Storia

Published on Gennaio 30th, 2021 | by Massimo Campi

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Ferdinand Porsche 30 gennaio 1951

Settanta anni fa scompariva Ferdinand Porsche

Il 30 gennaio 1951 scompariva Ferdinand Porsche, un ictus metteva fine all’esistenza di uno dei più grandi progettisti della storia. La carriera di Ferdinand Porsche ha spaziato nei più diversi veicoli a motore prodotti, dalla utilitaria per il popolo, la famosa Volkswagen al carro armato Panzer VIII Maus, per poi dare vita, attraverso il figlio Ferry, alla sua azienda omonima che ancora oggi porta il suo nome. Tra le tante creazioni lo vogliamo ricordare per quelle che più lo hanno reso famoso, ovvero le “frecce d’argento” degli anni ’30, quelle vetture da competizione che hanno fatto fare un grande balzo in avanti a tutta la tecnologia da corsa. Ferdinand Porsche ha iniziato ad occuparsi di corse alla Mercedes-Benz, sua è la potente SS e la SSK, vera regina delle competizioni, per poi passare alla Auto Union dove può mettere in pratica alcune delle sue idee più avveniristiche.

Porsche realizza nel 1934 l’Auto Union Type A, contraddistinta dall’inedito motore V16 avente una cilindrata di 4.358 cm³ dotato di compressore volumetrico ed in grado di sviluppare 295 CV, posizionato alle spalle del pilota che ottiene subito 8 vittorie con Hans Stuck e con Achille Varzi. Nel 1935 viene schierata la Type B, una ulteriore evoluzione, potenziata a 375 CV, viene portata alla vittoria da Hans Stuck, da Achille Varzi e da Bernd Rosemeyer che ottengono in totale 6 successi. Per battere la rivale Mercedes, nel 1936 arriva la nuova Type C. Il telaio è del tipo a traliccio tubolare realizzato in cromo-molibdeno rivestito da una carrozzeria in pannelli di alluminio, le sospensioni, innovative per l’epoca, sono del tipo a barre di torsione. Il motore 16 cilindri a V di 45°, ha una cilindrata di 6.006 cm³, e sviluppa 520 CV. I risultati più importanti della vettura di Ferdinand Porsche sono quelli ottenuti nel 1936 quando la Type C vince 9 gare tra Gran Premi e Corse in Salita, di cui 7 grazie a Rosemeyer che conquista il Campionato Europeo Grand Prix e diventa anche Campione tedesco di Corse in Salita. In ottobre 1937 Rosemayer sull’autostrada Francoforte-Darmstadt, conquista il record di velocità a 408 km/h, battendo clamorosamente la Mercedes, ma poi rimane vittima in secondo tentativo per battere il nuovo record delle stella tre punte.

Il boemo Ferdinand Porsche è stato sicuramente uno dei più grandi geni dell’industria automobilistica ma saranno proprio le collaborazioni con il partito nazista a causare grossi problemi dopo la seconda guerra mondiale.  Il 15 dicembre 1945, le autorità francesi arrestano Porsche, il cognato Anton Piëch ed il figlio Ferry Porsche come criminali di guerra. Mentre Ferry è liberato dopo 6 mesi, Ferdinando e Anton sono imprigionati prima a Baden-Baden e poi a Parigi e Digione.

Il figlio Ferry fa ripartire le attività dello studio Porsche, e nasce la fabbrica a Gmünd in Carinzia , dove si erano trasferiti da Stoccarda per evitare i bombardamenti alleati. La Porsche inizia a produrre la nuova 356 in una vecchia segheria e ricomincia a Gmünd la saga Porsche con il figlio Ferry, ma a Ferdinand sarà fatale l’ictus il 30 gennaio 1951 e non potrà vedere il grande successo internazionale del  marchio con il suo nome.

Illustrazione © Carlo Baffi – Immagini © Massimo Campi

 

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About the Author

Massimo Campi

Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 40 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.



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