Nel 1976 James Hunt conquista il titolo mondiale con la McLaren M23, dopo quello conquistato da Emerson Fittipaldi due anni prima.
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La stagione di Formula 1 del 1976 rimane una delle più epiche, drammatiche e discusse della storia dell’automobilismo. Al centro di quel campionato leggendario c’è un connubio perfetto tra la genialità ingegneristica della McLaren M23 e il talento indomabile, istrionico e spericolato di James Hunt.
Quando si schiera sulla griglia di partenza nel 1976, la McLaren M23 non era certo una novità assoluta. Progettata da Gordon Coppuck e Teddy Mayer con l’aiuto di John Barnard, la monoposto aveva debuttato nel 1973 sviluppata partendo dal modello M16 pensato per le agre americane della Indycar, la M16. Lo schema delle vettura prendeva spunto dalla Lotus 72 di Chapman con un disegno piuttosto spigoloso per l’epoca e i radiatori nella pance laterali affianco all’abitacolo che consentivano una buona penetrazione aerodinamica.
Il motore era il Ford Cosworth DFV preparato dalla Nicholson Engines con una potenza di circa 490 Cv. Il propulsore preparato in Inghilterra sarà una delle armi principali per il successo della vettura. Nel 1974 vengono sperimentate trombette di aspirazione di diverse lunghezze, nelle stagioni successive si parla “super Cosworth” con unità speciali a corsa corta che possono spingersi oltre gli 11.500 giri con un ulteriore guadagno in potenza.
La M23 sarà la prima McLaren iridata, un esempio di vettura straordinariamente longeva, una vera hightander, utilizzata per sei stagioni, tra il 1973 e il 1978, con ben 83 gran premi effettuati e una serie infinita di aggiornamenti ed evoluzioni. Rimane ancora oggi una delle vetture più vincenti con 16 primi posti in Gran Premi mondiali e altri 4 in gare non titolate.
Il Gran Premio del Sudafrica 1973 rappresenta l’inizio delle storia di questa monoposto con Denny Hulme che conquista subito la pole position, seguita dal quinto posto in gara. Il roccioso neozelandese la porta alla prima vittoria in Svezia poi ci pensa Peter Revson a conquistare le altre due in Gran Bretagna e Canada. Oltre ai due piloti titolari, la M23 corre anche una volta con Ickx e nelle altre occasioni a Jody Scheckter.
Nel 1974 sarà Emerson Fittipaldi che affianca Hulma e la M23 conquista il suo primo titolo mondiale piloti con il brasiliano. “Emmo” vince tre gare: Brasile, Belgio e Canada,la McLaren si aggiudica il suo primo mondiale costruttori con 73 punti e sulla terza vettura della squadra inglese ci salgono anche Mike Hailwood, David Hobbs e Jochen Mass mentre nel Gran Premio del Sudafrica una quarta M23 viene guidata da Dave Charlton della scuderia privata Scribante. Per il 1975 la M23 viene dotata di un nuovo cambio a sei rapporti e Fittipaldi è secondo nel mondiale dietro alla Ferrari di Niki Lauda.
James Hunt entra nell’abitacolo della McLaren al posto di Fittipaldi L’inglese inizia la stagione con due pole position nelle prime due gare e la prima vittoria arriva in Spagna. La lotta per il mondiale è con la Ferrari di Niki Lauda ma tutto cambia la domenica 1 agosto quando la rossa dell’austriaco esce rovinosamente di pista al Bergwerk, il punto più lontano del circuito dai box, sulla pericolosa pista del Nurburgring. La Ferrari prende fuoco, Niki è in pericolo di vita e Hunt intanto recupera punti in classifica mondiale. A fine stagione, sotto il diluvio del Fuji ci sarà la svolta finale con James Hunt che conquista il suo unico titolo mondiale dopo essere giunto terzo. La M23, oltre alla vittoria in Spagna, è prima anche Francia, Germania, Olanda, Canada e Stati Uniti d’America Est.
Dopo il successo del 1976, la M23 viene usata ancora nella stagione successiva con Hunt che conquista tre pole position senza però mai riuscire a vincere una gara. Il miglior risultato stagionale fu il secondo posto colto dall’inglese in Brasile e da Mass in Svezia. Nella seconda parte della stagione la M23 venne utilizzata saltuariamente per far correre un terzo pilota oltre ai due titolati, che impiegavano stabilmente la M26. Tra i piloti che hanno esordito nell’abitacolo delle monoposto inglese ci sono Gilles Villeneuve in Inghilterra e Bruno Giacomelli a Monza.
La M23 viene ancora utilizzata da Lunger per la Liggett Group/B&S Fabrications, nella prima parte della stagione, poi una M23 privata fu usata anche da de Villota nel gran premio di casa e da Tony Trimmer nel Gran Premio di Gran Bretagna con la Melchester Racing. Nella seconda parte della stagione fu infine affidata dalla Liggett Group/B&S Fabrications a Nelson Piquet che conquistò un onorevole nono posto nel Gran Premio d’Italia, ultima apparizione per la M23 in gara iridata.
Nonostante fosse considerata da alcuni una monoposto vicina alla fine del suo ciclo vitale, la M23 dimostrò una competitività straordinaria, abbinando a doti velocistiche una robustezza meccanica che si rivelerà decisiva. La vittoria del 1976 consegnerà la McLaren M23 e James Hunt nella storia. La monoposto inglese si dimostrò l’emblema di un’era in cui la progettazione intelligente e la modularità potevano ancora aspirare alla vittoria, mentre James Hunt divenne l’archetipo dell’eroe romantico della Formula 1: un uomo capace di bruciare la vita e la pista con la stessa, inimitabile intensità.











