eccezion fatta per la vittoria nella Sprint Race in Cina), faticava a passare la Q1 e non era in sintonia con la squadra. Ma non è finita, l’affermazione di Montmelò è la prima con la tuta rossa e riporta in vetta la Ferrari che non vinceva dal G.P. del Messico 2024, allora s’impose Carlos Sainz poi emigrato in Williams. Indubbiamente, la prima esperienza di “Sir Lewis” a Maranello dev’esser stata traumatica: dalle difficoltà con un’organizzazione molto diversa da quelle vigenti nelle squadre d’oltre Manica in cui ha sempre corso e con una monoposto, alla SF-25 bipolare ed incomprensibile realizzata senza tener conto delle sue preferenze di guida. Di conseguenza, “Sir Lewis” pur ingoiando rospi a raffica, ha iniziato a lavorare in prospettiva 2026 (ricordiamoci gli appunti ed i suggerimenti inoltrati costantemente ai tecnici) al fine di avere a disposizione una Rossa che sposasse anche le proprie necessità. Una politica dei piccoli passi che ora inizia a dare i suoi frutti e che forse lascia intendere come il britannico stia prendendo a poco a poco il controllo della squadra. Ad inizio anno rivelò che la SF-26 aveva il suo Dna e in tanti furono scettici. Alla vigilia di Barcellona, Lewis s’è detto felice che la squadra lo stia seguendo, precisando che anche il compagno Leclerc l’ha seguito per quanto concerne le scelte sull’impianto frenante (dischi della Carbon Industrie). Messaggi chiari. Dopo aver sfiorato la pole a soli 64 millesimi da Russell, è apparso rammaricato, ma al tempo stesso faceva notare che per la prima volta la Ferrari era a meno di un decimo dalla super Mercedes e che il pacchetto della Ferrari funzionava:” Oggi abbiamo battuto un pilota Mercedes (Antonelli terzo, ndr) e domani dobbiamo battere l’altro. Sarà difficile, ma non impossibile.” Per poi concludere:” Questa macchina vincerà sicuramente delle gare e spero che lo faccia già domani, perché voglio provare a fare qualcosa di speciale.” Parole profetiche. Per gli amanti delle statistiche, Hamilton non centrava la prima fila da Silverstone 2024, era in Mercedes,  pure allora aveva al suo fianco il poleman Russell e combinazione trionfò davanti al suo pubblico. Un Hamilton carico che ha sposato la strategia delle 3 soste partendo con le gomme soft, contro le due delle Frecce Nero-Argento dotate delle Pirelli medie. Un azzardo rischioso anche perché allo spegnimento dei semafori s’è ritrovato ad inseguire Russell, dovendo difendersi da un insidioso Antonelli. Situazione non certo ottimale, perché col caldo torrido (50° sull’asfalto e 31 nell’aria), le soft avrebbero potuto andare presto in crisi. Invece no, grazie alla guida precisa dello stesso Lewis ed al buon bilanciamento della SF-26 dotata dei nuovi aggiornamenti; praticamente quasi una monoposto nuovo. Il ferrarista è stato una spina nel fianco costante per i diretti rivali che si alternavano al comando per effetto delle soste. Poi, ecco il colpo di scena! Al giro 41 dei 66 in programma Alonso (il suo vecchio nemico) gli ha dato involontariamente l’aiuto decisivo fermandosi lungo il tracciato, provocando l’intervento della Virtual Safety Car. Condizione che ha permesso alla Ferrari n°44 di smarcare il terzo pit-stop senza perdere terreno e mantenere il comando dopo esser tornata in battaglia con le hard. Da li in avanti s’è rivisto l’Hammertime noto a tutti. Non ha sbagliato nulla e con un ritmo costante è andato a prendersi il 106° trionfo in carriera, a 41 anni suonati ed alla sua 20^ stagione in F.1. E’ il settimo vincitore più longevo della storia. La festa ed i commenti di un commosso Sir Lewis han fatto il giro del mondo e la sua impresa ha conquistato tutte le prime pagine dei maggiori quotidiani internazionali. La dimostrazione lampante che con una Rossa giusta, questo eterno cannibale è ancora un top-driver. Rafforzato il suo secondo posto in classifica, grazie allo zero di Antonelli, c’è da chiedersi dove potrà arrivare. La stagione è ancora lunga ed in questa nuova formula conteranno molto gli aggiornamenti e soprattutto l’affidabilità. Però ripercorrendo la storia, emerge come la Spagna abbia segnato il primo successo con la Rossa di alcuni mostri sacri. Partiamo dal 1974 con Niki Lauda che vinse a Jarama e con la Rossa avrebbe conquistato due mondiali. E giusto 30 anni or sono, Michael Schumacher s’impose sotto una pioggia torrenziale in quel di Barcellona dando inizio alla sua memorabile lista di affermazioni arrivando a 7 corone iridate in totale. Coincidenze che siano di buon auspicio per il sogno dell’ottava corona tanto ambito dal britannico?  Fuori dall’abitacolo, Hamilton ha ringraziato la squadra, in particolare Fred Vasseur, il Team Principal che lo ha voluto e naturalmente la sua famiglia. “Tutti meritano questa vittoria che spero sia la prima di tante. Ci prendiamo questo risultato, la strada è lunga e la Mercedes è ancora molto forte. Noi continuiamo a lavorare e cercare di ridurre il divario da loro. Ma non è finita qui di sicuro”. Spesso finito nel mirino della critica per i risultati carenti, Vasseur s’è trovato a frenare l’eccesso di entusiasmo:” Non dobbiamo fare l’errore di pensare al titolo. Non eravamo campioni due settimane fa e non lo siamo oggi. Dobbiamo continuare a lavorare restando uniti sia nei momenti belli che in quelli difficili.” Qualcuno gli ha rammentato che vincere a Barcellona significa avere la miglior vettura del lotto, ma anche in questo caso, il manager d’oltralpe ha fatto il pompiere:” Negli ultimi 25 anni è stato così però non credo sia il caso di quest’anno. Le prestazioni saranno determinate da come saranno evolute le monoposto e penso che i valori continueranno a cambiare ogni 2-3 gare. Meglio avere una macchina buona oggi rispetto a una che non va, ma l’importante è riuscire ad aggiungere performances per le prossime gare”. Ad Hamilton e a tutta la Scuderia s’è rivolto anche il Presidente John Elkann:” Bravo Lewis per la tua prima grande vittoria con la Ferrari. Un momento emozionante ed un risultato molto importante, che appartiene a tutta la squadra ed ai nostri tifosi. Voglio ringraziare tutti per la determinazione, il sacrificio ed il lavoro collettivo che ogni giorno vengono portati avanti con passione e lo spirito Ferrari in pista ed a Maranello”.

