WEC 2025: la Ferrari 499P conquista l’alloro mondiale
Immagini ©Massimo Campi, Daniele Paglino, Raul Zacchè/Actualfoto
Il 2025 rimarrà l’anno del grande ritorno della Ferrari al vertice dell’Endurance mondiale. Il rosso di Maranello torna a brillare sui circuiti di tutto il mondo dopo oltre mezzo secolo, precisamente dal 1972, quando la Ferrari 312PB conquistava il Campionato Mondiale Marche. La Ferrari ed i grandi prototipi per gare di durata, una storia iniziata negli anni ’50, interrotta a fine 1973 per poi riprendere ufficialmente nel 2023. Nel mezzo la Ferrari F333SP, la barchetta voluta da Giampiero Momo Moretti che ha conquistato vittorie e campionati nelle mani dei team privati.
Anni ’50, l’inizio della storia con le barchette
Allora si chiamavano le vetture “Sport” in pratica barchette derivate dalle coupè che correvano soprattutto nella gare stradali. La Ferrari nasce nel dopo guerra, quando l’Italia e l’Europa sono pronti a ripartire dal periodo bellico e le gare automobilistiche servono a testare i nuovi prodotti ed a fare pubblicità ai grandi marchi automobilistici. La Ferrari è una piccola entità, ma molto motivata e diventa subito protagonista nel 1949 vincendo la Mille Miglia e poche settimane dopo la prima 24 Ore di le Mans del dopoguerra con la 166MM pilotata da Luigi Chinetto e Lord Selsdon. In breve tempo il Cavallino Rampante diventa il marchio di riferimento con le sue vetture veloci, verniciate di rosso che emettono il rombo del V12. Nel 1953 nasce il campionato mondiale marche, quello dedicato alle gare di durata che diventeranno ben presto le competizioni più seguite dal pubblico. Ci corrono le vetture sport che in seguito verranno rinominate prototipi e le vetture granturismo. Le sport-prototipo sono quelle più veloci, spesso pilotate dai piloti ufficiali delle case e da quelli delle migliori scuderie private.
Le loro vittorie servono a fare pubblicità alle case costruttrici che poi vendono le vetture da competizione e le sportive stradali ai nuovi facoltosi proprietari protagonisti del boom economico. Si corre soprattutto nelle maratone stradali e nei circuiti storici come Le Mans o ricavati da ex aeroporti militari. Le vetture di Maranello sono tra le protagoniste principali con vittorie alla Carrera Panamericana e Mille Miglia, dove le varie 375 Plus, 290MM, 3125S o le Sport 750 Monza sono spesso sul gradino del podio con i vari piloti.
1958-1965 – il cavallino domina la scena mondiale
Ben presto finiscono le gare su strada, le vetture sono sempre più potenti con relativi incidenti e drammi tra il pubblico ed i piloti. La Carrera Panamericana finisce nel 1954, la Mille Miglia nel 1957 con il dramma della Ferrari di De Portago. L’incidente peggiore è a Le Mans 1955, ma la corsa resiste nonostante il grande dramma.
La Federazione Internazionale pone i primi limiti inizialmente con una riduzione di cilindrata a tre litri per le vetture Sport-Prototipo, le più veloci in gara, che poi verrà ampiamente superata con l’arrivo di nuovi costruttori. La Ferrari è sempre più protagonista con la sua 250 Testarossa che vince la 24 Ore di Le Mans nel 1958, ’60, ’61, ’62.
Il periodo d’oro delle gare di durata con le grandi sfide tra Ferrari, Ford e in seguito Porsche
Gli anni d’oro delle gare di durata vanno in scena con la sfida Ford-Ferrari a metà degli anni ’60. Henry Ford lancia la sfida al piccolo costruttore americano con la GT40. Sarà una guerra basata tra i grandi mezzi e motori V8 di oltre 7 litri del colosso statunitense, contro una piccola squadra corse, i 12 cilindri di 4 litri e la grande esperienza del Drake di Maranello. E’ una battaglia senza esclusione di colpi, la Ferrari corre con i prototipi a motore posteriore e vince l’ultima Le Mans dello scorso secolo con la 250LM della Scuderia NART di Rindt e Gregory.
