Storia

Published on Agosto 3rd, 2021 | by Massimo Campi

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Peter Collins, il pilota gentiluomo

Peter Collins era nato il 6 novembre 1931 nel l Worcestershire a Kidderminster. Il giovane mondo di Peter ha a che fare con la Seconda Guerra Mondiale e con la ripresa dove il mondo dei motori rinasce ad infiammare gli entusiasmi dei giovani inglesi. Anche per Peter la velocità ed i motori sono un grande richiamo, il padre è proprietario di un garage ed il giovane inglese impara presto ad occuparsi di benzina e pistoni. Il lavoro aumenta, in seguito quel piccolo garage diventerà anche una concessionaria Ford, ed intanto il giovane Collins si siede al volante delle auto in riparazione. La guida lo affascina ed iniziare a gareggiare nelle gare locali di trial sembra il naturale percorso della sue esistenza.

Peter è veloce, un promettente pilota e l’Inghilterra ha bisogno di giovani da lanciare nelle gare in pista. La svolta arriva durante una festa organizzata da Kay Petre, una pilotessa, ex star di Brooklands che presenta Peter a John Wyer, il manager dell’Aston Martin, che promette un test al pilota inglese a Silverstone. Pochi giri, Collins è veloce, preciso nella guida, Wyer capisce che è una giovane promessa e gli fa avere un contratto con la Aston Martin ma anche la HWM, presente sulla pista, lo ingaggia per correre con le monoposto di F.2.

Peter, oltre ad essere veloce, ha una guida molto precisa ed affidabile, ideale per le gare di durata dove si mette in luce vincendo negli anni ’50 gare importanti come il Tourist Trophy. È ben presto una star, Collins oltre ad essere un bravo pilota emana carisma e fascino, è gentile, simpatico ed affabile, ma in pista è un vero mastino. Ha la stoffa del campione, sempre con la tensione per il risultato finale, senza mai concedere nulla agli avversari. È tra i pochi piloti a possedere una visione globale delle situazioni e del ritmo da prendere in gara, sa sempre sfruttare al meglio il mezzo che ha per le mani, sembra quasi un erede naturale del grande Manuel Fangio, il pilota che prende come esempio.

Passa dalla Aston Martin alla squadra di Tony Vanderwell che fa correre la Thinwall Special, passa anche per la Mercedes, poi arriva la Maserati ed infine arriva la chiamata più importante, quella di Enzo Ferrari che gli offre il volante di una sua vettura per il 1956. Peter spesso è a Maranello, dove passa molto tempo con Dino, il figlio malato del Drake, infine nel 1957 sposa Louise King, figlia dell’assistente esecutivo del Segretario Generale delle Nazioni Unite.

A Ferrari piacciono i piloti britannici, in squadra c’è anche l’amico Mike Hawthorn, compagno di mille avventure di Peter. Arrivano vittorie, podi, arriva in squadra anche Manuel Fangio che conquista il suo quarto titolo mondiale nel 1956 grazie a Collins che gli cede la vettura durante il GP d’Italia a soli 15 giri dalla fine. L’argentino arriva secondo, e vince il titolo Collins commenta “è giusto che abbia vinto Fangio, io sono giovane, lo vincerò il prossimo anno”.

Ma quella occasione non verrà mai, intanto in Ferrari arrivano altri giovani piloti rampanti: Castellotti, De Portago, Musso. Ben presto nasce una violenta rivalità che mieterà solo vittime, lacrime e tante polemiche. Per la stagione 1958 sono tre i piloti del cavallino in lotta per il titolo: Collins, Musso e Hawthorn. La prima vittima è l’italiano, per sopravanzare la rossa di Hawthorn esce fuori pista a Reims, alla curva del Calvaire ad inizio luglio.

Il 3 agosto 1958 arriva la resa dei conti con la fortuna anche per Peter. Nurburgring, l’inferno verde, Collins ha appena vinto in Inghilterra, a Silverstone con la Dino 246, una doppietta con la vittoria in Germania sarebbe un gran risultato per la conquista del mondiale. Peter stringe la traiettorie tra le curve dell’inferno verde, è a caccia della Vanwall di Tony Brooks, lo vede si prepara a sorpassarlo ma a Pflanzgarten la sua Dino n°2 slitta fuori curva, una ruota entra nel fosso a bordo pista, la monoposto si ribalta, Peter è sbalzato fuori dall’abitacolo e colpisce un albero. Quando lo soccorrono presenta  gravi ferite alla testa e ben presto il suo cuore smetterà di funzionare.

Il sogno è finito, sarà uno stanco e deluso Mike Hawthorn a raccogliere i frutti di quella stagione stressante, ma anche per lui, dopo avere annunciato il ritiro dalle corse, arriverà la parola fine a causa di un albero a bordo strada.

Peter Collins, il pilota gentiluomo, pur non avendo vinto il titolo mondiale è rimasto nel cuore di molti appassionati, anche in quello del Drake di Maranello ed è entrato nella leggenda del motorismo sportivo come uno dei piloti più promettenti della sua epoca.

Immagini/illustrazioni © mediaferrari – m58

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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About the Author

Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 40 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.



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