Destino crudele – Mentre Hamilton stava per concludere la sua marcia trionfale, la Ferrari gemella contrassegnata dal numero 16 procedeva piano verso i box facendo presagire il ritiro. Era il giro 62. L’ennesimo macigno piombato su Charles Leclerc mentre era 6° al termine di un G.P. in salita, iniziato dalla 10^ posizione. Le immagini avrebbero poi mostrato l’escursione in ghiaia del monegasco causata dall’impossibilità di controllare la vettura per un problema (emerso a posteriori) al servosterzo. Di fronte ai media, Charles visibilmente abbattuto s’è detto felice per la Scuderia e per Lewis:” … ha lavorato tantissimo”, per poi parlare di un fine settimana difficile: ”Il problema più grande è stato partire decimo e quello è stato un mio errore, poi ovviamente c’è stato il guasto tecnico nel finale. Però io non sono ai livelli di Lewis dal Canada – confessava il monegasco – ed ora tocca a me fare un passo avanti.” Incalzato dalle domande precisava di non provare alcuna invidia:” Ma ad essere completamente onesto la delusione da parte mia è il feeling con cui rientrerò a casa. Devo resettare sperando di avere un weekend migliore dall’Austria e poi vedremo.” Parole che fanno ecco allo sfogo del giorno primo, dopo aver picchiato in Q3.:” Moralmente provo vergogna e faccio fatica a fare queste interviste.  Gli ultimi fine settimana sono stati complicati per le ragioni che conosco e qui coi cambiamenti fatti c’era fiducia che ho avvertito nelle libere. Dopo una qualifica così non ho parole, perché c’era il potenziale per la pole, ho provato a fare qualcosa di diverso in curva 4 che era un po’ il nostro punto debole, però non ci sono scuse. Mi spiace per i tifosi. Per domani sono ottimista e la vittoria sarebbe il minimo che potrei fare per riscattarmi, ma …. neanche … onestamente.” Frasi simbolo della frustrazione di un pilota di grande valore alle prese con un momento no, probabilmente innescato dall’ascesa repentina di Hamilton. Guarda caso a Montreal ha sofferto ed a Monaco non ha terminato la corsa, contro le due seconde piazze di Hamilton. Aggiungiamoci la sua ricorrente ansia da prestazione che lo porta ad autoflagellarsi in pubblico e ciò peggiora il suo stato d’animo e lo rende una sorta di Calimero risucchiato in una spirale negativa; non vince dal G.P. d’Italia del 2024. Vasseur conosce il problema ed ha cercato di rincuorare il Principino: “Non è bello quando non finisci la gara, ma oggi non è stata colpa sua. E’ stato un problema d’affidabilità. L’aspetto positivo è che Charles aveva un bel passo e molta più confidenza rispetto a ieri (sabato ndr). Ma anche ieri aveva il ritmo e penso che sarebbe stato in grado di lottare per la pole position. Il passo che aveva a inizio gara era molto forte, stava rimontando. Per lui è stato un fine settimana molto positivo rispetto al Canada, dove invece era andato in difficoltà con la vettura. Aveva poca fiducia. Questa volta invece la confidenza l’aveva davvero”. Con Hamilton in auge, ora la mission è quella di recuperare Leclerc. Non sarà un compito semplice perché se Hamilton dovesse proseguire il trend positivo e puntare seriamente all’iride, si renderebbe necessaria una gerarchia nel team.

