F1 2025 – Las Vegas: Trionfo di Verstappen e McLaren squalificate

il commento di Carlo Baffi

L’olandese s’impone perentoriamente sulla Red Bull e riapre il mondiale a fronte della doppia sanzione subita da Norris e Piastri per l’eccessivo consumo del plank. Sul podio sale quindi la Mercedes con Russell secondo ed uno splendido Antonelli, terzo dopo esser partito 17°. Corsa incolore della Ferrari, rispettivamente 4^ con Leclerc e 8^ con Hamilton, scattato 20°.

Come da copione, la capitale del gioco d’azzardo ha riservato un colpo di scena che potrebbe rivoluzionare la corsa all’iride. Oltre all’indiscutibile trionfo in gara, Max Verstappen ha realizzato il suo jackpot a motori spenti quando una doccia gelata, in linea con le temperature locali, s’è abbattuta sulla McLaren. Terminata la coreografica cerimonia del podio e con il paddock già in procinto di traslocare in Qatar dove si correrà domenica prossima, ha iniziato a circolare la notizia di un’investigazione in corso sulle due vetture papaya. La classifica è rimasta sub iudice per alcune ore, poi ecco la sentenza implacabile: Norris giunto secondo e Piastri quinto venivano esclusi dalla classifica per un’irregolarità emersa nel corso delle verifiche. Un provvedimento che automaticamente si traduce nel tanto temuto doppio zero che evapora i punti importantissimi conseguiti dalla coppia McLaren. Norris in particolare si ritrova Verstappen a 24 punti quando alla fine mancano due Gran Premi ed una Sprint Race. Della serie tutto è possibile, compreso un rush conclusivo a tre in quel di Abu Dhabi che ci riporta alla memoria il palpitante epilogo del 2021 tra “Mad Max” ed Hamilton. Il tutto per la gioia di Liberty Media che vedrà impennarsi ulteriormente lo share di un campionato che fino ad agosto pareva chiuso, con i titoli piloti e costruttori in viaggio verso Woking.

Predatore a caccia – Nelle interviste post-gara un soddisfatto Max Verstappen, interrogato sulla rincorsa al titolo, aveva ammesso che il gap da Norris era grande, ma che avrebbe dato il massimo nei prossimi round e poi calata la bandiera a scacchi a Yas Marina avrebbe tirato le somme. In pratica, se la sarebbe giocata di volta in volta correndo senza particolari ansie da prestazione. L’atteggiamento migliore soprattutto se combinato con la sua esperienza e la sua classe cristallina. Poi di botto, s’è ritrovato secondo al pari di Piastri e col distacco dal leader dimezzato. Da qui sorge spontanea una domanda: cosa s’inventerà per mandare in tilt la concorrenza?  Aritmetica a parte, “Super Max” si trova in una posizione favorevole perché non ha nulla da perdere a differenza di Norris ed è abilissimo ad irretire i rivali. Inoltre qualora non dovesse raggiungere la sua quinta corona consecutiva con la Red Bull, non figurerebbe come il grande sconfitto del 2025. Mai come ora è il pilota più quotato del Circus anche da un punto di vista mediatico, proprio per quanto è riuscito a realizzare al volante di una RB21 che era ben lungi dal missile degli anni passati (quelli dell’era Newey) e che soltanto lui è riuscito a domare e riportare al top in un’annata alquanto problematica. In Nevada dopo aver preso subito la leadership ha salutato tutti ed ha condotto indisturbato sino al termine, facendo registrare pure il giro più veloce in 1’33″365 all’ultima tornata. Si sa, vuole stravincere. Norris ha cercato di avvicinarlo tra il 37° ed il 42° passaggio, ma ha risposto per le rime facendo desistere il britannico che è giunto secondo ad oltre 20”. Per gli amanti dei numeri, Verstappen ha colto il suo 6° successo dell’anno raggiungendo 69 vittorie con la Red Bull e si avvicina al record di Michael Schumacher che totalizzò 72 trionfi con la Ferrari. Se osserviamo il suo ruolino di marcia a partire dall’Olanda, era il 31 agosto, ha vinto 5 volte in otto round, in cui è sempre andato a podio. Ha totalizzato 179 punti contro i 115 di Norris e gli 82 di Piastri. Si sta divertendo come un matto perché ama e vive il motorsport a 360°, dalle piste ai videogames. In Nevada ha agguantato una delle sue prede e fiuta la prossima. Vi ricordate la sequenza di Jurassic Park in cui l’arrivo del T-Rex è preceduto dalle vibrazioni dei suoi passi pesanti? Ecco, forse potrebbe essere la sensazione che sta provando Norris, perché sa benissimo che a “Rex-stappen” l’appetito vien mangiando. Battute a parte, oltre ai meriti di questo fenomeno, dobbiamo soffermarci anche sulla resuscitata Red Bull. Le statistiche sopracitate sono la prova provata che la metamorfosi ha preso corpo in estate, guarda caso quando è arrivato Laurent Mekies, il nuovo Team Principal sostituto del pluri vincente Chris Horner. Eravamo a luglio e nel primo appuntamento del nuovo corso, Max s’impose nella Sprint Race di Spa e la domenica chiuse 4°. Seguì un deludente 9° posto a Budapest e poi da Zandvoort i tecnici hanno sbloccato il potenziale della RB21. Miracolo? No. E’ più probabile che a Milton Keynes siano tornati a respirare un’aria più serena dopo i lunghi mesi della feroce faida interna. Epurato Horner, la parte austriaca legata all’eminenza grigia di Helmut Marko, controlla il timone e asseconda Verstappen ritenuto ancor più di prima il faro della squadra. La monoposto gli viene sempre confezionata come un abito sartoriale e pazienza se il suo compagno Yuki Tsunoda deve sudare sette camicie ogni volta che scende in pista. Da quarta forza che era alla vigilia dell’Olanda, la Red Bull è terza e delle 197 lunghezze incamerate, 179 portano la firma dell’iridato. Se gli riuscisse la grande rimonta riconfermandosi campione diverrebbe automaticamente leggenda. E potrebbe accadere.

