F1-2026 – Melbourne: Uno-due Mercedes!

Di Carlo Baffi

S’è alzato il sipario sulla F.1 2026 e le Frecce Nero-Argento hanno dominato con Russell primo su Antonelli. Terzo Leclerc che ha preceduto il compagno Hamilton, entrambi al volante di una Ferrari molto competitiva più in gara che in qualifica. Difficile inizio per la McLaren campione, solo 5^ con l’iridato Norris davanti a Verstappen. Su 22 concorrenti, 4 si sono ritirati e 2 non sono partiti.

Il 77° Campionato del Mondo, che segna l’inizio di una nuova era per la categoria regina, s’è aperto rispettando i pronostici della vigilia. Se nei test pre-stagionali effettuati in Spagna e Barhain era emersa una super Mercedes e la Ferrari aveva dato ottimi segnali, il tutto è stato confermato dalla gara australiana sul cittadino di Melbourne, lungo 5,278 km. Abbiamo assistito ad un Gran Premio vivace, combattuto dall’inizio, sia per quanto concerne le posizioni di vertice, che le retrovie; i numeri parlano ci 120 sorpassi, un’enormità in confronto al passato. Ma chiediamoci quanti di questi scambi di posizione sono frutto dell’abilità di guida, o di un calo di energia in attesa della ricarica. In quest’ultimo caso ci troveremmo davanti a sorpassi artefatti, che sicuramente emozionano un il pubblico generalista (il target di Liberty Media), ma che non rispecchiano il valore vero di questo gesto estremo che è il sale di questo sport, come il goal nel calcio. Il fatto che l’elettronica ed i software siano componenti destinate a condizionare in modo determinante le competizioni deve far riflettere. Partiamo dal forfait dell’idolo locale Oscar Piastri, che ha sbattuto la sua McLaren mentre si posizionava in griglia (aveva ottenuto il 5° crono). L’australiano ha spiegato di aver avuto un improvviso incremento di potenza, che ha reso la MCL40 ingestibile. Guai anche per l’esperto Hulkenberg, che costretto a scattare dalla pit-lane complice un’infrazione (è arrivato sulla starting grid a spinta) non ha preso il via per problemi tecnici sulla sua Audi. Mali di gioventù figlie di questo regolamento tecnico rivoluzionario agli albori. Variabili che aumentano l’incertezza, come l’inconveniente di piantarsi al via con la batteria scarica. Una questione delicatissima che va risolta quanto prima, onde evitare il peggio. Abbiamo visto Franco Colapinto dribblare d’istinto la Racing Bulls di Liam Lawson immobile allo start e questi “tilt” sono assolutamente da evitare. Facciamo attenzione ad alimentare certi rischi eccessivi sperando di ottenere più spettacolo. Qualche anno fa al fine ottenere più suspence, c’era la tendenza, in caso di incidenti, ad interrompere le gare facendo ripartire le monoposto da ferme, con tutti pericoli del caso. Fortunatamente questo trend durò poco. Comunque sia queste nuove regole, piacciano o meno, vanno accettate, capite e tutti devono adattarsi il più in fretta possibile. Nel Gran Premio d’Australia si sono distinte alcune promesse, in primis il rookie Arvid Lindblad sulla Racing Bulls, segno che questa nuova F.1 verrebbe metabolizzata più facilmente dalle giovani leve. Per contro sono piovute critiche dai drivers più esperti.

