Personaggi

Published on Aprile 9th, 2021 | by Massimo Campi

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Jacques Villeneuve, 9 aprile 1971

Il Villeneuve che ha vinto un mondiale, ed anche Indianapolis

Un nome, importante, quello di Villeneuve, e stiamo parlando di Jacques, quello che ha saputo vincere un mondiale di Formula Uno ed anche un campionato CART e la 500 Miglia di Indianapolis, ma per alcuni appassionati rimane sempre il figlio di Gilles, l’aviatore.

Jacques Joseph Charles Villeneuve nasce a Saint-Jean-sur-Richelieu, il 9 aprile 1971. Il padre, la leggenda che infiammava le tribune e sfasciava monoposto, quel pilota a cui Ferrari “voleva bene”. Uno zio, nome Jacques, pure lui pilota professionista ed una data che gli cambia la vita: l’8 maggio 1982 quando Gilles vola alto, prima  sulle ruote della McLaren di Mass poi in cielo. Ma per il giovane Jacques, ha solo undici anni, quella triste giornata sarà l’inizio della strada della sua vita.

“Avevo undici anni, mi ricordo molto bene quel giorno, mia madre era in cucina a preparare delle cose per la Prima Comunione di mia sorella che ci sarebbe stata il giorno dopo. Improvvisamente è arrivato Jody Scheckter, mi madre ha parlato un pò con lui e poi sono andati via di corsa, ed io ho capito che era successo qualcosa a mio padre. In quel momento ho sentito che avrei dovuto gestire da solo la mia vita. Questo mi ha dato una grande determinazione che mi ha fatto crescere e mi ha dato la forza di superare i tanti ostacoli di una carriera difficile.»

Le corse gli hanno portato via Gilles, ma le auto sono nel sangue dei Villeneuve e Jacques a 13 anni vuole correre in kart, ma mamma Joann non vuole, lo vuole proteggere da quella travolgente passione di casa Villeneuve. Jacques non è uno studente modello, il suo problema è la matematica “ti porto alla pista di kart solo se hai buoni voti in matematica” sono le condizioni di Joann e Jacques studia, si impegna, supera i suoi limiti ed infine riesce a sedersi sul sedile di un kart dove passa con facilità dal 100 al 135, fino alla Formula 4. Step successivo in Canada, con lo zio Jacques che lo iscrive alla scuola di pilotaggio di Jim Russel e il giovane Jacques risulta il migliore del corso ed il nome di un nuovo Villeneuve ritorna ad interessare gli addetti del motorsport.

Serve una macchina, servono anche degli sponsor, e viene organizzata a primavera 1988 una prova con una una F.Alfa Boxer che va avanti e indietro su un rettilineo della sopraelevata di Monza. Quando la monoposto si ferma il ragazzino dal ciuffo ribelle deve rispondere alle domande del giornalista di turno che gli chiede cosa vuole fare da grande con il nome che si ritrova “Voglio diventare Campione del mondo di F1!”

Il giovane Villeneuve ha le idee già chiare, inizia a dare sportellate con una Alfa 33 nell’Italiano Turismo e nel 1989 inizia a corre nella F.3 Italiana, allora una delle più prestigiose al mondo. Tra anni, corre con la Prema Racing, che diventeranno molto importanti per la sua crescita, per poi passare nel 1992 alla F.Nippon  dove vince tre gare ed arriva secondo in campionato.

Identificare Jacques in pista è facilissimo, sia per il suo stile di guida, veloce anche se ancora acerbo si per il casco, disegnato da lui, un casco coloratissimo “casco macedonia” lo soprannominarono i meccanici.

Quando inizia a correre in Italia Jacques ha solo 17 anni, e non può guidare in Europa, perchè ha solo la patente Canadese che si prende a 16 anni, e l’unico stato europeo che la riconosceva era Andorra, ma è amico della figlia del Presidente dell’Automobil Club di Andorra, che gli fa avere la sua la prima licenza di pilota.  Uno dei periodi più duri è stato sicuramente quello nella F.3 Italiana, ottiene un grande sponsor tabaccaio che finanzia tutta la squadra ma la F3 di quegli anni non era per niente un campionato facile ed i risultati non arrivano. La pressione su Jacques è notevole, è sempre sotto gli occhi della stampa e gli altri piloti non gli regalano niente, ma spesso scorrettezze pur di stare davanti ad un Villeneuve!

Inizia ad emergere il secondo anno, Jacques fa la sua prima pole, seguito da Angelelli e Zanardi. Al verde Villeneuve parte in anticipo, va in testa, tiene dietro gli avversari e va a vincere, ma viene penalizzato di un minuto e finisce in coda alla classifica. Nel 1991 corre inizialmente con la Reynard 913, poi passa alla Ralt, Jacques colleziona tre pole a Imola Mugello e Monza, lotta spesso nelle prime posizioni e a Monza viene  buttato fuori all’ultimo giro quando era primo.

