Immagini ©Massimo Campi
Nella seconda metà degli anni ’70 il mondo delle gare endurance cambia radicalmente con l’avvento delle vetture Gruppo 5 la nuova categoria che dovrebbe ridare vita alle gare di durata con vetture altamente preparate derivate da quelle di serie. Le Silhouette, come vengono chiamate, incontrano il favore dei costruttori tedeschi, in particolare della Porsche che ha in casa la 911 Turbo, pronta per essere sviluppata nelle competizioni con le specifiche del Gruppo 4 (quelle meno preparate) e Gruppo 5, in pratica dei veri prototipi che mantengono solo alcune sembianze con le vetture di serie.
La Porsche 935, mantiene solo pochi elementi dalla 911 Turbo tra cui la forma dell’abitacolo e l’architettura di base della meccanica. Il flat six della 935 ha una potenza di oltre 600 cv e dopo cinque anni sarà la vettura che riporterà in casa Porsche il titolo Mondiale Marche. Dal 1976 al 1981 il dominio della 935 sarà quasi totale nelle sue varie versioni, compreso quelle sviluppate dai preparatori come Kremer e Loos che vincono le gare principali.
La casa di Stoccarda, per conquistare la 24 Ore di le Mans, realizza per l’edizione 1978 la 935/78, il progetto più estremo della vettura tedesca. Per le dimensioni giunoniche ed il colore ufficiale bianco usato nei primi collaudi, il modello 935/78 viene soprannominato “Moby Dick” e raggiunge ben 366 Km/h sul lungo rettifilo delle Hunaudières, conquistando il primato ufficioso di Porsche 911 più veloce mai costruita.
La Moby Dick partecipa solo a 4 gara tra cui la 6 Ore di Silverstone dove conquista la vittoria. A Le Mans la 935/78 è seconda in griglia ma i problemi di affidabilità del motore non fanno raggiungere il risultato alla casa di Stoccarda, la vettura guidata da Manfred Schurti e Rolf Stommelen si classifica all’ottavo posto a causa di una perdita d’olio che impedisce alla vettura di esprimere al meglio il suo potenziale. Dopo questa gara, la vettura viene inviata al Museo Porsche e non corse mai più.
Dalla 935/78, nel 1981 nasce la Porsche 935/81 realizzata dalla Team Joest. Il pilota Reinhold Joest fonda nel 1978 la sua scuderia e subito si lega alla casa tedesca. Dopo aver notato le potenzialità della 935/78, chiede al reparto corse di Zuffenhausen di prestare i disegni per poter costruire due 935/78 nella sua officina, con l’obiettivo di partecipare al campionato nazionale tedesco. La prima vettura, con Jochen Mass ottiene un terzo, un secondo e un primo posto prima di essere noleggiata e poi venduta al Team Momo di Gianpiero Moretti per correre nella gare IMSA in America. La 935/81 Moby Dick è spinta dal boxer 6 cilindri da 3,2 litri a aria preparato dalla squadra clienti tedesca, che eroga 700 cavalli anziché gli oltre 800 CV della versione ufficiale con testate a quattro valvole e raffreddate a liquido.
Giampiero Moretti corre con la Porsche 935/81 per tre stagioni, nelle gare più lunghe viene affiancato da piloti affermati come Bobby Rahal e Mauro Baldi. I secondi posti nelle gare IMSA di Mid-Ohio e Portland del 1981 rimangono i migliori risultati del Team Momo con la vettura realizzata da Joest.
Nel 1982 viene realizzato il secondo esemplare per John Fitzpatrick. Tra i risultati ottenuti dalla Moby Dick/81 c’è la vittoria di classe alla 24 Ore di Le Mans 1982, ottenuta dal John Fitzpatrick Racing con il quarto posto assoluto alle spalle dei tre prototipi Porsche 956 Gr.C ufficiali, dominatrici al debutto nella classica gara di durata. La 935/81 è iscritta nella categoria IMSA GTX, oltre al team manager e pilota inglese, l’abitacolo è condiviso con David Hobbs, altro pilota britannico di grande esperienza nella gare endurance.