Stella splendente – Da tempo si parlava della potenza della power unit Mercedes, al punto che sta tuttora tenendo banco l’accesa polemica sulla verifica del rapporto di compressione. Un asso nella manica che farebbe volare le W17E, che però è stato dichiarato legale dalla Federazione Internazionale. Se nei test la “Stella a Tre Punte” s’era un po’ nascosta, all’Albert Park ha sfoderato il suo potenziale nelle qualifiche monopolizzando la prima fila, rifilando 8 decimi alla prima Ferrari, quarta con Leclerc. Solo il bravo Hadjar s’è mantenuto a soli 24 centesimi dal poleman George Russell. Presupposti di una domenica trionfale e così è stato, ma non s’è trattato di un monologo schiacciante. Allo spegnimento dei semafori Russell è stato bruciato da Leclerc ed Antonelli s’è ritrovato addirittura settimo, rivelando poi che aveva la batteria a secco. Il tallone d’Achille della partenza tanto temuto dalla scuderia di Brackley s’è puntualmente manifestata, ma poi è entrata in azione la cavalleria. Russell si è riportato sul ferrarista dando vita ad una lotta al vertice. Mentre Antonelli è risalito 4° raggiungendo Hamilton 3°.  Al giro 13, l’arresto di Hadjar tradito dalla power unit ha causato la Virtual Safety Car ed è iniziato il valzer dei pit-stop con le due Mercedes ai box per passare dalle Pirelli medie alle dure. Rientrate in battaglia le W17E, grazie al loro passo costante e veloce, si sono riportate sul duo di testa composto da Leclerc ed Hamilton. Al 28° dei 58 passaggi, Russell non ha avuto grosse difficoltà a pigliarsi la leadership ai danni di Lewis (Leclerc aveva fatto la sosta 3 tornate prima) che pittando ha permesso ad Antonelli insediarsi al secondo posto. Da qui in avanti i drivers di Toto Wolff hanno potuto gestire il loro margine fino alla bandiera a scacchi. Malgrado il graining sull’anteriore sinistro, Russell manteneva un ritmo veloce, sinonimo di un ottimo pacchetto che consente alla vettura anglo-tedesca di non consumare eccessivamente le gomme. Per cui il punto di forza non si limita solo alla power unit made in Brixwotrh. L’impressione è che le W17E non abbiano voluto forzare più di tanto e che vantino ancora un ampio potenziale su cui fare affidamento. Pure Antonelli viaggiava su tempi eccellenti chiudendo a meno di 3” da George. Alle loro spalle, Leclerc giungeva ad oltre 15”. Se il weekend di George Russell, alla sua 6^ vittoria in carriera, è stato da 10 e lode e senza intoppi, Antonelli è stato alquanto abile a raddrizzare una situazione che ha rischiato di compromettere seriamente la sua trasferta australiana dopo il brutto crash avvenuto sul finire delle libere 3. L’auto distrutta è stata riparata a tempo di record dai meccanici e grazie alla bandiera rossa provocata dall’uscita di pista di Verstappen in Q1, il bolognese ha potuto centrare in extremis il passaggio in Q2. Impresa realizzata con un solo tentativo e senza aver provato il setup. Si sa, la fortuna aiuta gli audaci e Kimi ha ripagato la scuderia qualificandosi in 2^ piazza; poi la domenica ha concluso la missione incamerando 18 punti e battezzando la stagione salendo sul podio.

Cavallino Pimpante – Al termine delle qualifiche, nel box Ferrari non avevano nascosto la loro forte preoccupazione a fronte del gap subito dalle Frecce Nero-Argento. Charles Leclerc l’ha definito impressionante ed il team boss Frederic Vasseur ha parlato di una Mercedes di un altro pianeta. Lewis Hamilton invece è stato più polemico tornando sul “rapporto di compressione:” Sarei deluso che la FIA abbia permesso che fosse così, che non sia conforme al regolamento. E spingerò il mio team a fare la stessa cosa così possiamo avere più potenza.” La gara ci ha invece mostrato una Ferrari in grado di combattere e nelle fasi iniziali di pressare le Frecce Nero-Argento. La soluzione di montare una turbina più piccola sulla SF-26 ha permesso un’ottima partenza. Meno felice è stata invece la decisione di ritardare la sosta rispetto ai diretti rivali non differenziando la strategia: punti che hanno inciso sull’esito della competizione. Leclerc ha comunque arpionato il podio ed un rinvigorito Hamilton ha spinto fino alla bandiera a scacchi alimentato dalla voglia di raggiungere il “Principino”.  A differenza dell’anno passato, l’eptacampione inglese è parso più sicuro di se, meno cupo e con una gran voglia di rivincita per dimostrare che non è ancora bollito. Guarda caso è uno dei pochi ad aver tessuto elogi alle nuove auto definendole divertenti. La sua quarta piazza dopo esser scattato settimo è un segnale molto incoraggiante.