La sindrome di Tafazzi – Alla vigilia di Las Vegas la classifica vedeva Lando Norris come il candidato numero uno alla vittoria finale grazie alle sue 24 lunghezze su Piastri ed alle 49 su Verstappen. L’unico rischio potenziale era dato da un clamoroso errore del pilota complice la pressione visto l’avvicinarsi di un traguardo tanto ambito. Oppure da una sconsiderata battaglia fratricida col compagno e l’eliminazione di entrambi. Invece la topica l’ha fatta il team, proprio quello che ha stradominato tra i costruttori dando l’impressione di essere una macchina da guerra perfetta. Ai controlli, lo spessore del pattino di legno posto sotto la vettura risultava inferiore dei 9mm previsti dall’Art. 3.5.9 del regolamento tecnico: misurazioni effettuate ripetutamente, che rilevavano sempre l’infrazione giudicata dai commissari involontaria e non dolosa. All’origine del problema (assai noto in casa Ferrari), potrebbe aver giocato il porpoising che facendo saltellare la monoposto ha consumato eccessivamente il pianale. E’ risaputo che la MCL39 viaggia molto vicino a terra senza deteriorare particolarmente il plank (è uno dei suoi punti di forza). L’anomalia del porpoising avrebbe spiazzato il team complice la riduzione del tempo a disposizione nelle prove libere. Vano il richiamo via radio a 7 giri dalla fine con cui si invitava Lando a rallentare. Gli uomini di Zak Brown hanno portato delle giustificazioni che però sono state respinte ed hanno dovuto accettare il duro verdetto rinunciando al ricorso. Doveroso il mea culpa del Team Principal Andrea Stella:” Ci scusiamo con Lando ed Oscar per la perdita di punti in un momento cruciale della loro corsa al campionato dopo due ottime prestazioni per tutto il weekend” Ma il tecnico e manager pensa già all’immediato futuro dichiarando:” Sebbene questo risultato sia estremamente deludente, rimaniamo concentrati sulle ultime due gare della stagione”. La trasferta negli States era vista con un certo timore dai “papaya boys” per via della pista che non sposava al meglio le caratteristiche della MCL39. Occorreva capitalizzare il massimo risultato possibile ed alla fine la missione era stata compiuta. Norris era stato perfetto in qualifica siglando le pole ed in gara ha pensato saggiamente ad incamerare i 18 punti del 2° posto dietro all’olandese, dopo uno start tanto aggressivo quanto ingenuo in cui s’era ritrovato addirittura terzo. Piastri, anche se non era mai stato in grado in grado di lottare al vertice (segno che la crisi persiste), alla fine incamerava 12 lunghezze. Lando poteva quindi contare su un vantaggio di 30 punti su Oscar e 42 su Max, un quadro ideale per gestire senza grossi affanni i prossimi round. Invece l’inglese s’è ritrovato dalle stelle alle stalle restando inchiodato a quota 390 anziché 408, mentre l’australiano da 378 tornava a 366, agguantato da Verstappen. Piastri è tenuto ancora in gioco dalla matematica, però ci sembra il meno accreditato dei tre dato il suo trend negativo partito da Baku. Quel doppio crash ha minato le sue certezze facendolo piombare in una crisi di risultati che hanno evidenziato delle fragilità sconosciute, che però ci possono stare in un giovane, classe 2001, al suo terzo anno in F.1. E qui si tocca l’aspetto psicologico che riguarda pure Norris e che potrebbe risultare determinante nelle prossime due settimane. D’accordo il 26enne di Bristol può contare su una vettura sempre molto efficace, è parso molto più maturo negli ultimi mesi ed avrà pure a disposizione un match point in Qatar, ma lo attende la prova del nove dal momento che si ritrova a lottare contro un avversario che ha sempre sofferto. Anche a Las Vegas lo si è visto in partenza quando Lando ha chiuso Max verso il muro finendo largo in curva 1. Norris sarà dunque l’uomo di punta McLaren potendo ancora contare su un discreto margine, che però gli impone di non sbagliare e di marcare stretto il suo eterno nemico. Sarà quindi chiamato a governare una pressione notevole ed a tenere lontani i vecchi fantasmi. Una sfida ulteriore che gli si presenta proprio nel momento in cui il cammino pareva fosse in discesa. Norris non ha nascosto il suo profondo rammarico, ma ha cercato di voltare subito pagina pensando al Qatar:” Scenderemo in pista puntando ad ottenere la migliore prestazione possibile in ogni sessione.” Un atteggiamento costruttivo che potrebbe dargli una nuova carica.

