Storia

Published on Giugno 2nd, 2020 | by Massimo Campi

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Corsini Corse, una storia di passione per i motori

Negli anni ’90 la Corsini Corse è uno dei più importanti costruttori di F.Fire

Millenovecentonovanta, Sandro Corsini ritorna a correre con la Formula Panda e vince il Trofeo Cadetti con la monoposto realizzata nella sua officina di Cesano Maderno. Una vittoria importante per un piccolo costruttore, nato quasi per caso, per pura passione ad opera dello zio Luigi Corsini e tramandata al nipote Sandro, che si rivelerà anche un ottimo pilota e collaudatore delle creature realizzate. Una avventura che avrà tante luci, vittorie e soddisfazioni frutto di sacrifici, ma anche dolori ed una tristissima fine con la tragica scomparsa, prima di Luigi ed infine di Sandro Corsini. Una storia che ha lasciato tanti ricordi in quell’ambiente, sul tracciato di Monza, con molti amici che si ricordano di quelle macchine gialle, che andavano forte, e di persone, brave ed appassionate.

Per capire la storia delle Corsini Corse bisogna fare un salto indietro di un paio di decenni, negli anni ’70, quando le gare della Formula Monza attirano tanti appassionati il giovedì sera sugli spalti monzesi. Tra questi c’è Luigi Corsini, appassionato di motori, che corre nel tempo libero con le moto da cross e si innamora delle quattro ruote.

La F.Monza è nata nel 1965, da un’idea di Luigi Bertett, presidente dell’ACI Milano e Romolo Tavoni il Direttore Sportivo dell’Autodromo Nazionale di Monza. La F.Monza, che utilizza la meccanica della Fiat 500 Giardiniera, è una categoria di grande successo, per i piloti ma anche per i preparatori ed i piccoli costruttori. Luigi Corsini è un passionato di meccanica e subito si butta nella realizzazione di una sua vettura concretizzando una serie di intuizioni che portano a soluzioni di avanguardia per la categoria. Le F.Monza montano abitualmente il motore a sbalzo sul posteriore come nella vettura di serie, una soluzione che non rappresenta una ideale distribuzione dei pesi, Luigi Corsini scopre che non c’è nessun vincolo regolamentare per il posizionamento del propulsore e lo monta girato, in posizione centrale, alle spalle del pilota, con il cambio a balzo sul posteriore. La Corsini ha un bilanciamento generale migliore delle avversarie, Luigi Corsini inizia a correre con la sua realizzazione, le risorse da impiegare per le corse sono scarse quindi solitamente le utilizza per poche gare e le vende. Con il ricavato inizia la costruzione di una nuova vettura, ogni volta diversa, intanto qualche altro pilota inizia a notare le monoposto ed iniziano ad arrivare i primi clienti che vogliono le monoposto.

Le vetture vengono spesso finite nel periodo delle vacanze natalizie, sfruttando il periodo di fermo dal suo lavoro abituale. La cura nella costruzione delle monoposto spesso si scontra con la mancanza di motori validi, ma Luigi Corsini inizia a farsi conoscere nel piccolo ambiente delle corse monzesi con alcuni piloti che portano in gara le sue vetture destando ammirazione. Tra le varie soluzioni sperimentate c’è anche una monoposto con il posto di guida avanzato, per migliorare ulteriormente la distribuzione delle masse.

Nel 1983 nasce la nuova F.Panda, evoluzione naturale della F.Monza, che utilizza il quattro cilindri Fiat 903 cc e varie componenti meccaniche della piccola utilitaria prodotta dal colosso torinese. È una formula molto più prestazionale ed impegnativa rispetto alla F.Monza che utilizzava il bicilindrico ad aria con potenze decisamente ridotte. Luigi Corsini crede subito nella nuova formula, abbandona definitivamente l’abitacolo delle sue realizzazioni ed aiutato dal fratello Primo inizia a costruire le prime monoposto per Meo Maestri ed Ivan Valori. L’officina è in un piccolo scantinato a Misinto in Brianza, per fare uscire le vetture dalla porta bisogna aspettare la notte, fare intervenire un po’ di amici che bloccano il traffico della via e con la forza delle braccia portano fuori la monoposto superando tre gradini davanti all’uscio, il tutto sempre in una atmosfera di pura passione e di voglia di realizzare i propri sogni. In quell’officina ci bazzicano anche dei ragazzini, Sandro, il figlio di Primo che ha una quindicina di anni ed è attratto da quel mondo fatto di suoni, rumori e velocità, ed in seguito arriva anche Marcello, il figlio di Luigi, che è ancora un bambino piccolo ma gli piace già tanto giocare vedendo papà e zio mentre trafficano con le vetture da corsa che gli sembrano più belle della Formula Uno che vede alla televisione e sulle riviste di auto che trova in casa.