Lavori in corso – A lasciare Melbourne con i musi lunghi sono state McLaren e Red Bull. Con Piastri out, i Campioni del Mondo in carica, han potuto contare solo sull’apporto del neo iridato Lando Norris, che però h rimediato ben 51” secondi dal vincitore. Il britannico scattava sesto ed alla fine è riuscito a respingere gli assalti di un Verstappen sempre coriaceo (suo il giro veloce alla tornata 43), partito dal fondo col 20° tempo. Il quattro volte iridato olandese aveva infatti pregiudicato il risultato della domenica in curva 1 finendo contro le barriere dopo un testacoda. L’ennesima prova che tra le nuove monoposto e l’oranje c’è sempre meno feeling. Dopo averle definite durante i test “delle monoposto di Formula E con steroidi”, Mad Max ha rincarato la dose dopo le qualifiche:” Non mi sto divertendo per niente. Per me non fa nemmeno differenza dove mi qualifico. Che fossi stato davanti, o dove sono ora. Non provo alcuna emozione, sono completamente vuoto. Su questo circuito, con questi regolamenti, tutto è innaturale. Fondamentalmente devi stare il meno possibile sull’acceleratore ovunque per risparmiare batteria. Alcune curve devi affrontarle in modo diverso, in modo che quando esci puoi di nuovo risparmiare la batteria. Per me questo ha molto poco a che fare con le corse”. Un giudizio eloquente concluso in modo lapidario:” Se in aprile non dovessero esserci gare (causa la guerra che sta infiammando il Medio Oriente) potrò correre di più in Germania (al volante di una GT3 – ndr.). Quello mi piace di più.” Contrariato pure Norris, che dopo aver criticato Verstappen nei test, ha fatto marcia indietro:” Non è F.1. E’ un caos e si rischiano incidenti pericolosi. Noi stiamo guidando e siamo noi quelli che aspettano solo che succeda qualcosa, ed è davvero brutto. Non è una bella posizione in cui trovarsi, ma non possiamo farci nulla. È un peccato, è tutto molto artificiale, dipende da quello che decide di fare la Power Unit e da quello che a volte fa in modo del tutto casuale. Ti ritrovi superato da cinque macchine e a volte non puoi farci assolutamente nulla. Puoi avere differenze di 30, 40, 50 km/h e quando qualcuno colpisce un altro a quella velocità, voli, passi sopra le barriere e ti fai molto male, magari pure agli altri. È una cosa terribile da immaginare.” Al di là di questi malumori, è prematuro sentenziare su queste due compagini, visto che siamo solo al primo round. Nelle ultime stagioni, la McLaren s’è sempre distinta per la sua reattività e poi beneficia della tanto decantanta unità motrice Mercedes. Un discorso analogo possiamo farlo anche per la Red Bull. Questo 2026 segna il battesimo per la power unit progettata in casa con il supporto della Ford. Ebbene, il lavoro svolto dalla Red Power Train è encomiabile (smentendo le paure della vigilia) se pensiamo al terzo posto conquistato da Isack Hadjar, issatosi alle spalle di Russell ed Antonelli in qualifica. Il 21enne franco algerino al suo 2° anno nel Circus è rimasto tra i primi dopo lo start prima di venir tradito dall’unità motrice. Verstappen invece ha rimontato fino a raggiungere la 6^ piazza, siglando pure il giro veloce alla tornata 43, in 1’22”091. Aspettiamoci quindi di vedere sia McLaren che Red Bull progredire ed accorciare il divario. L’ipotesi di una pausa nel mese di aprile causata dalla cancellazione dei G.P. del Barhain e dell’Arabia Saudita consentirebbero loro di presentarsi a Miami il 3 maggio più competitive.

Tremors ! – Francamente, nessuno avrebbe mai ipotizzato di vedere l’Aston Martin in un quadro da incubo. Le vibrazioni provocate dal motore Honda, tali da mettere in seria difficoltà la guida dei piloti, danneggiare le componenti meccaniche e la mancanza dei ricambi, hanno afflitto la scuderia di Silverstone per tutto il fine settimana. Un vero e proprio incubo. Alla fine Lance Stroll ha resistito per 43 passaggi (era partito 22°), mentre Fernando Alonso ha alzato bandiera bianca dopo 21 giri, dopo essersi qualificato 17°. Anche per l’Aston Martin, il break di aprile sarebbe provvidenziale. Non è pensabile che un organico forte della presenza di un genio come Adrian Newey e di un colosso come la Honda, insieme agli ingenti capitali investiti sia relegato al mero ruolo di fanalino di coda. E’ noto che il motorista nipponico non sia mai stato celere a metabolizzare le rivoluzioni regolamentari, però una volta assimilate si prende la rivincita con gli interessi. Francamente ci lasciano un po’ perplessi le bordate tirate da Newey prima e da Alonso (poi all’indirizzo dei motoristi nipponici). Reazioni che non contribuiscono a rasserenare ed unire un ambiente sulla graticola.

