Formula 1

Published on Marzo 25th, 2024 | by Massimo Campi

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Formula 1 a Melbourne: Trionfa Sainz!

Di Carlo Baffi

La Ferrari firma una splendida doppietta in Australia con Sainz e Leclerc. Il poleman Verstappen messo ko al 4° giro da un guasto ai freni della sua Red Bull. Terzo Norris con la McLaren davanti al compagno Piastri. Fine settimana terribile per la Mercedes, fuori sia con Hamilton, che con Russell vittima di un rovinoso incidente senza conseguenze per il pilota inglese.

Il Gran Premio d’Australia, giunto alla sua 87^ edizione, ci ha regalato un risultato che deve sorprenderci fino a un certo punto. Già dal venerdì la Ferrari è stata competitiva con Charles Leclerc autore della migliore prestazione e Carlos Sainz terzo nelle Libere 2. Idem nelle Libere 3 del sabato con Max Verstappen a sandwich tra le due rosse. Poi in qualifica, il Campione del Mondo ha piazzato la zampata vincente pigliandosi la pole per 270 millesimi su Sainz, mentre Leclerc era quinto complice una regolazione errata. Un’occasione perduta per la Ferrari, che però confermava di avere un buon potenziale anche in vista della gara (buona anche la gestione del graining), testimoniato dall’ottimismo del Team Principal Frederic Vasseur:” Siamo più vicini a loro (le Red Bull ndr.), ma non siamo ancora primi. Ora concentriamoci sulla gara.” Per contro l’alieno Verstappen appariva un po’ nervoso coi suoi tecnici, nonostante la pole fosse arrivata grazie ad una sua magia. Forse l’olandese aveva percepito che la SF24 era più vicina rispetto ai G.P. precedenti e gli avrebbe dato più filo da torcere del previsto. Un sesto senso che si sarebbe trasformato in incubo sin dai primissimi chilometri della corsa e culminato poi con un ritiro inaspettato. La Ferrari è stata abilissima a sfruttare questa battuta a vuoto dei primi della classe, così come fece l’anno scorso a Singapore sempre con Sainz. Ha capitalizzato al massimo il risultato con una doppietta che mancava dal G.P. del Bahrain 2022; allora a vincere fu Leclerc. Per gli amanti delle statistiche, l’ultimo uno-due del Cavallino in Australia risale a vent’anni fa. Era il 7 marzo 2004, il tracciato era sempre quello di Melbourne ed i piloti erano Michael Schumacher (il vincitore) e Rubens Barrichello. Parliamo degli anni d’oro del dominio Ferrari in F.1. L’abbandono di Verstappen è stato la chiave di volta della gara, con le Ferrari che dopo hanno potuto gestire il vantaggio, malgrado la pressione delle McLaren ritornate in auge. Un risultato che fa della Rossa la seconda compagine del campionato. Saggia la decisione al 21° giro da parte del box del Cavallino di ordinare a Leclerc di non attaccare Sainz e di salvaguardare le gomme. Meglio non turbare l’armonia tutt’ora presente tra i due piloti.

