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Attualità

Published on Aprile 16th, 2015 | by redazione

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F1: Bernie riconosce i “diritti umani” ma si corre in Bahrain

Dopo anni di disordini che scoppiano anche a ridosso della gara, il GP Bahrain resta uno degli appuntamenti più controversi del calendario della Formula 1.

La tensione non è certo diminuita tant’è che questa settimana, proprio in vista dell’appuntamento sportivo di domenica, sono stati arrestati 21 attivisti.

Nel 2012, dopo che l’edizione 2011 del Gran Premio proprio a causa dei disordini e della successiva violenta repressione da parte delle forze dell’ordine, Bernie Ecclestone era uscito sul circuito di Sakir con una delle sue tante esternazioni infelici: “Quanto succede qui non ha nulla a che fare con la Formula 1. Non vogliamo interferire nelle faccende interne di questo Paese. Lo sport non deve interferire con la politica”.

Ora Mister B. avrebbe cambiato opinione. Secondo il quotidiano Times, avrebbe approvato un documento che impegna la Formula 1 “a riconoscere i diritti umani in tutte le parti del mondo. Nuove linee guida impegnano la Formula 1 ad indagare su questo fatto prima di ammettere un nuovo Paese nel suo calendario”.

Intanto in Bahrain continua la repressione. In questi giorni, proprio in vista del Gran Premio di domenica, sono stati arrestati 21 attivisti per generiche “offese verso gli istituzioni”.

Proprio ieri Amnesty International ha pubblicato un corposo rapporto sulla repressione in atto in Bahrain. Rapporto che Bernie Ecclestone non leggerà di certo, anche se è redatto in inglese.

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