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giovedì 22 Gennaio 2026

2026: Rivoluzione in Formula 1

Testo e disegni di Paolo D’ALESSIO

Nel 2026 la Formula 1 volterà pagina, con l’entrata in vigore di quella che viene indicata come la più grande rivoluzione tecnico-regolamentare nella storia della categoria regina dell’automobilismo sportivo. Nuove regole che dovrebbero migliorare la guidabilità delle vetture e rendere le gare più combattute, agendo su cinque parametri: power unit, telaio, aerodinamica, sicurezza e sostenibilità.

Dopo quattro anni l’attuale regolamentazione tecnica della Formula 1, che prevedeva il ritorno dell’effetto suolo, va in pensione, rimpiazzata da quella che gli addetti ai lavori definiscono come una vera e propria rivoluzione tecnico-regolamentare.

Ma come e dove cambieranno de Formula 1 del 2026? Praticamente in tutte le aree, con interventi significativi alla power unit, all’aerodinamica, alla sicurezza, alle dimensioni e con una maggiore attenzione alla sostenibilità. Sarà diversa la conformazione aerodinamica, con ali mobili su entrambi gli assi, per ridurre del 55% la resistenza in rettilineo e aumentare la deportanza in frenata e in curva. Il DRS verrà sostituito dal Mos (Manual Override System), che consentirà di utilizzare il motore elettrico per un periodo di tempo più lungo in rettilineo. Il 50% della potenza verrà erogato dal motore endotermico e altrettanto dall’ibrido, con un aumento di quasi il 300% della potenza elettrica”. Le monoposto saranno infine più leggere di almeno 30 kg, più corte e più strette. Ma andiamo con ordine e vediamo in dettaglio, area, per area, dove e come cambieranno le Formula 1 della prossima generazione.

CAMBIANO LE DIMENSIONI

Il primo punto su cui si è focalizzata l’attenzione della Federazione nel riscrivere il regolamento è stata la miniaturizzazione delle attuali Formula 1, al fine di avere monoposto «agili», con dimensioni più contenute rispetto a quelle attuali. Sulle auto del 2026 la larghezza massima cala da 200 cm a 190 cm (Disegno N.2) mentre il passo diminuisce di 20 cm, scendendo da 3600 mm a 3400 mm, mentre la larghezza massima cala da 200 cm a 190 cm (Disegno N.3) e quella del fondo piatto ridotta di 150 mm.

Anche gli pneumatici saranno più stretti: avremo ancora cerchi da 18 pollici, ma la larghezza degli pneumatici anteriori sarà ridotta di 25 mm e quelli posteriori di 30 mm. Le monoposto da Gran Premio della prossima stagione saranno anche più leggere di 30 kg e il peso minimo passerà dagli attuali 798 kg a 768 kg (722 kg di vettura e pilota + 46 kg di pneumatici).

RIDOTTO EFFETTO SUOLO

Un altro fondamentale cambiamento riguarda il fondo della vettura: per ridurre drasticamente l’effetto suolo, a partire dall’anno prossimo sarà piatto tra i due assi.

Come si può notare nel Disegno N.4, che mette a confronto una monoposto attuale (in nero) con le vetture della nuova generazione (in rosso), nel 2026 verrà messa al bando la tipologia wing-car (vetture ala) e si tornerà al fondo piatto tra i due assi, così come accadde nel 1982, dopo la messa al bando delle “minigonne”.

Spariranno dunque i condotti Venturi laterali e sarà ammesso solo un piccolo estrattore, in corrispondenza dell’asse posteriore. Per minimizzare gli effetti di questa restrizione gli aerodinamici opteranno probabilmente per un assetto “rake”, con l’anteriore più basso del posteriore, sfruttando il fondo piatto ed il diffusore posteriore per recuperare parte della deportanza  persa con l’entrata in vigore delle nuove norme.

ALI MOBILI E SPARISCE IL DRS

Il ritorno al fondo piatto e l’abolizione dei condotti Venturi comporterà una riduzione del 30% del carico, ma sarà ampiamente compensata dall’aerodinamica “attiva”, con una resistenza all’avanzamento inferiore del 55%. Come? A partire dal 2026 sparirà il DRS (Drag Reduction System), che sarà sostituito da un nuovo sistema, applicato sia all’ala anteriore (Disegno N.5), che a quella posteriore (Disegno N.6), con due modalità operative: Z-Mode e X-Mode. La prima è quella ad alta deportanza che si userà per avere la massima aderenza in curva (in nero), la seconda è quella a bassa resistenza aerodinamica, indispensabile sui rettilinei per aumentare la velocità massima e sorpassare.