La prima monoposto per la F.Panda è costruita, questa volta senza nessuna particolare soluzione di avanguardia, ma molto curata nei particolari. È per Meo Maestri, uno dei migliori piloti del piccolo circo monzese. Primo Corsini sta spostando la vettura nel paddock prima di una gara, sale in macchina, mette in moto per fare qualche quel centinaio di metri verso il box senza dovere spingere a mano, una manovra consueta in quegli anni nell’ambiente delle piccole monoposto che ormai corrono il sabato pomeriggio. Ingrana un paio di marce, a velocità ridotta, ma si blocca il comando dell’acceleratore, non riesce a frenare in tempo e finisce rovinosamente contro il pilone di un cancello di ingresso. Il danno è grosso, ma soprattutto quello fisico di Primo che si rompe malamente una gamba e ne avrà per parecchi mesi, con varie operazioni per riprendere una discreta operatività e potere camminare.

Per i Corsini il problema è grave: Primo non riesce a lavorare per parecchi mesi, ed arriva in soccorso il figlio Sandro, che da ragazzino con la passione per i motori inizia a lavorare in tutti i momenti liberi per realizzare le vetture prenotate dai clienti con lo zio Luigi. Sandro, “Sandrino” per tutti gli amici, sembra ancora un timido bambino, dimostra meno dei suoi quindici anni, ma lavora sodo, con tanta passione, e soprattutto guarda, analizza, studia le altre vetture, studia la meccanica, la dinamica, gli assetti delle monoposto da competizione, si confronta con lo zio, ed inizia a dare vita alle sue piccole idee. Impara a saldare, a lavorare il metallo e la vetroresina con le attrezzature dell’officina che intanto si è spostata, dalla cantina di Misinto, nel nuovo capannone di Cesano Maderno. Impara la tecnica del lavoro in pista, a fare gli assetti delle vetture per ottenere prestazioni migliori, ad ascoltare ed interpretare le sensazioni dei piloti quando si fermano ai box, capire i tempi sul giro e come sfruttare al meglio le vetture. Manca solo la pratica, entrare nell’abitacolo delle monoposto per capire quelle sensazioni. Nel 1986 compie i fatidici 18 anni, tempo di fare patente e licenza da pilota ed eccolo finalmente in pista, pronto al via su una vettura realizzata dalla Corsini Corse.

Debutta in pista nel 1987, sale dentro l’abitacolo della monoposto F.Panda dopo avere fatto mille lavori attorno alle monoposto dei clienti. Sullo schieramento di partenza c’è accanto lo zio Luigi, il cugino Marcello guarda i due dalla terrazza dei box. “Impara a tenere giù il piede Sandrino!” sono le parole di Luigi, e Sandrino sulla gialla Corsini fila via, dimostrando da subito di sapere guidare bene e forte, nonostante un motore non molto potente alle sue spalle. Ha il caso dipinto di giallo, come il suo grande idolo Ayrton Senna il pilota dal piede pesante che inizia a vincere in F.1. I Corsini decidono di darsi una livrea: a Luigi piace il verde Lotus, a Sandro piace il giallo, questa volta vince il più giovane e da allora diventerà il colore ufficiale della Corsini Corse. Nel 1988 Sandro Corsini è al via con la F.Alfa Boxer, in seguito farà anche delle gare con la F.2000 e la F.3, ma è con le Corsini che arriveranno i migliori risultati della sua carriera.