Doppio podio – Anche quest’anno la Mercedes s’è messa in luce a Las Vegas. Se nel 2024 fu doppietta con Russell davanti ad Hamilton, l’inglese, scattato 4° è stato bravo a restare sempre in zona podio dopo aver occupato anche la seconda piazza malgrado un fastidioso malfunzionamento allo sterzo che lo ha perseguitato sin nelle qualifiche. Poi con il patatrac McLaren da terzo s’è preso il posto d’onore. Complimenti a George saldamente 4° nel mondiale a quota 294. Non ce ne voglia, ma riteniamo che gli onori della cronaca sia doveroso riservarli al nostro Andrea Kimi Antonelli. Per la prima volta sul cittadino statunitense, il giovane s’è messo in luce nella PL2 col secondo miglior crono per poi subire una grossa delusione in qualifica. Complice l’acquazzone e le condizioni della pista che mutavano rapidamente, il rookie non è andato oltre la Q1 a causa di un suo errore nel finale. Morale, 17° tempo e gara tutta in salita, ma il bolognese non s’è affatto perso d’animo e come al solito ha resettato e reagito. S’è schierato azzardando le gomme soft ed allo spegnimento delle luci è stato abile a schivare la baraonda scatenata da Bortoleto. Nell’immediato regime di Virtual Safety Car, ha montato le hard dando vita ad una risalita incredibile non strapazzandole sino alla fine. E questo dopo aver appreso di un penalty di 5” per partenza anticipata (era il giro 17). Dai replay si percepirà un movimento minimo dell’auto numero 12 sulla piazzuola. Antonelli stesso ha ammesso di non essersi nemmeno accordo del suo jump start. Comunque sia, la scommessa di Toto Wolff ha proseguito la sua mission imperterrito, segno inequivocabile della sua crescita costante. Nonostante il normale degrado delle Pirelli bianche, è stato abilissimo a respingere gli attacchi di Piastri incalzato da Leclerc. Al giro 38 dei 50 previsti, l’australiano ha affondato il colpo in curva 14, ma Kimi ha replicato con maestria. Dopo aver tagliato la finish line 5° è arrivata pure la ciliegina sulla torta del suo terzo podio stagionale. Wolff ha definito la corsa di Antonelli come la migliore dell’anno sottolineando il fantastico lavoro fatto con gli pneumatici. Grazie ai 33 punti conquistati dalla sua coppia di piloti, la “Stella a Tre Punte” blinda lo status di 2^ forza tra i costruttori issandosi a quota 431, 40 lunghezze in più dalla Red Bull terza.

Evanescente – Le parole del Presidente John Elkann pronunciate all’indomani di Interlagos hanno fatto molto discutere, ma all’atto pratico non hanno sortito grandi benefici. I piloti finiti nel mirino, hanno ribadito il loro impegno alla causa di Maranello, però al termine di un’altra gara in salita hanno espresso la loro frustrazione. La squalifica delle McLaren-Mercedes ha regalato 16 lunghezze, che però non schiodano il Cavallino dal 4° posto tra i costruttori a quota 378, preceduto dalla Red Bull e dalla Mercedes. Charles Leclerc, qualificatosi 9°, ha dato il massimo per l’ennesima volta, ma dopo aver raggiunto Piastri ed Antonelli non è riuscito a metterli dietro. Lewis Hamilton invece, dopo il disastro in qualifica che l’ha visto uscire di scena dopo la Q1, è partito 20° risalendo nella top-ten. Purtroppo, per lui, è stato anche urtato da Albon che cercava di passarlo. Eloquente il suo commento a fine gara:” Sono sicuro di aver esaurito i miei desideri. Vorrei regalare una soddisfazione ai ragazzi del team nelle prossime due gare. Questo è il mio obiettivo.” La stagione 2025 è un incubo interminabile per “Sir Lewis” che al di là del successo nella Sprint Race in Cina non è più salito sul podio ed è regolarmente dietro a Leclerc. Un’involuzione incomprensibile per un sette volte iridato che sta attraversando il momento più buio della sua lunga e gloriosa carriera.

