Formula 1

Published on Dicembre 7th, 2020 | by Massimo Campi

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Sakhir: autogol Mercedes e Perez vince.

Clamoroso errore della “Stella a Tre Punte” nel doppio pit-stop. Perez trionfa dopo una grande rimonta. Russell grande rivelazione. Corsa da dimenticare per le Ferrari. – di Carlo Baffi.

Il secondo appuntamento previsto in Bahrain in questo 2020 e denominato Gran Premio di Sakhir è stato vinto da Sergio Perez. Il 30enne messicano al suo 190° G.P., ha finalmente centrato la sua prima vittoria in F.1. Una grandissima soddisfazione che giunge in un momento delicato della sua carriera, che lo vede ancora privo di un ingaggio per il 2021, dopo esser stato scaricato dalla Racing Point. La corsa è stata ricca di colpi di scena, grazie anche all’assenza del neo campione del mondo Lewis Hamilton, fermato dal Covid-19. Ad ereditare il volante della sua formidabile W11 è stato un altro inglese, George Russell pilota della Williams, ma anche collaudatore della Mercedes. Ed il 22enne di King’s Lynn non ha deluso, anzi. E’ stata sicuramente la rivelazione del fine settimana, sfoggiando un talento che conferma i suoi titoli conquistati in GP3 ed in F.2 alla sua prima stagione. Purtroppo ha dovuto fare i conti con una sorte poco benevola ed un errore marchiano del suo nuovo team; elementi che gli hanno scippato un trionfo che avrebbe fatto notizia. Certo aveva a disposizione la monoposto migliore del lotto, ma è pur vero che ha dovuto adattarsi rapidamente al nuovo mezzo e gestire la pressione visti i tanti occhi puntati addosso.

Facile dire:” Con la macchina migliore, la vittoria è scontata”. Rivolgere la domanda a Bottas, in fase sempre più calante. Ma veniamo alla cronaca. Poco prima del via previsto alle 18.10 (ore italiana) sotto le luci artificiali, si alza un fastidioso vento che porta in pista la sabbia del deserto, un’ulteriore insidia per i piloti che dovranno affrontare 87 giri su un tracciato, il cui lay-out di 3.543 km e con lunghi rettilinei, è stato modificato rispetto a quello della scorsa settimana. La prima fila è appannaggio delle due Frecce Nere, con Bottas in pole e Russell secondo per soli 26 millesimi, dopo aver dominato le prove libere. Entrambi partono con gomme medie. Dietro di loro la Red Bull di Max Verstappen e a sorpresa la Ferrari di Charles Leclerc. Poi la Racing Point di Perez e l’Alpha Tauri di Dani Kvyat. Allo spegnimento dei semafori, Russell è più lesto di Bottas a prendere il comando, ma alle loro spalle è lotta senza quartiere. Leclerc partito con le gomme soft, si lancia all’inseguimento dei primi; attacca Verstappen, ma si trova davanti Perez che imposta il tornante. Le vetture si urtano, la Racing Point finisce in testa coda e per scansarla Verstappen va in sabbia terminando la sua corsa contro le barriere. Stessa sorte anche per Leclerc, reo dell’ennesimo eccesso d’irruenza. Inutili le sue ammissioni di colpa, in cui parla pure di un bloccaggio. Sta di fatto che sette giorni fa, Vettel si era lamentato di una partenza troppo “vivace” del monegasco il quale oggi ha visto scemare le speranze di portare a casa punti preziosi già al primo giro. Più che comprensibile il disappunto di “Mad Max” che nutriva parecchie ambizioni con Hamilton fuori gioco:” Non capisco perché Cahrles si sia buttato in quel modo in curva 4, frenando così tardi. Che cosa si aspettava?” Tra i tre la scampa Perez che approfittando della Safety Car, torna immediatamente ai box per cambiare le gomme e verificare lo stato della sua macchina: quando rientra è solo 18esimo. La vettura di sicurezza esce di scena dopo il sesto passaggio mentre Russell conduce davanti Bottas, Sainz, Ricciardo, Kvyat, Stroll, Gasly e Ocon. Tra il secondo e il terzo si accende la bagarre: lo spagnolo supera il finnico, che però si ripiglia la posizione. Alla 17^ tornata, Russell allunga e porta il suo vantaggio a 2” dal compagno di scuderia; intanto Perez prosegue nella sua coriacea rimonta salendo 11esimo. Al giro 29, effettuano la loro sosta Sainz, Ricciardo e Gasly, con Stroll che diventa terzo e che sostiuirà le gomme 14 giri dopo. Il cambio per il duo di testa va in scena al 46° passaggio per Russell ed al 49° per Bottas (che lamenta un problema ad un sensore, immediatamente risolto): tutti e due montano le dure. Il Gran Premio prosegue con le Mercedes davanti e con Russell sempre più leader. Una situazione che farebbe presagire all’ennesima doppietta per il team di Toto Wolff. D’obbligo però il condizionale. Al 62° passaggio, il britannico Jack Aitken sostituto di Russell alla Williams si gira e colpisce le barriere seminando l’ala anteriore in pista. La direzione gara opta per una nuova Safety-Car. E qui inizia il patatrac targato Mercedes. Dal pit-wall richiamano (chissà perché ?) i due piloti ai box per un cambio gomme in contemporanea. Peccato che qualcuno non sia pronto ed esplode il caos. Russell, entrato per primo, riesce con le gomme gialle, ma una di questa è quella di Bottas. Lo sbaglio emerge quando è il turno del finnico, il quale si ferma più a lungo per tornare in pista con gli pneumatici corretti. Nel frattempo però, la W11 numero 63 sta girando con una gomma di Bottas! L’inglese viene avvisato via radio e per regolamento ha tre giri a disposizione per “calzare” le giuste coperture, altrimenti scatterà la sanzione. George allora si ripresenta in pit-lane cedendo la testa della gara a Perez, nel frattempo risalito al vertice. Ritrovatosi quinto, Russell non si perde d’animo e da il via alla rimonta. Alla 69esima tornata svernicia subito Bottas all’esterno, poi infila Stroll ed infine Ocon. Arpionata la seconda posizione, il sostituto di Hamilton mette nel mirino anche Perez. E’ caricatissimo ! Il suo ingegnere gli conferma di essere il più veloce, al punto da trovarsi a poco più di 2” dal capofila quando mancano dieci giri al termine. Le speranze del giovane inglese però crollano poco dopo. Sempre via radio gli comunicano che sarebbe vittima di una foratura. Della serie dopo il danno, la beffa. Non gli resta quindi che tornare per l’ennesima volta ai box e precipitare dodicesimo. Sfruttando le soft, Russell cerca di agguantare perlomeno la top ten e allora via con una seconda rincorsa. Perez intanto prosegue la sua marcia verso il trionfo, con il personale della Racing Point in preda a quella tensione che precede i risultati destinati ad entrare nella storia.