I costi della F.Panda nell’arco di poche stagioni, aumentano in modo esponenziale, soprattutto nella preparazione dei motori. Serve una svolta per permettere ai giovani di correre in macchina senza spendere cifre impossibili per molte tasche, inoltre il motore Fiat 903 cc è alla fine della sua carriera, sono stati prodotti molti pezzi di ricambio ed è sempre più difficile eseguire le verifiche tecniche con molti reclami proprio sulle varie parti meccaniche. Le vetture sono ancora molto valide, ed a Monza, Romolo Tavoni con la commissione dei commissari tecnici, decide di lanciare una nuova categoria che vedrà in gara, per il 1988, le vetture di F.Panda equipaggiate con il nuovo motore Fiat Fire di 1000cc. Il propulsore dovrà essere utilizzato senza nessuna preparazione specifica, ideale per contenere i costi ed eliminare i prezzi esosi di molti preparatori. L’idea non viene accolta con entusiasmo dall’ambiente, soprattutto dai vari meccanici e preparatori che vedono assottigliarsi in modo drastico i lauti margini di guadagno.

La Corsini Corse invece è la prima che crede nella nuova categoria: Roberto Pessina che ha già disputato alcune gare di F.Panda, fa subito modificare la sua monoposto adattandola al nuovo motore Fire e la porta in gara per la prima prova del 1988. La situazione che si crea in pista è al limite della comicità: nessuno vuole correre con la nuova F.Fire ed al via ci sono solo due vetture, la Corsini di Roberto Pessina e la Tatuus di Ruggero Cerizza debuttante sul tracciato Junior di Monza. Romolo Tavoni non si piega alle rimostranze dei vari preparatori che fanno di tutto per boicottare la nuova categoria, con solo due macchine sullo schieramento da il via alla gara. Roberto Pessina va subito in testa, i suoi tempi sul giro sono nettamente inferiori a quelli dell’avversario, Luigi e Sandro Corsini si sbracciano al muretto dei box segnalando di ridurre il ritmo per non doppiare la Tatuus dell’avversario, ed il pilota amico di Rozzano transita per primo sotto la bandiera a scacchi sventolata da Romolo Tavoni inaugurando la categoria e conquistando la prima vittoria per la Corsini Corse. Come si suol dire “Il dado è tratto”, dalla seconda gara scende in pista Marco Spiga con una seconda Corsini ed arrivano nuovi piloti, alcuni inizialmente con le Corsini modificate come Alessandro Molli. La categoria, nonostante il tentativo di boicottaggio iniziale diventa un successo e la Corsini Corse è tra i principali protagonisti che ne scriveranno la storia con Marco Spiga che vince il primo campionato della nuova F.Fire.

A dare una mano in officina, nelle tarde ore della giornata, arriva anche Gianluca Rainoldi, il suo compito iniziale è quello di mettere a punto i motori Fire, ben presto si rivelerà il più importante collaboratore ed una fondamentale pedina della squadra. L’esperienza di Gianluca diventa molto importante anche nella costruzione delle nuove vetture, nella logistica e gestione delle monoposto in pista e sarà lui “l’erede tecnico” dell’esperienza Corsini Corse.

Luigi e Sandro Corsini decidono di mettere in cantiere una nuova monoposto che diventerà un punto di riferimento per la F.Fire. La vettura nasce inizialmente per la F.Panda che, nel 1990 è ancora la categoria più importante tre le due formule gemelle. Sembra una piccola Formula tre, ed il telaio, in tubi quadri, è integrato nella carrozzeria in fibra di vetro che serve come ulteriore irrigidimento. Sandro Corsini la porta al debutto, nonostante il solito motore recuperato, con poca potenza, la Corsini vola sfruttando le doti di tenuta di strada in curva. La vettura ha anche un profilo aerodinamico ben studiato, è molto studiata nei particolari ma incontra difficoltà e dubbi in verifica. L’abitacolo è pannellato all’interno, alcuni avversari fanno ricorso sospettando che la monoposto è realizzata senza il telaio in tubi e con una struttura in fibra composita non permessa da regolamento. Per i commissari tecnici di Monza la monoposto è regolare, ma i problemi arrivano nelle gare fuori dall’Autodromo Lombardo, dove comunque la vettura è ammessa alle competizioni con risultati sub judice. A fine stagione arriva il verdetto dalla commissione tecnica dopo vari controlli: la Corsini ha il telaio in tubi metallici, la carrozzeria in fibra, (nel regolamento non è specificato il sistema di fissaggio) è incollata ed integrata nel suddetto telaio senza avere violato nessuna prescrizione tecnica del regolamento, quindi risulta perfettamente regolare ed omologata. Per Luigi e Sandro Corsini è vittoria su tutti i fronti, molti team vogliono le vetture di Cesano Maderno e la Corsini Corse diventa una grande realtà nel mondo dei piccoli costruttori. La Corsini Corse si ingrandisce, oltre a Sandro e Luigi che si occupano di tutta la parte tecnica, c’è Alberto Sardo, subito soprannominato “lupo”, Sara Corsini, figlia di Luigi a dare una mano per l’organizzazione e la contabilità ed in pista c’è sempre Gianluca Rainoldi per l’organizzazione e l’assistenza ai sempre più numerosi clienti.