Autogol – La grande sconfitta del fine settimana è senza dubbio la Mercedes. Il secondo posto di George Russell non deve illudere, dal momento che è stata sorpresa dalla Ferrari ed ha subito un nuovo stop sul fronte tecnico. Questa volta è toccato ad Andrea Kimi Antonelli parcheggiare la W17 interrompendo la serie positiva di 5 affermazioni senza incamerare punti. Il Team Boss Toto Wolff è stato molto duro:” E’ inaccettabile perdere una macchina così, per vincere bisogna finire le gare. Andremo a fondo per capire il guasto di Kimi e fare in modo che non accada ancora. La maggior parte erano problemi legati alla batteria malgrado si sia trattato di guasti diversi.”  Wolff ha poi bacchettato la strategia:” Abbiamo due piloti in lotta per il mondiale e non abbiamo voluto impartire ordini di scuderia. Forse, qui a Barcellona, abbiamo proprio perso per non aver dato i team order. Oggi abbiamo perso due volte! Adesso essendoci la Ferrari dovremo affrontare il problema.” Wolff ha poi rivolto le sue felicitazioni al vecchio amico Lewis, senza però nascondere una grossa preoccupazione:” Non vorrei combattere contro Hamilton per il titolo perché so di cosa è capace.” E qui si tocca un aspetto molto delicato, per certi versi più di quello riguardante l’affidabilità: quest’ultima si raggiunge con un calo di potenza. A Barcellona, Russell è parso più reattivo siglando la pole, però poi la domenica è stato meno veloce di Antonelli che l’ha sverniciato al 61° passaggio soffiandogli la P2 dopo averlo seguito come un’ombra. Gli inviti ricevuti via radio dal britannico a spingere la dicono lunga. Che il procedere sempre al limite di Kimi (sanzionato anche per track limits) abbia originato la rottura? Bella domanda. Sta di fatto che il bolognese da 18 punti s’è ritrovato in mano un pugno di mosche ed ha visto ridursi il margine sia su Hamilton che su Russell. Wolff ha criticato i duelli fratricidi e sarà interessante capire la politica che adotterà da qui in avanti. Nel vedere la classifica e le prestazioni in pista, Antonelli sarebbe il più accreditato a diventare prima guida, ma siamo solo al 7° Gran Premio e Russell come reagirebbe? Per certi versi ci troviamo dinnanzi ad un quadro simile a quello che stanno vivendo i drivers ferraristi. Un’ultima considerazione è di natura storica. Esattamente dieci anni fa a Barcellona le Mercedes pigliatutto di Hamilton e Rosberg uscivano rovinosamente di scena al primo giro dopo un duello rusticano mentre si contendevano la leadership. Un patatrac che spalancò le porte del suo primo successo in F.1 ad un 18enne, tale Max Verstappen al suo esordio sulla Red Bull. La faida suicida tra i due galletti provocò una dura reazione dei vertici Mercedes, in primis il Presidente Dieter Zetsche spalleggiato da Toto Wolff e Niki Lauda. Quest’anno non si è verificata una debacle di tale portata, ma la trasferta iberica non è stata proficua, anzi.

Incolore – Il terzo gradino del podio è stato appannaggio di Lando Norris che partiva 4°. Dopo i recenti flop la McLaren s’è rifatta viva ai piani alti, tant’è che il passo del Campione del Mondo ha impensierito il muretto della Mercedes più del pericolo Hamilton. E’ pur vero che il piazzamento di Norris è frutto dell’abbandono di Antonelli e deve far riflettere anche l’opaco 5° posto di Oscar Piastri qualificatosi col 7° crono. Le notizie confortanti provengono invece dal fronte rookie, grazie al 5° tempo fatto registrare da Leonardo Fornaroli nelle PL1 di venerdì. Il 21enne Campione della Fia F.2 e F.3, è salito sulla MCL40 di Norris nella sessione aperta agli esordienti e con le Pirelli soft ha fermato le lancette sull’1’17”216. Un ottimo riscontro per il piacentino ingaggiato quest’anno come tester e terzo pilota dal team papaya.

