Storia

Published on Agosto 1st, 2016 | by Massimo Campi

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Lauda ed il Nurburgring 1976

Sono passati 40 anni dal rogo della Ferrari di Niki Lauda al Nurburgring

Primo agosto 1976, colline dell’Eifel, Nurburgring, l’inferno verde, parte il Gran Premio di Germania. Sembra una tappa di quel campionato dove la Ferrari e Niki Lauda avevano tutti i numeri per bissare il successo mondiale dell’anno precedente, ed invece diventerà una data storica, un nodo di svolta della Formula Uno.

È  l’ottava prova stagionale, il “computer” Lauda ha già in tasca cinque vittorie, due secondi posti e nelle altre gare è quasi sempre andato a punti. Il mondiale era sempre più a portata di mano, Clay Regazzoni fa da buon scudiero e gli avversari delle Ferrari sono James Hunt con la Mclaren e Jody Schecter con la Tyrrell, ma nessuno dei due sembra impensierire la marcia trionfale del campione austriaco.

Dalla Pole parte proprio la McLaren di Hunt, autore del tempo nella prima sessione di prove, quando Lauda ha qualche problema di assetto con la sua Ferrari. Il sabato, nella sessione decisiva, la pista è bagnata e nessuno riesce a migliorare il tempo. Hunt gira sulla Nordschleife in 7’06″5, un tempo ben superiore al 6’58″6 fatto segnare da Niki Lauda nel 1975. L’austriaco fa comunque segnare il secondo tempo, davanti a Patrick DepaillerHans-Joachim Stuck e Clay Regazzoni. La necessità di riparare alcune barriere incidentate durante una gara di contorno fa posticipare la partenza, intanto inizia a piovere e tutti, ad eccezione di Jochen Mass, montano le gomme da bagnato.

Clay Regazzoni scatena la sua Ferrari al via, prendendo la testa della gara, mentre Lauda parte male ritrovandosi ottavo, con Ronnie Peterson che fa volare la sua vettura sul toboga tedesco, passa la Ferrari in testa dopo un testacoda del ticinese mentre diversi piloti  entrano ai box per cambiare le gomme e passare alle slick a causa dell’asfalto sempre più asciutto.

Secondo giro, il Nurburgring come al solito riserva le sue sorprese, Peterson e Regazzoni sono al comando, ma non hanno ancora cambiato le gomme e Mass, unico con le slick dal via, li passa e prende il comando della gara. Ma presto tutto lo scenario cambia: la Ferrari di Lauda tocca un cordolo, sbanda al Bergwerk, il punto più lontano del circuito dai box. La Ferrari fuori controllo scarta verso destra, colpisce il guard-rail esterno e rimbalza in mezzo alla pista. La benzina fuoriuscita prende fuoco sugli scarichi bollenti, le fiamme sono subito alte, la rossa è una palla di fuoco con il pilota incastrato dentro. Guy Edwards riesce ad evitarla, mentre Harald Ertl e Brett Lunger la colpiscono in pieno. Dalla botta salta via il caso del pilota austriaco, le fiamme gli cuociono la pelle, respira i fumi ardenti e tossici della benzina, sviene, sembra spacciato e nessuno interviene. Per ultimo si ferma Merzario, con l’aiuto di Ertl si tuffa nelle fiamme, liberano Lauda dalle cinture, lo trascinano a bordo pista mentre arrivano i soccorsi e l’elicottero che lo trasporta d’urgenza all’ospedale militare di Coblenza; da lì venne condotto prima al Trauma Clinic di Ludwigshafen, poi al Städliche Krankenanstalten di Mannheim. Lauda ha uno zigomo fratturato, ustioni di primo grado alle mani e di terzo grado al volto, ma sono le esalazioni inalate dal pilota a preoccupare i medici.

incidente-lauda

Da quel momento cambia tutto il mondo della Formula Uno, il campione austriaco è sempre stato considerato un pilota veloce, ma molto prudente, uno che non sbaglia mai. Niki Lauda lotta tra la vita e la morte per parecchi giorni, alla fine vince la sua battaglia, e dopo solo quarantadue giorni si ripresenta al via a Monza dove giungerà quarto.

James Hunt in Germania passa per primo sotto la bandiera a scacchi, vincendo il quarto Grand Prix della carriera e sarà il vero inizio per la rincorsa al titolo mondiale, agguantato in extremis nella pioggia del Fuji a fine anno.

Per l’inferno verde, il toboga della Nordschleife sarà l’ultima volta che vedrà le monoposto di Formula Uno correre sul suo asfalto e per tutto il circus della massima formula sarà una brusca presa di coscienza sui rischi dei tracciati, spesso inadatti alle prestazioni delle monoposto.

 

 

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About the Author

Massimo Campi

Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 40 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.



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