Buona la prima! – Il debutto ufficiale dell’Audi nel Circus s’è concluso con i primi punti iridati, in virtù del 9° posto di Gabriel Bortoleto. Il 21 brasiliano al secondo anno di F.1, dopo esser approdato in Q3, ha tirato fuori gli artigli ed ha allietato la domenica della ex-Sauber, rimasta orfana di Nico Hulkenberg parcheggiato nel suo box.

In salita – Oltre all’Audi, il round australiano ha salutato l’esordio anche della Cadillac, ossia il 21° team. La compagine made in Usa, ha rispolverato i pensionati Valtteri Bottas e Sergio Perez ben conscia delle difficoltà a cui doveva far fronte. Partiti rispettivamente 18° e 19°, il finnico s’è ritirato, mentre il messicano è giunto 16° ed ultimo a tre giri da Russell.

Consistente – Decisamente più soddisfatti gli statunitensi della Haas, anch’essi motorizzati Ferrari. Oliver Bearman ha chiuso 7° recuperando terreno dopo aver preso il via 12°. In ombra Esteban Ocon che da 13° ha tagliato la finish a ridosso della top-ten.

Piccolo passo – Dopo un 2025 tribolato, l’Alpine s’è ripresentata in pista spinta dalla power unit Mercedes; una decisione presa alla faccia dello sciovinismo d’Oltralpe. Pierre Gasly ha chiuso decimo guadagnando 4 piazze dopo la qualifica, mentre Franco Colapinto dopo essersi messo in luce per il rocambolesco scarto allo start su Lawson, non è andato oltre il 14° posto.

Immagini Pirelli press

ORDINE D’ARRIVO:

1° –  George Russell (Mercedes) – 58 giri 1.23’06″801
2° – Andrea Kimi Antonelli (Mercedes) – 2″947
3° – Charles Leclerc (Ferrari) – 15″519
4° – Lewis Hamilton (Ferrari) – 16″144
5° – Lando Norris (McLaren-Mercedes) – 51″741
6° – Max Verstappen (Red Bull-Ford) – 54″617
7° – Oliver Bearman (Haas-Ferrari) – 1 giro
8° – Arvid Lindblad (Racing Bulls-Ford) – 1 giro
9° – Gabriel Bortoleto (Audi) – 1 giro
10° – Pierre Gasly (Alpine-Mercedes) – 1 giro
11° – Esteban Ocon (Haas-Ferrari) – 1 giro
12° – Alexander Albon (Williams-Mercedes) – 1 giro
13° – Liam Lawson (Racing Bulls-Ford) – 1 giro
14° – Franco Colapinto (Alpine-Mercedes) – 2 giri
15° – Carlos Sainz (Williams-Mercedes) – 2 giri
16° – Sergio Perez (Cadillac-Ferrari) – 3 giri

RITIRATI:
Lance Stroll (Aston Martin-Honda)
Fernando Alonso (Aston Martin-Honda)
Valtteri Bottas (Cadillac-Ferrari)
Isack Hadjar (Red Bull-Ford)

NON PARTITI:
Oscar Piastri (McLaren-Mercedes)
Nico Hulkenberg (Audi)

CLASSIFICA PILOTI:
1° Russell 25 – 2° Antonelli 18 – 3° Leclerc 15 – 4° Hamilton 12 – 5° Norris 10 – 6° Verstappen 8 – 7° Bearman 6 – 8° Lindblad 4 –  9° Bortoleto 2 – 10° Gasly 1

CLASSIFICA COSTRUTTORI:
1^ Mercedes 43 – 2^ Ferrari 27 – 3^ McLaren-Mercedes 10 – 4^ Red Bull-Ford 8 – 5^ Haas-Ferrari 6 – 6^ Racing Bulls-Ford 4 – 7^ Audi 2 – 8^ Alpine-Mercedes 1

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