Storia

Published on Febbraio 13th, 2021 | by Massimo Campi

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Porsche 911 GT1 Strassenversion

Nel 1996 nasce la versione stradale della 911 GT1 per la 24 Ore di Le Mans.

Metà anni ’90, dopo la fine del Mondiale Sport Prototipi naufragato con le vetture sempre simili alla F.1, le gare Endurance iniziano a rinascere con la neonata serie BPR dedicata alle granturismo supercar. Inizialmente sono Porsche 911, Ferrari F40, Lotus Esprit, Venturi, le protagoniste della serie, poi arriva la McLaren F.1, la supercar stradale progettata dal Gordon Murray e progressivamente inizia un nuovo grande interesse per le gare di durata, soprattutto quando a Le Mans vengono ammesse al via le nuove vetture GT1. La GT inglese, che monta un BMW aspirato, debutta ad inizio stagione 1995 nella serie BPR e subito diventa la vettura di riferimento. Le vetture GT1 vengono ammesse anche alla 24 Ore di Le Mans del 1995, ed è il Team Kokusai Kaihatsu McLaren che sale sul gradino più alto del podio al debutto sul tracciato della Sarthe con la vettura pilotata da Yannick Dalmas/Masanori Sekiya/J.J. Lehto.

Subito suona il campanello di allarme in casa Porsche, vincere a Le Mans con una Gt, anche se è una vettura speciale, è sempre una ottima pubblicità, ma per correre nella categoria devono essere realizzate una quantità minima di 25 esemplari. Norbert Singer, il mago di Zuffenhausen che ha progettato gran parte delle vetture che hanno vinto in terra francese è subito al lavoro. La nuova Porsche Gt1, per puntare alla vittoria nella maratona francese, nasce sulla base della 993 turbo stradale, ma in pratica è una vettura completamente innovativa. Nel 1996 inizia a girare in gran segreto la nuova vettura, il corpo dell’abitacolo è quello della 993 ma la grande novità è rappresentata dal motore, non più a sbalzo ma centrale accoppiato ad un cambio a sei rapporti. Anche la scocca comunque è speciale, a parte le sembianze con la vettura di serie è realizzata in kevlar per ridurre il peso della vettura che risulta di soli 1.050 kg.

Per ottenere l’omologazione di classe la Porsche sviluppa le versioni stradali sia della 993 GT1 che della 996 GT1, nota anche come GT1 Evo. Della prima ne esistono solo 2 esemplari al mondo che attualmente appartengono alla Casa madre Porsche e al collezionista del Bahrein, Khalid Abdul Rahim. Della seconda ne esistono 21 esemplari al mondo e un esemplare viene nel 1996 affidato alle autorità tedesche che rilascia l’omologazione per la circolazione su strada.

La 911 GT1 dispone di un motore 6 cilindri boxer di 3.198 cc turbocompresso e raffreddato ad acqua una innovazione che comparirà presto sulla nuova 996, mentre nella versione 993 è ancora raffreddato ad aria. Nella versione da competizione eroga oltre 600 cv a 7.200 giri/min. Nella versione stradale il 6 cilindri viene depotenziato a soli 544 cv per rientrare nelle normative europee sulle emissioni.

La Porsche GT1 Strasseversion ha un peso di soli 100 kg in più rispetto alla versione da corsa e ferma l’ago della bilancia a 1.150 kg e, nonostante il depotenziamento, raggiunge la velocità massima di 310 km/h autolimitata ed  accelera da 0-100 km/h in 3,5 secondi.

Il debutto della 911 Gt1 da competizione avviene alla 24 Ore di Le Mans 1996, la supercar tedesca vince la sua classe Gt1, ma non l’assoluto vinto dalla barchetta TWR Porsche gestita dal Team Joest. Stessa sorte nell’edizione successiva, ma intanto viene abolito il numero minimo di vetture stradali e la Porsche per il 1998 realizza una nuova versione della 911 Gt1 con la scocca in carbonio che riuscirà a vincere la maratona della Sarthe.

Secondo i dati ufficiali nel 1998 è stata prodotta l’ultima serie di Porsche GT1 in soli quattro esemplari tutti presenti alla gara della 24 Ore di Le Mans dello stesso anno. Due furono schierate con il team ufficiale Porsche e altre due con un team privato. Una di queste Porsche GT1 è stata omologata e regolarmente targata BBGT198 ed è di colore bianco con un peso di soli 960 kg a secco, ricoverata al Museo Porsche insieme alla prima Porsche Gt1.

Immagini ©Massimo Campi

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About the Author

Massimo Campi

Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 40 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.



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