WEC 2025 – sfida a tre nel deserto

Nella 8 Hours del Bahrain si decidono i campionati

Immagini ©Massimo Campi – Raul Zacchè/Actualfoto

Tre marchi globali, ma solo uno di loro può lasciare il segno nel trofeo costruttori del FIA World Endurance Championship 2025, e questa battaglia è destinata a concludersi in modo spettacolare nel deserto questo fine settimana (6-8 novembre), quando la Bapco Energies 8 Hours of Bahrain calerà il sipario su una stagione davvero avvincente.

In vista dell’evento, l’ottavo e ultimo round della stagione, 253 giorni dopo lo spegnimento dei semafori che hanno dato il via alla gara di apertura in Qatar, Ferrari, Porsche e Cadillac sono tutte in lizza per il titolo di Costruttori e Piloti nella categoria Hypercar.

La sede dell’attesissima sfida per il titolo è il Bahrain International Circuit (BIC), una tappa consolidata del calendario FIA WEC, che ha ospitato la serie in ben 13 precedenti occasioni.

Il circuito è rinomato per offrire battaglie mozzafiato e momenti memorabili, con la sua ampiezza che incoraggia sorpassi audaci. Le sfide principali includono la superficie sabbiosa e a volte scivolosa, la possibilità di correre dal giorno alla notte e le alte temperature all’interno dell’abitacolo. Il suo impegnativo tracciato di 5,412 km richiede molto a piloti, auto, freni e pneumatici, con velocità massime che superano i 300 km/h sui quattro lunghi rettilinei e fino al 60% del giro di 15 curve trascorso a pieno gas.

Ferrari favorita per il premio Hypercar

Come è accaduto per tutta la stagione, è la Ferrari a guidare la classifica, con un vantaggio di 39 punti sulla Porsche, seconda in classifica, nella classifica costruttori, nonostante un recente andamento negativo, con due dei tre equipaggi del Cavallino Rampante in vetta alla classifica piloti. La Ferrari 499P ha vinto i primi quattro round dell’anno e, sebbene le vetture scarlatte e gialle siano salite sul podio solo una volta – la #50 ha tagliato il traguardo al secondo posto al COTA – con soli 66 punti rimasti in gioco in Medio Oriente, il famoso marchio con sede a Maranello rimane il favorito per l’alloro finale.

Porsche, tuttavia, non ha rinunciato alla lotta, anzi. Anzi, è proprio la casa automobilistica tedesca, icona delle corse endurance, ad arrivare in Bahrain con lo slancio giusto, forte della vittoria ad Austin e dei podi conquistati dal suo prototipo 963 alla 24 Ore di Le Mans, alla Rolex 6 Ore di San Paolo e alla 6 Ore del Fuji.

Anche se Cadillac potrebbe essere una scommessa esterna, con 61 punti da recuperare sulla Ferrari, il produttore americano e il suo partner britannico JOTA Sport hanno già dimostrato in più occasioni la loro capacità di sorprendere e, nei giorni migliori, la V-Series.R ha dimostrato di essere imbattibile, come dimostrato da tre pole position, due vittorie consecutive in prima fila nell’Hyperpole e una doppietta imponente a San Paolo.

Lotta a quattro per i piloti

La situazione è leggermente più equilibrata nella classifica piloti. Antonio Giovinazzi, James Calado e Alessandro Pier Guidi sulla Ferrari #51 hanno 13 punti di vantaggio sulla 499P #83 dell’AF Corse, iscritta privatamente e guidata dai vincitori di Le Mans Robert Kubica, Yifei Ye e Phil Hanson.

Grazie alla loro recente striscia vincente, i detentori del titolo Kévin Estre e Laurens Vanthoor si sono portati a 21 punti dai leader del campionato dopo un inizio di stagione lento, mentre Will Stevens, Norman Nato e il pilota di spicco delle qualifiche del 2025, Alex Lynn, stanno tenendo alta la bandiera della Cadillac, a 34 punti dalla vetta della classifica. In particolare, l’evento segnerà l’ultima gara della lunga e illustre carriera nel motorsport del pilota #38 della V-Series.R, Jenson Button. Il britannico ha trionfato nel Gran Premio del Bahrain di Formula 1 nel 2009.

Lo specialista del circuito è desideroso di continuare il successo di Sakhir

Oltre alla battaglia principale, la Toyota, campione del mondo costruttori uscente, ha solo un’altra possibilità nel 2025 per portare a casa qualcosa di tangibile da quella che è stata una stagione insolitamente priva di trofei.

Dieci delle 13 gare disputate finora a Sakhir sono state vinte dal costruttore più blasonato della serie, comprese le ultime otto consecutive. Kamui Kobayashi detiene il record sul giro per Hypercar in Bahrain, ottenuto durante le qualifiche del 2021, mentre Sébastien Buemi ha sfoderato una prestazione fenomenale lo scorso anno, regalando alla Toyota un altro titolo mondiale contro ogni previsione.

“Il Bahrain è un posto speciale per me e per la squadra, e mi piace molto correre lì”, ha dichiarato la stella svizzera, il cui compagno di squadra Brendon Hartley, pilota numero 8, si è assicurato quattro delle ultime cinque pole position al BIC. “Abbiamo avuto così tanto successo su questa pista in passato, ma il 2024 è stato particolarmente memorabile. Riuscire a vincere la gara e il campionato del mondo è stata un’emozione incredibile. So che sarà difficile ripetere quella vittoria quest’anno, ma daremo tutti il ​​massimo per concludere la stagione al meglio”.

Il vincitore prende tutto in LMGT3?

Proprio come nelle Hypercar, anche nella LMGT3 si profila una lotta a tre, con gli stessi marchi in lizza, Porsche e Ferrari, che cercano di contrastare la crescente sfida del marchio GM gemello di Cadillac, Corvette.

È il punto di riferimento delle corse GT, Manthey, ad essersi nuovamente fatto strada fino alla testa della classifica, con la sempre costante Porsche #92 Manthey 1st Phorm condivisa da Richard Lietz, Riccardo Pera e Ryan Hardwick in testa alla classifica, seguita dalla Ferrari #21 VISTA AF Corse di Alessio Rovera, Simon Mann e François Hériau: il trio iscritto all’italiana ha perso sette punti a causa di una penalità a fine gara nell’ultima gara in Giappone.

Questo lascia il divario tra i due equipaggi a 11 punti in vista del Bahrain, la stessa differenza tra il primo e il secondo posto nella prossima gara di otto ore, preparando potenzialmente la scena per una finale in cui il vincitore prende tutto. Nel frattempo, nel campo Corvette, la vittoria all’ultimo respiro di Charlie Eastwood, Rui Andrade e Tom Van Rompuy al Fuji significa che il trio si presenta alla gara decisiva nel deserto con soli 24 punti di ritardo dalla vetta della classifica a bordo della vettura giallo-nera numero 81.

Per aumentare l’aspettativa, 12 mesi fa, la vettura #92 di Manthey, vincitrice del titolo, non riuscì a fare meglio del nono posto a Sakhir, dove i primi due posti sul podio furono occupati dall’attuale equipaggio #21 (che allora correva con il numero di iscrizione #55) e dalla #81.

 

 

Massimo Campi
Massimo Campihttp://www.motoremotion.it/
Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 40 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.

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