Dopo il periodo giapponese, Jacques si trasferisce in America nel 1993 dove corre in F.Atlantic con il Team di Barry Green, dove conquista cinque vittorie e sette pole, risultati che gli aprono le porte della F.CART per il 1994 dove conquista la sua prima vittoria ad Elkart Lake ed il secondo posto alla 500 Miglia di Indianapolis. Il successo sul catino dell’Indiana arriva nel 1995 ed anche la vittoria del Campionato CART. Curiosamente Jacques Villeneuve vince l’Indy 500 e la Formula Cart con il numero 27, lo stesso mitico numero utilizzato da Gilles negli anni con la Ferrari. I successi americani gli aprono le porte alla F.1 dove lo vuole Frank Williams alla guida della FW17 per la stagione 1996 al fianco di Damon Hill. Alla prima gara del 1996, sulla pista di Albert Park, Villeneuve ottiene la pole position ed il giro più veloce in gara con la Williams-Renault e finisce secondo dietro al compagno Hill che a fine stagione vince il titolo mondiale. La prima vittoria arriva nella quarta gara della stagione, il Gran Premio d’Europa, vinto in volata davanti alla Ferrari di Michael Schumacher. A fine anno Hill abbandona la Williams e Villeneuve è il caposquadra per la stagione 1997.

La lotta è contro la Ferrari di Michael Schumacher e Villeneuve vince il titolo con sette vittorie con il famoso sorpasso al G.P. d’Europa contro l’avversario tedesco quando le due vetture si toccano e la Ferrari ha la peggio. «Michael era convinto che gli altri non potessero sorpassarlo, si sentiva il più forte. Dovetti agire d’astuzia: dopo il pit-stop avevo le gomme più fresche di lui perché ero entrato dopo. Sapevo che quello sarebbe stato il solo momento per passarlo. Allora l’ho tratto in inganno: non gli sono stato troppo vicino perché non si insospettisse. Sapevo dove avrei potuto attaccarlo e ho fatto la curva precedente tanto forte da rischiare di uscire. Quando gli sono arrivato addosso lui non se lo aspettava. Sono passato.»

L’avventura con la Williams finisce nel 1998, poi Villeneuve passa alla BAR-Honda ed infine termina la carriera in F.1 con Renault, Sauber e BMW-Sauber fino al 2006, senza però ottenere risultati di rilievo.

Jacques Villeneuve, ormai demotivato, decide di ritirarsi dalla Formula 1, dopo una carriera di alto profilo culminata con la conquista dell’iride mondiale del 1997 per tentare di conquistare la “triple Crown” con la vittoria a le Mans. Il 16 e il 17 giugno 2007, Jacques Villeneuve ha partecipato alla 24 ore di Le Mans alla guida della Peugeot 908 in equipaggio con i piloti Marc Gené e Nicolas Minassian. I tre piloti si trovavano in seconda posizione quando, a due ore dalla fine, la loro auto manifesta problemi meccanici con conseguente ritiro.

Nel 2008 Villeneuve vince la 1000 Km di Spa ed Il 14 e 15 giugno 2008 Jacques Villeneuve ha partecipato nuovamente alla 24 ore di Le Mans, sempre alla guida della Peugeot 908 e sempre in equipaggio con Marc Gené e Nicolas Minassian. Dopo aver dominato per ben più di metà corsa, il team di Villeneuve perde la prima posizione all’alba per una lunga sosta ai box per il surriscaldamento del motore, anche se gioca un ruolo fondamentale l’incapacità della scuderia ad adeguarsi alla pioggia costante che si era abbattuta nottetempo sul circuito francese. Villeneuve e i suoi compagni, durante le ore della mattina rimontano sull’Audi in testa e si classificano al secondo posto assoluto, riuscendo comunque a concludere la gara a meno di un giro dal vincitore.

La carriera di Villeneuve continua con altre partecipazioni nelle gare americane NASCAR e con i Truck, per poi partecipare al Campionato mondiale di rallycross ed alla Formula E.

Jacques Villeneuve, il Villeneuve che ha saputo vincere gare e campionati importanti, è sempre stato un personaggio molto carismatico, dall’atteggiamento estremamente schietto. Nel corso degli anni si è dimostrato personaggio razionale e profondo, ma ugualmente istintivo nel seguire i suoi princìpi di vita. Persona di vivace intelligenza e cultura, parla correntemente tre lingue inglese, francese, italiano. Anche il suo look lo ha sempre identificato, dai capelli biondo platino ai vestiti di tre taglie più grandi “per sentirsi comodo” e nel 2006 ha anche fatto un disco come cantautore.

Immagini © Massimo Campi

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About the Author

Massimo Campi

Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 40 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.



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