10 e Lode! – In due settimane gli è successo di tutto e di più. Dall’improvviso ricovero e conseguente intervento per appendicite a Jeddah, al rientro lampo in Australia con volo dall’altro capo del mondo e la vittoria, la terza in carriera ottenuta al volante della Ferrari. E dire che nel giovedì di Melbourne aveva ammesso di non essere al 100%, tant’è che la Ferrari aveva riallertato il rookie Oliver Bearman. Questo il riassunto degli ultimi quindici giorni di Carlos Sainz jr., oggi definito stoico ed eroico. Senza aggiungere un inizio stagione contrassegnato da emozioni forti: dal mancato rinnovo di contratto a Maranello, al podio centrato in Bahrain nel primo Gran Premio. Alti e bassi a ripetizione, come andare sulle montagne russe, tanto per citare il paragone fatto dallo stesso Sainz. Mai come quest’anno l’iberico è super motivato ed è forse questa la molla che lo sta spingendo a dare il massimo per dimostrare a tutti che si merita il sedile in un top team. Al tempo stesso è tranquillo, sgravato da qualsiasi fardello psicologico in quanto non ha più nulla da perdere. Carlos è scattato bene seguendo da vicino Verstappen ed alla seconda tornata l’ha superato approfittando delle difficoltà di una Red Bull zoppicante. Successivamente ha mantenuto il comando, ha effettuato le soste dopo i suoi diretti avversari (montando due set di Hard) e non ha commesso alcuna sbavatura tenendo un passo costante e veloce senza affaticare le gomme. Solo nel finale s’è un po’ risparmiato anche perché il suo fisico, ancora debole per i postumi dell’operazione, iniziava ad accusare un certo affaticamento dovuto alla mancanza di allenamenti negli ultimi giorni. Meritato quindi il titolo di “Driver of the day”. Tagliato il traguardo, ha gioito via radio:” …Grazie Ferrari!” Poi davanti ai media ha raccontato: ”Che altalena di emozioni, sono felicissimo! Mi sono trovato bene con la macchina da subito e non appena davanti a Max (Verstappen ndr.), con l’aria pulita, ho girato con un passo perfetto che ho tenuto fino alla bandiera a scacchi per la prima vittoria dell’anno. Il team si merita questa doppietta – ha aggiunto il madrileno – abbiamo fatto un grande lavoro per tutto il weekend, dalle prime libere del venerdì fino al traguardo. Abbiamo interpretato la gara in modo perfetto, con una strategia impeccabile ed i meccanici sono stati straordinari in tutti i pit-stop. Ora vediamo di tenere questo ritmo anche in Giappone.” Fra quindici giorni il Circus sarà infatti presente sull’impegnativa pista di Suzuka. Lodevole anche la prova di Leclerc giunto secondo, che gli ha consentito di incamerare punti importanti in ottica di classifica. E’ partito dalla seconda fila, ha giocato la carta dell’undercut grazie al quale ha sopravanzato Norris tenendolo a bada nel finale quando questi poteva beneficiare di un set di gomme dure più fresche. Al 56° dei 58 passaggi previsti, il “Principino” ha segnato il giro più veloce con tanto di punto aggiuntivo. Nella classifica piloti, Charles è secondo a 4 lunghezze da Verstappen, che pareva aver preso il largo. “È stato un grande weekend per il team – ha dichiarato il monegasco abbiamo conquistato tutti i punti disponibili, grazie ad una doppietta impreziosita dal giro più veloce. Oggi Carlos è stato fantastico. Io ho avuto un’ottima prima parte di gara, riuscendo a stare davanti a Norris) in occasione del primo pit-stop.
Quando sono passato dalle gomme Medium alle Hard ho sofferto un po’ di graining, ma nel finale, con il secondo treno della stessa mescola, il mio passo è stato invece molto veloce e ciò mi ha consentito di controllare il vantaggio su Lando.
Nei primi tre Gran Premi di quest’anno – ha concluso Leclerc – abbiamo sfruttato tutto il nostro potenziale ed ora sappiamo che è davvero buono, a conferma del duro lavoro che il team ha realizzato negli ultimi mesi.” A fargli eco arrivano le parole di Vasseur:” Oggi voglio fare i complimenti a tutta la squadra perché è stata perfetta e questa doppietta ripaga tutti dello straordinario lavoro fatto a partire dalla scorsa stagione e che sta continuando quest’anno tanto in pista quanto a Maranello. Certo, Carlos merita una menzione speciale – sottolinea il manager francese –  perché non si può dimenticare che poco più di due settimane fa era appena stato operato: ora sembra che quell’intervento non sia mai avvenuto. E’ rimasto costantemente concentrato e ha portato a termine un weekend sensazionale.” E poi c’è spazio anche per Charles:” E’ stato molto concreto, perché dopo qualifiche imperfette doveva gestire le gomme e riuscire a rimontare, dato che la vettura aveva le potenzialità. È stato davvero bravo sia nel primo che nell’ultimo stint e il giro più rapido colto alla fine testimonia i progressi compiuti anche sul fronte della gestione gomme. Dobbiamo continuare con questo approccio anche nelle prossime gare perché è solo così che si può continuare a conquistare i risultati che vogliamo.”