Carlito’s way – Dopo 3 Gran Premi a secco, Carlos Sainz jr. s’è ampiamente riscattato nelle strade di Las Vegas. In qualifica ha siglato il terzo crono, in corsa è stato quarto salendo addirittura in terza piazza prima del suo pit-stop (giro 23). Rientrato alle spalle di Piastri e poi dietro a Leclerc, ha condotto la sua FW47 al 5° posto tenendosi dietro il sempre coriaceo Hadjar. I 10 punti incamerati, a differenza del compagno Albon ritiratosi al 37° giro (dopo il contatto con Hamilton), rafforzano la 5^ posizione nella graduatoria costruttori della scuderia d’oltre Manica.

Mucchio selvaggio – Nella top ten entrano con grande merito Isack Hadjar sesto dopo esser partito ottavo, i cui punti permettono alla Racing Bulls-Honda di consolidare la sua 6^ piazza raggiungendo quota 90. Plauso anche a Nico Hulkenberg 7° e ancora a punti dopo il 9° posto in Brasile. Grazie ad una gara consistente del teutonico, la Sauber si rifà del momento difficile che sta attraversando Gabriel Bortoleto nuovamente out dopo una collisione in partenza in cui ha centrato Stroll e Colapinto, dovendo poi ritirarsi. Una manovra scriteriata per la quale è stato punito con 5 posizioni di arretramento a Doha e 2 punti sulla patente. A chiudere i primi dieci troviamo la coppia Haas-Ferrari rispettivamente con Esteban Ocon e Oliver Bearman. Il britannico, che allo start è salito da 14° a 7°, conferma il suo buon momento concludendo a punti per il 5° G.P. di fila. La scuderia a stelle e strisce sale settima scavalcando una deludente Aston Martin ormai concentrata sul 2026 e confida nel genio di Adrian Newey.

Immagini – Pirellipress


Ordine d’arrivo:

1 – Max Verstappen (Red Bull-Honda) – 50 giri
2 – George Russell (Mercedes) – 23″546
3 – Andrea Kimi Antonelli (Mercedes) – 30″488 **
4 – Charles Leclerc (Ferrari) – 30″678
5 – Carlos Sainz (Williams-Mercedes) – 34″924
6 – Isack Hadjar (Racing Bulls-Honda) – 45″257
7 – Nico Hulkenberg (Sauber-Ferrari) – 51″134
8 – Lewis Hamilton (Ferrari) – 59″369
9 – Esteban Ocon (Haas-Ferrari) – 1’00″635
10 – Oliver Bearman (Haas-Ferrari) – 1’10″549
11 – Fernando Alonso (Aston Martin-Mercedes) – 1’25″308
12 – Yuki Tsunoda (Red Bull-Honda) – 1’26″974
13 – Pierre Gasly (Alpine-Renault) – 1’31″702
14 – Liam Lawson (Racing Bulls-Honda) – 1 giro
15 – Franco Colapinto (Alpine-Renault) – 1 giro

** 5″ di penalità

Ritirati:
Alexander Albon: (Williams-Mercedes)
Gabriel Bortoleto: (Sauber-Ferrari)
Lance Stroll: (Aston Martin-Mercedes)

Classifica piloti:

1° Norris 390; 2° Piastri, Verstappen 366; 4° Russell 294; 5° Leclerc 226; 6° Hamilton 152; 7° Antonelli 137; 8° Albon 73; 9° Hadjar 51; 10° Hulkenberg 49; 11° Sainz 48; 12° Bearman 41; 13° Alonso 40; 14° Lawson 36; 15° Stroll, Ocon 32; 17° Tsunoda 28; 18° Gasly 22; 19° Bortoleto 19

Classifica costruttori:
1^ McLaren-Mercedes 756; 2^ Mercedes 431; 3^ Red Bull-Honda 391; 4^ Ferrari 378; 5^ Williams-Mercedes 121; 6^ Racing Bulls-Honda 90; 7^ Haas-Ferrari 73; 8^ Aston Martin-Mercedes 72; 9^ Sauber-Ferrari 68; 10^ Alpine-Renault 22

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