Il successo arriva con l’espandersi della F.Fire che sostituisce completamente la F.Panda ed è molto apprezzata dai giovani piloti che la valutano una ottima categoria addestrativa per iniziare a correre, ed anche da parecchi piloti non più giovani che possono dare sfogo alla loro passione correndo con budget ridotti su una monoposto. Negli anni successivi le vetture F.Fire ottengono buoni risultati e in totale ne vengono costruite ventidue.

Nel 1991 la Corsini Corse affronta una nuova sfida ancora più impegnativa. Costruire una vettura per il neonato campionato italiano di Formula Europa Boxer. La vettura debutta alla seconda gara di campionato 1992 a Binetto, ma non ottiene risultati di rilievo in un campionato molto impegnativo. L’avventura in F.Europa Boxer continua per un paio di stagioni e nel 1993 sarà il Team Valori a farle correre, mentre Sandro Corsini corre nel campionato FISA F.2000 nel 1991 con una Reynard ed in F.3 nel 1992 dividendo il tempo tra l’attività di costruttore e quella di pilota.

Nel 1993 Luigi viene a mancare stroncato da un male improvviso. L’attività della Corsini Corse, ora nelle mani del solo Sandro, continua senza sosta. Sandro porta a termine un lavoro di impostazione iniziato con Luigi per la costruzione della nuova Formula Fire denominata CLS (acronimo di Corsini Luigi Sandro) in onore del defunto zio Luigi. La vettura presenta soluzioni molto interessanti come il motore installato in modo semi-portante, la sospensione anteriore con mono-ammortizzatore simile alla Formula Europa Boxer ed una carrozzeria al limite minimo regolamentare. Sandro, con il successo riscossa della sua creatura e le molte richieste da parte dei vari team, deve rinunciare all’attività di pilota, entra nell’abitacolo delle sue monoposto quando serve collaudare qualche nuova soluzione. È’ l’apice per la squadra corse di Cesano Maderno, fioccano le vittorie ed i campionati conquistati. Dopo il titolo Cadetti di Sandro Corsini nel 1990, e quello di F.Fire di Marco Spiga, seguono vari titoli in F.Fire. Nel 1991 Massimo Perego è primo nella classifica over 23 di F.Fire. Federico Dubbini è primo assoluto nel 1992, segue nel 1993 Emanuel De Luca, vincitore anche della classifica under 23 seguito da Elio Pittaluga nel 1994 e nel 1995 che domina la categoria con la vettura gestita dall’Oregon Team.

 

Sempre alla ricerca di nuovi stimoli, la Corsini Corse realizza anche una vettura per il nuovo Campionato Europeo di Formula Renault, ma la storia della squadra dipinta di giallo è destinata ad un triste epilogo. Nel 1998 si corre a Magione la “Pasqua del Pilota” con varie gare. La Corsini Corse è presente per assistere i vari clienti, e Sandro Corsini decide di scendere in pista al volante di una sua vettura lasciata libera dal pilota titolare. Parte la gara, Corsini e Massimiliano Russomando al volante di una Locatelli, sono in lotta; c’è un contatto in pieno rettilineo ad oltre 150 all’ora, una ruota della monoposto gialla finisce nell’erba ancora umida, ed esce fuori pista. La Corsini slitta nel prato, ed infine urta lateralmente un vecchio muretto in cemento senza nessuna protezione. Sandro Corsini picchia contro uno spigolo, dall’urto il casco si spacca, è la fine.

 

La storia della Corsini Corse si chiude tragicamente il 13 aprile 1998, lasciando un vuoto nell’ambiente e nel cuore di tutti gli appassionati che hanno avuto la fortuna di conoscere persone semplici, con una grande passione, inventiva e capacità tecnica nel costruire vetture innovative e vincenti.

Immagini © archivio Marcello Corsini – Antonella Fiocchi – Massimo Campi

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About the Author

Massimo Campi

Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 40 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.



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