Domenica in fumo – Allo spegnimento delle luci ha mantenuto la testa, ma non è riuscito a scrollarsi di dosso Sainz. Poi alla seconda tornata, lo spagnolo lo ha freddato magistralmente ed ha iniziato a staccarlo. In quel momento Max Verstappen deve aver realizzato che c’era qualcosa che non andava per il verso giusto, da li s’è lamentato via radio dicendo che il posteriore era instabile. Ha cercato comunque di riportarsi sotto, ma ha dovuto rallentare dopo che una vistosa fumata s’è alzata dalla parte posteriore destra. Ha così imboccato la pit-lane dove al box lo attendevano i meccanici che con gli estintori hanno spento le fiamme. Le immagini hanno poi mostrato il cestello bruciato, così come la campana del corner. Nulla da fare per il tre volte iridato, che uscito dall’abitacolo s’è tolto il casco è s’arreso alquanto arrabbiato. Più tardi è stato poi individuato un problema alla linea idraulica posteriore che ha causato un surriscaldamento del freno. Una doccia fredda che arriva dopo 43 gare in cui il cannibale era andato sempre a punti. Ironia della sorte, l’ultimo KO s’era verificato proprio a Melbourne due anni fa e pure in quell’occasione aveva vinto una Rossa, quella di Leclerc. S’interrompe così il filotto di “Mad Max” che vede infrangersi il suo tentativo di demolire il record di 48 G.P. consecutivi a punti detenuto da Hamilton. “C’è stato un problema di surriscaldamento ai freni all’origine del bloccaggio – ha spiegato l’olandese – Era come avere una sorta di freno a mano tirato. La macchina era molto difficile da guidare e mi spiace perché all’inizio mi sentivo bene. Nel giro di formazione tutto sembrava ok. Non è mai bello ritirarsi, ma i problemi tecnici possono succedere in uno sport dove la macchina conta molto e questo è successo.” Come detto prima, Verstappen ha vissuto un prologo non certo tranquillo. Al di là della pole position, sulla sua Red Bull erano stati sostituiti sia il fondo, che la power unit per precauzione, dopo che era transitato su un cordolo e l’urto subito avrebbe potuto avere delle conseguenze sull’affidabilità. Ma i tecnici di Milton Keynes devono riflettere pure sulla prestazione di Sergio Perez, la vera cartina Tornasole della RB20, che in mano a Verstappen diventa imprendibile. Se nelle gare precedenti anche il messicano volava, in Australia non è andato oltre il quinto posto ad oltre 56” dal vincitore. Perez è partito sesto, punito con tre posizioni da scontare in griglia perché colpevole di impeding nei confronti di Hulkenberg nel corso delle qualifiche ed in corsa ha recuperato solo una posizione faticando più del previsto. Segno che la Ferrari aveva un passo migliore e che probabilmente anche per Verstappen non sarebbe stata una passeggiata. Intendiamoci, lungi da noi parlare di una crisi Red Bull, anche perché il prossimo round è previsto sulla velocissima Suzuka che dovrebbe esaltare le caratteristiche della creatura di Adrian Newey. E’ curioso osservare che anche nel 2023, dopo la debacle Red Bull di Singapore era seguita la trasferta in Giappone: una corsa vista come un banco di prova per la RB19. Invece il risultato rispettò i pronostici della vigilia e Verstappen rimise in riga tutti i suoi avversari. Per cui è probabile che i “bibitari” tornino a recitare il ruolo di protagonisti assoluti. Dopo il recente terremoto scatenato dal sexgate, pare che nella compagine anglo-austriaca sia ritornata una certa calma, con il padre di Max confinato altrove.

Balzo in avanti – Il tanto atteso riscatto della McLaren è arrivato. Norris e Piastri partivano rispettivamente col 3° e 5° tempo. Hanno lottato entrambi e quando Oscar, finito davanti a Lando, ha mostrato un ritmo più lento è giunto il provvidenziale ordine dal pit-wall di invertire le posizioni al fine di consentire al britannico di insidiare il secondo posto di Leclerc. L’australiano ha spientemente ubbidito sebbene corresse in casa. Norris s’è gettato all’inseguimento della Ferrari numero 16, ma alla fine ha dovuto accontentarsi del terzo gradino del podio. Le MCL38 color arancio papaya, costituiscono la terza forza del mondiale ed i punti ottenuti permettono alla McLaren di avere 29 lunghezze di vantaggio sulla Mercedes. Non male per un team-cliente.

Disastro – L’attuale quadro clinico della Mercedes si riassume nelle parole espresse da Lewis Hamilton al termine delle qualifiche che l’hanno visto escluso dalla Q3:” Sono deluso e non direi che questo sia uno dei momenti più difficili, è esattamente come gli ultimi due anni.” A questo disarmante giudizio aggiungiamoci quello inflessibile di Toto Wolff:” E’ difficile da digerire. Mentirei se dicessi che mi sento positivo in merito alla nostra situazione – ha ammesso il Team Principal – mentirei se affermassi di essere ottimista. Abbiamo cominciato la stagione pensando che la macchina fosse migliore di quella dello scorso anno. Oggi non riusciamo a vedere costa stia accadendo alla macchina. E’ come un interruttore che si accende e si spegne. Dobbiamo superare i pensieri negativi e credere di riuscire a superare questa fase difficile.” Che dire del G.P. delle Frecce d’Argento? Lewis Hamilton partito 11°, ha alzato bandiera bianca al 17° giro per un problema al motore mentre era fuori dai punti. George Russell invece scattava 7° ed è stato autore di un ottimo spunto al via. Ha combattuto ed all’ultimo giro nel bel mezzo della lotta contro Alonso è andato a muro in curva 6, non per certo per colpa sua, bensì del due volte iridato. La sua W15 con il lato sinistro distrutto, s’è piegata su un fianco e s’è fermata in mezzo alla pista. Fortunatamente l’inglese è rimasto illeso. Insomma un bilancio nerissimo e zero punti nel carniere.