La Ford dopo tre anni riesce a conquistare l’ambito trofeo delle 24 Ore di Le Mans nel 1966, la Ferrari vince il titolo mondiale nella stagione successiva con la bellissima e veloce 330P4. I prototipi sono sempre più veloci, la FIA impone un limite di cilindrata di 3 litri per i prototipi e 5 litri per le sport che devono essere realizzate in almeno 50 esemplari. Maranello ritorna in lizza dopo l’accordo con la Fiat e la riduzione a soli 25 del numero di esemplari prodotti necessari per le vetture Sport. Intanto la Porsche si fa strada sulla scena mondiale, prima con le 908 di tre litri e successivamente con la 917che sovrasta la 512S Italiana.
Dal 1972 cambia nuovamente lo scenario, abolite le grosse sport di 5 litri si corre con i nuovi prototipi di 3 litri. A Maranello viene realizzato il prototipo 312P con il 12 cilindri piatto della Formula 1 che vince l’ultimo titolo mondiale per la Ferrari nel 1972 per poi abbandonare la scena a fine 1973 per dedicarsi esclusivamente ala F.1.
Riparte la storia negli anni ‘90 grazie alla 24 Ore di Le Mans, l’America e la Ferrari 333SP
Il mondo del motorsport è dominato dalle gare in monoposto ma c’è ancora voglia di gare con le ruote coperte e la lenta rinascita arriva dalle gare americane a dalla Automobile Club de l’Ouest (ACO), ultimo baluardo rimato che continua a resistere organizzando la 24 Ore di le Mans. L’IMSA vara una nuova categoria tecnica basata sulle World Sport Car, semplici vetture barchetta con motori derivati dalla serie. Rinascono le gare per le granturismo con la serie BPR nel vecchio continente e la ACO ammette alla maratona della Sarthe le WSC con le Granturismo che hanno dato vita alla categoria Gt1, in pratica dei prototipi con l’estetica di supercar.
Nel 1994 debutta la Ferrari 333SP, la barchetta WSC ideata a Maranello, con il V12 della F50 in vendita per i piloti privati, la barchetta voluta da Giampiero Momo Moretti e Piero Ferrari che contribuisce al rilancio delle gare endurance nel mondo. La F333SP vince a Daytona e Sebring e vari campionati in America e Europa, pur non avendo mai corso in versione ufficiale sarà il prototipo con il maggior numero di vittorie, oltre 60, prodotto a Maranello.
Le Hypercar e la Ferrari nuovamente mondiale con la 499P
Nel 2012 riparte la serie mondiale con il WEC ma dopo anni di lotte tra Toyota, Porsche, Audi, il mondiale endurance si è dovuto ridimensionare. Nascono le nuove Hypercar, la stagione 2023 è quella del rinnovato interesse anche del pubblico per le gare di durata grazia anche al debutto della Ferrari 499P. Il cavallino rampante fa il suo ritorno nel grande giro dell’endurance dopo mezzo secolo e subito dimostra all’altezza degli avversari con la pole position all’esordio a Sebring e la vittoria nella edizione n.100 della 24 Ore di Le Mans con Alessandro Pier Guidi, Antonio Giovinazzi e James Calado.
Nel 2024 la lotta si fa serrata tra Toyota, Ferrari e Porsche con i tre contendenti al titolo che hanno i loro momenti di gloria. La Ferrari conquista nuovamente la vittoria nella 24 Ore di Le Mans con Antonio Fuoco, Nicklas Nielsen e Miguel Molina. La terza vittoria consecutiva della Ferrari a Le Mans arriva nel 2025 con la gialla vettura della AF Corse pilotata da Robert Kubica, Ye Yifei e Philip Hanson.
Il trionfo Ferrari si compie in Bahrain, nell’ultima gara della stagione 2025 quando la 499P n.50 di Antonio Fuoco, Miguel Molina e Nicklas Nielsen sale sul gradino più basso del podio seguita dalla sorella n.51 pilotata da Alessandro Pier Guidi, James Calado e Antonio Giovinazzi che conquistano il titolo Mondiale Piloti oltre a quello Mondiale Endurance della squadra di Maranello. La terza Ferrari, n.83 della AF Corse, è campione Mondiale delle squadre private. Un successo tanto atteso dall’ultimo conquistato nel 1973, a dimostrazione di un progetto valido e ben gestito dagli uomini capitanati da Antonello Coletta, Amato Ferrari e Ferdinando Cannizzo.
LE SPORT PROTOTIPO – DAL MONDIALE MARCHE AL WEC Di Massimo Campi – Giorgio Nada Editore
Per approfondimenti: https://www.giorgionadaeditore.it/catalogo/sport_corse.html?p=2152-le-sport-prototipo-dal-mondiale-marche-al-wec

