Con l’X-Mode i piloti potranno cambiare la configurazione aerodinamica della monoposto a prescindere dal distacco dagli avversari, mentre ora, come noto, il DRS si può attivare solo quando il distacco tra vettura che precede e quella che segue è inferiore al secondo. Sempre per rendere le gare più appassionanti, nel 2026 cambierà anche la modalità di sorpasso, con l’introduzione del Mos (Manual Override System), che sostituirà il DRS e darà la possibilità di utilizzare in rettilineo il motore elettrico per un periodo di tempo più lungo, rispetto al concorrente che precede. In pratica, se un pilota, prima della fine di un giro, segue ad una determinata distanza un avversario, il giro successivo avrà la possibilità di avere più energia elettrica per superarlo. Per quel che riguarda le ali, quella anteriore avrà due flap attivi, mentre l’ala posteriore sarà composta da tre elementi, per avere un corretto equilibrio tra asse anteriore e asse posteriore, spariranno inoltre i passaruota, adottati a parziale carenatura delle ruote direttrici nel 2022.

RIVOLUZIONE SOTTOPELLE

L’obiettivo dei nuovi regolamenti emanati dalla Federazione (FIA) per la nuova Formula 1 è quello di ridurre le emissioni inquinanti e contenere i costi per cui, anche se nel recente passato si è più volte parlato di un ritorno a motori aspirati di otto o dieci cilindri, le auto di nuova generazione utilizzeranno ancora motori ibridi, ma con diverse caratteristiche, rispetto alle attuali power-unit (A). Quelli utilizzati sulle nasciture vetture da  Gran Premio saranno probabilmente i motori più efficienti al mondo, con quasi il 300% in più di potenza prodotta dalla batteria (D) e una ripartizione uniforme tra combustione interna (50%) ed energia elettrica (50%) . La novità principale riguarda l’eliminazione della MGU-H, il generatore elettrico che cattura energia proveniente dal calore dello scarico e dalla rotazione del turbo (B), e il potenziamento del MGU-K, il motore elettrico che recupera energia in frenata e spinge la monoposto in accelerazione. A partire dal 2026 l’MGU-K (C)  avrà un ruolo ancor più importante: sarà più potente, erogando 470 CV, contro i precedenti 160 CV, al contrario il motore termico scenderà dagli attuali 750 CV a circa 550 CV, per una potenza totale superiore ai 1.000 CV. Per alimentarlo verranno usati solo carburanti sintetici, ovvero gli e-fuel che si producono catturando la CO2 presente nell’aria e quindi ad impatto zero. Nello spaccato della monoposto 2026 si possono infine notare il serbatoio carburante (E) di dimensioni ridotte (90 kg, contro i precedenti 110 kg) e masse radianti ulteriormente miniaturizzate (F).

SOSTENIBILITA’ E GRANDI COSTRUTTORI

Si va dunque verso una Formula 1 più sostenibile, attraverso un maggiore utilizzo di energia elettrica col 50% della potenza erogata dal motore endotermico e altrettanta dall’ibrido. Una Formula 1 ipertecnologica, che potrà anche contare sul record di sei produttori di propulsori: Ferrari, Mercedes, Alpine, Honda, Audi e Red Bull-Ford Powertrains. Ma come andranno le vetture? Saranno più veloci delle attuali e soprattutto le gare meno scontate, con più sorpassi e duelli ravvicinati? Difficile dirlo, ma l’intento dichiarato di FIA e Liberty Media è quello di allineare la Formula 1 con l’industria automobilistica e aumentare lo spettacolo, con regole che rispetteranno di più l’ambiente, mentre l’eventuale riduzione dei costi rimane un incognita.

Un’autentica rivoluzione tecnica, che ha spiazzato anche Adrian Newey, il tecnico più pagato e vincente nella storia della Formula1, con Williams, McLaren e Red Bull, che in una recente intervista ha precisato di “non ricordare un altro momento in Formula 1 in cui sia le regole relative ai telai che quelle sui motori siano cambiate contemporaneamente”. Per saperne di più e capire se sarà stato un bene o un male per la categoria regina dell’automobilismo mondiale bisognerà attendere fino al Marzo dell’anno prossimo. Nel frattempo prepariamoci ad un inverno ricco di indiscrezioni e di annunci, più o meno credibili, sull’asso nella manica, l’arma segreta che un po’ tutti i team sperano di avere trovato per quella che si preannuncia come la Formula 1 più complessa e tecnologicamente esasperata di tutti i tempi.

redazione
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