Finalmente la bandiera a scacchi cala al passaggio del RP20 numero 11 e può iniziare la festa rosa, impreziosita dal terzo posto della vettura gemella, quella di Lance Stroll. Secondo è Esteban Ocon con la Renault, autore di una prova maiuscola. A seguire Sainz, Ricciardo, Albon, Kvyat, Bottas e Russell, nono davanti a Norris finito decimo. L’unica Ferrari giunta al traguardo è quella di Vettel che chiude mestamente dodicesimo. Per quanto concerne i due debuttanti Aitken e Pietro Fittipaldi (brasiliano e nipote del grande Emerson), hanno portato la Williams e la Haas rispettivamente al 16° e 17° posto. Durante il giro di rientro Perez si abbandona ad un pianto liberatorio ed una volta ai microfoni dei cronisti dirà:” Sono senza parole e spero che non sia un sogno. E’ incredibile. Per tanti anni, ho desiderato di vivere questo momento, ben dieci anni di carriera” Una gioia più che lecita, maturata al termine di una rincorsa in cui il messicano non si è mai perso d’animo grazie al suo temperamento combattivo. La Racing Point firma così il suo primo successo in F.1 e può allungare il suo vantaggio nella battaglia per il terzo posto tra i costruttori. L’immediata inseguitrice à la McLaren, quarta a sole dieci lunghezze. Quinta è la Renault a quota 172. Sul fronte piloti, si conferma il momento negativo di Bottas che grazie al ritiro di Verstappen, è riuscito a guadagnare qualche punticino rafforzando il secondo posto in classifica: vanta 205 punti contro i 189 dell’olandese. Sale Perez a 125, inseguito da Ricciardo a 112 e dal più staccato Leclerc a 98. Tutto ciò ad un round dal termine della stagione. Parliamo del Gran Premio di Abu Dhabi in programma il prossimo 13 dicembre. In conclusione è doveroso parlare ancora di Russell. Nel post gara, malgrado le scuse della scuderia per avergli compromesso la possibilità di conquistare il suo primo successo, George non ha nascosto il suo rammarico:” Sono felice, sono orgoglioso e sono incredibilmente deluso. In una sola gara mi è stata portata via per due volte la vittoria. Purtroppo le corse sono così”. Al di là dell’amarezza però, il Circus può essere fiero di aver trovato un cavallo di razza, che con l’esperienza e maggiore fortuna potrà aspirare a grandi traguardi.

 

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About the Author

Massimo Campi

Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 40 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.



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