Cantiere aperto – La Red Bull lascia la Catalogna con la 4^ piazza di Max Verstappen e la 6^ di Isac Hadjar. E’ evidente che la RB22 debba evolversi, per cui l’essere quarta forza tra i costruttori rispecchia lo stato dell’arte. Comunque a Milton Keynes non mollano e Verstappen, dopo i malumori d’inizio anno, è sempre il solito irriducibile quando si scende in pista.

Concreti – Prosegue la felice stagione dell’Alpine che alla vigilia di Barcellona s’è vista riconoscere la 3^ posizione di Monte Carlo siglata da Pierre Gasly, a seguito del reclamo presentato appena terminata la gara nel Principato. A Montmelò ha capitalizzato un importante P7 col francese che ha preceduto sul traguardo il compagno Franco Colapinto. La compagine diretta da Flavio Briatore è sempre più lontana dal disastroso 2025 e si colloca in 5^ posizione a 29 lunghezze dalla Red Bull.

Punti d’oro – Un plauso va riconosciuto alla Racing Bulls, che ha visto entrambe le sue VCARB 03 transitare sotto la bandiera a scacchi: Liam Lawson nono e Arvid Lindblad decimo. Il team di Faenza ha consolidato la sua 6^ posizione in graduatoria a quota 38.

Sfortuna killer – E’ la tornata 31, quando Nico Hulkenberg rientra lentamente ai box per poi gettare la spugna. Solo nel dopo gara emergerà la causa a dir poco rocambolesca che ha mandato l’Audi al tappeto. Il tedesco era in lotta per la top-ten dietro alla Racing Bulls-Ford di Liam Lawson, il quale è andato largo in curva 12 lanciando in pista della ghiaia posizionata nella via di fuga. Ebbene, uno di questi piccoli sassi ha colpito con precisione l’interruttore di emergenza posto all’esterno della R26 che s’è spenta di colpo. Gioco forza Nico ha potuto solo raggiungere la pit-lane grazie alla forza d’inerzia. Che altro dire…

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Ordine d’arrivo:
1° – Lewis Hamilton (Ferrari) – 66 giri
2° – George Russell (Mercedes) – 19″561
3° – Lando Norris (McLaren-Mercedes) – 23″719
4° – Max Verstappen (Red Bull-Ford) – 40″497
5° – Oscar Piastri (McLaren-Mercedes) – 58″661
6° – Isack Hadjar (Red Bull-Ford) – 1 giro
7° – Pierre Gasly (Alpine-Mercedes) – 1 giro
8° – Franco Colapinto (Alpine-Mercedes) – 1 giro
9° – Liam Lawson (Racing Bulls-Ford) – 1 giro
10° – Arvid Lindblad (Racing Bulls-Ford) – 1 giro
11° – Gabriel Bortoleto (Audi) – 2 giri
12° – Carlos Sainz (Williams-Mercedes) – 2 giri
13° – Esteban Ocon (Haas-Ferrari) – 2 giri
14° – Sergio Perez (Cadillac-Ferrari) – 3 giri

Ritirati:
Charles Leclerc (Ferrari)
Andrea Kimi Antonelli (Mercedes)
Oliver Bearman (Haas-Ferrari)
Alexander Albon (Williams-Mercedes)
Fernando Alonso (Aston Martin-Honda)
Nico Hulkenberg (Audi)
Valtteri Bottas (Cadillac-Ferrari)
Lance Stroll (Aston Martin-Honda)

Classifica Piloti:
1° Antonelli 156 – 2° Hamilton 115 – 3° Russell 106 – 4° Leclerc 75 – 5° Norris 73 – 6° Piastri 68 – 7° Verstappen 55 – 8° Gasly 41 – 9° Hadjar 34 – 10° Lawson 26 – 11° Colapinto 19 – 12° Bearman 18 – 13° Lindblad 12 – 14° Sainz 6 – 15° Albon 5 – 16° Ocon 3 – 17° Bortoleto 2 – 18° Alonso 1
Classifica costruttori:
1^ Mercedes 262 – 2^ Ferrari 190 – 3^ McLaren-Mercedes 141- 4^ Red Bull-Ford 89 – 5^ Alpine-Mercedes 60 – 6^ Racing Bulls-Ford 38 – 7^ Haas-Ferrari 21 – 8^ Williams-Mercedes 11 – 9^ Audi 2 – 10^ Aston Martin-Honda 1

 

 

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