Formula 1

Published on Dicembre 21st, 2013 | by redazione

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21 dicembre, 1935: nasce Lorenzo Bandini

Lorenzo-Bandini-December-1935-—-May-1967-at-SilverstoneIl 21 dicembre 1935 nacque a Barce, in Libia, allora colonia del Regno d’Italia, Lorenzo Bandini. La famiglia era originaria di San Cassiano, frazione di Brisighella, in Romagna, dove fece ritorno prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale.

La carriera agonistica di Lorenzo cominciò nel 1956 e si mise in luce negli anni successivi con una serie di bei risultati nelle gare su strada e su pista.

La sua grande occasione arrivò nel 1961, quando gli fu offerto un contratto dalla Scuderia Centro Sud, con cui disputò le sue prime gare nel Campionato del Mondo di Formula 1 al volante di una Cooper-Maserati.

Alla fine della stagione Enzo Ferrari gli offrì di diventare pilota ufficiale della Scuderia, alternandolo nelle competizioni Sport e in quelle di Formula 1. In una delle sue tre gare con le monoposto di Maranello ottenne a Monte Carlo il suo primo podio (terzo classificato) ma non fu sufficiente per una conferma a tempo pieno.

Nel 1963 iniziò la stagione di Formula 1 con la BRM anche se dopo la vittoria nella 24 Ore di Le Mans in coppia con Scarfiotti gli fece riguadagnare un posto fra i titolari del Cavallino Rampante con le monoposto. Il 1964 fu il suo anno migliore: vittoria nel Gran Premio dell’Austria, tre volte terzo e un contributo importante nella conquista del titolo Piloti da parte del compagno di squadra John Surtees. Nel 1965 e nel 1966 Bandini fu protagonista a sprazzi in Formula 1, cogliendo altri due podi a Monte Carlo e uno in Belgio ma mai dando l’impressione di poter diventare un numero uno, nonostante fosse proprio quello il ruolo che gli piombò fra le mani nel 1966 dopo il divorzio fra Surtees e la Scuderia.

Più ricca di successi fu la carriera con le vetture Sport: oltre al già citato trionfo a Le Mans nel suo palmarès figurano le vittorie nella Targa Florio 1966 con Nino Vaccarella e nella 24 Ore di Daytona e nella 1000 Chilometri di Monza dell’anno successivo, entrambe in coppia col neozelandese Chris Amon.

La stagione 1967 cominciò per la Ferrari alla seconda gara, il Gran Premio di Monaco. Bandini fu grande protagonista della gara ma all’82esimo giro affrontò la chicane del porto ad una velocità troppo elevata: la sua 312 F1 si ribaltò e prese fuoco. I soccorsi non furono tempestivi e Bandini fu portato all’ospedale del Principato dove morì dopo una lunga agonia, il 7 maggio.

Ai funerali, svoltisi a Reggiolo, ci fu una grande folla, segno di quanto Bandini fosse amato dagli appassionati. Il Comune di Brisighella creò un premio intitolato alla sua memoria e destinato al miglior pilota emergente della Formula 1, che è tutt’ora uno dei riconoscimenti più amati dai piloti.

«Era diventato ormai un simbolo per l’Italia dello sport del volante. Lo avevano scoperto anche quelle immancabili sostenitrici che affollano tutti i circuiti», scrisse di lui Enzo Ferrari in ‘Piloti, che gente…’. «Avevano subito il fascino di quel giovanotto dai lineamenti delicati, che spesso Margherita indicava con orgoglio di moglie. Era però rimasto il tipico pilota di affetti e serenità borghesi…. Ricordo quel giorno di maggio del 1967. Ero nel mio studio di Maranello, davanti al televisore che trasmetteva le fasi conclusive del Gran Premio di Monaco. Quando vidi il grosso fungo nero di fumo che deturpava sinistramente la baia di Monte Carlo, ancor prima che Piero Casucci, il non dimenticato telecronista di quei tempi, commentasse la catastrofica immagine, sentii che quella macchina in fiamme era una delle mie. Ora non so dire perché, ma intuii Bandini nel rogo e fui sicuro che non lo avrei più rivisto».

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