Concrete – Entrambe le Aston Martin sono entrate nella top-ten. In griglia si erano schierate in nona piazza con Lance Stroll ed in decima con Fernando Alonso ed alla fine il canadese ha chiuso sesto mentre l’iberico è stato retrocesso ottavo per aver causato l’uscita di pista di Russell. Se inizialmente era transitato in sesta posizione sotto la bandiera a scacchi, è poi finito sotto indagine e punito dai commissari per il rallentamento eccessivo ai danni della Mercedes.

In progressione – Continua ad arpionare punti la Haas-Ferrari. Questa volta sono entrati nei primi dieci sia Nico Hulkenberg (9°) che Kevin Magnussen (10°), seppur beneficiando dei ritiri di Verstappen e delle due Mercedes.

Samurai – Buona anche la prova di Yuki Tsunoda, giunto settimo con la Racing Bull. Il nippon è riuscito a guadagnare una posizione dopo esser partito ottavo ed ha regalato i primi punti iridati al suo team: ben sei in un colpo solo. Decisamente in ombra il suo compagno Daniel Ricciardo, terminato 12° ad un giro.

Che magra! – Weekend da dimenticare per la Williams-Mercedes, protagonista di un episodio che ha fatto molto discutere. Dopo che nelle Libere 1 Alexander Albon aveva distrutto la sua FW46, il team inglese gli ha affidato la vettura del compagno Logan Sargeant. Una decisione molto penalizzante per il driver americano, presa perché il thailandese era accreditato di poter entrare nella top ten domenica. Una vicenda sulla quale non si capisce come mai una scuderia di Formula Uno non disponga ancora di una scocca di scorta quando il campionato è giunto alla terza gara in calendario. Ah saperlo… Morale: in griglia figurava una piazzuola vuota ed Albon è poi rimasto a bocca asciutta, in quanto terminato undicesimo.

Ordine d’arrivo
1° – Carlos Sainz (Ferrari) – 58 giri 1.20’26″843
2° – Charles Leclerc (Ferrari) – 2″366
3° – Lando Norris (McLaren-Mercedes) – 5″904
4° – Oscar Piastri (McLaren-Mercedes) – 35″770
5° – Sergio Perez (Red Bull-Honda) – 56″309
6° – Lance Stroll (Aston Martin-Mercedes) – 1’33″222
7° – Yuki Tsunoda (Racing Bulls-Honda) – 1’35″601
8° – Fernando Alonso (Aston Martin-Mercedes) – 1’40″992 *
9° – Nico Hulkenberg (Haas-Ferrari) – 1’44″553
10° – Kevin Magnussen (Haas-Ferrari) – 1 giro
11° – Alexander Albon (Williams-Mercedes) – 1 giro
12° – Daniel Ricciardo (Racing Bulls-Honda) – 1 giro
13° – Pierre Gasly (Alpine-Renault) – 1 giro
14° – Valtteri Bottas (Sauber-Ferrari) – 1 giro
15° – Guan Yu Zhou (Sauber-Ferrari) – 1 giro
16° – Esteban Ocon (Alpine-Renault) – 1 giro

* penalizzato di 20″

Piloti ritirati
George Russell (Mercedes)
Lewis Hamilton (Mercedes)
Max Verstappen (Red Bull)

Classifica Piloti
1° Verstappen 51 – 2° Leclerc 47 – 3° Perez 46 – 4° Sainz 40 – 5° Piastri 28 – 6° Norris 27 – 7° Russell 18 – 8° Alonso 16 – 9° Stroll 9 – 10° Hamilton 8 – 11° Bearman, Tsunoda 6 – 13° Hulkenberg 3 – 14° Magnussen 1

Classifica Costruttori
1^ Red Bull-Honda 97 – 2^ Ferrari 93 – 3^ McLaren-Mercedes 55 – 4° Mercedes 26 – 5° Aston Martin-Mercedes 25 – 6° Racing Bulls-Honda 6 – 7° Haas-Ferrari 4

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About the Author

Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 40 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.



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