Storia

Published on Gennaio 18th, 2021 | by Massimo Campi

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Pedro Rodriguez, 18 gennaio 1940

Pedro Rodriguez è stato uno dei migliori piloti di endurance della sua epoca

Due fratelli, stessa passione, Ricardo e Pedro, I due “piccoli messicani”. La velocità, la sfida nel sangue, nel cuore, le prime sfide in bici, poi i motori, diventando campioni del Messico, ed infine le ruote passano da due a quattro, la voglia e la passione raddoppiano. Pedro, il maggiore, riflessivo, Ricardo il minore, una meteora. Il debutto nelle grandi corse a Nassau nel 1957, entrambi su vetture che hanno un cavallino per emblema: Pedro è al volante di una Ferrari, Ricardo nell’abitacolo di una Porsche.

Una storia legata a doppio filo, in modo imprescindibile. I due piccoli messicani si fanno notare, ben presto danno spettacolo in Europa, diventando da subito grandi protagonisti. Il Drake li nota, Ricardo, esuberante, è una grande promessa, Pedro un pilota che non ha paura.

Ma la storia si spezza il 1° novembre 1962, quando Ricardo esce fuori pista durante le prove della gara di casa. La sua Lotus del Team di Rob Walker finisce fuori strada alla curva Peraltadata, si spezza la sospensione destra, finisce contro il terrapieno, si ribalta, prende fuoco, è la fine.

Pedro è disperato, si vuole ritirare, ma la passione divampa ancora come un fuoco, deve correre, per Ricardo! Deve trovare la sua strada ed un anno dopo è lui al via con una Lotus 25 di Formula 1 nei GP degli Stati Uniti e del Messico 1963. Poi tante avventure, tante corse, con presenze saltuarie nel Gran Premi, dove subito si fa notare per la sua grinta ed anche il Drake gli offre occasionalmente l’abitacolo della monoposto. Pedro è al via solo 8 volte nei GP tra il 1963 e il 1966, con 3 punti iridati; la sua prima stagione quasi completa è il 1967, con la Cooper T81, e centra la prima vittoria in Sudafrica. Dalla Cooper passa alla BRM per il 1968, sale tre volte sul podio in Belgio, Olanda e Canada. Il 1969 è una stagione complicata, ma il 1970 è il suo anno migliore con la seconda vittoria in F.1 a Spa, quella vecchia, per uomini duri e cavalieri del rischio senza paura!

Ma i veri risultati di Pedro sono con le ruote coperte. La prima volta corre a Le Mans con la Ferrari 500 Testa Rossa della NART, sul tracciato della Sarthe ci corre ben 14 volte e finalmente arriva la vittoria con la Ford GT40 di John Wyer nel 1968 in coppia con Lucien Bianchi. Poi la Porsche, Pedro è considerato il pilota n°1 della 917, anche se deve condividere la fama con Jo Siffert che da anni corre con le vetture di Zuffenhausen. Tra i due scoccano scintille, Pedro non molla mai!, e John Wyer ricorre al trucco di diversificare i turni guida: quando in pista c’è il messicano con la vettura delle svizzero corre il copilota e viceversa.

Le vittorie e la leggenda 917 è soprattutto merito di Pedro e di Jo, sempre in lotta, sempre veloci, sempre al limite, fino a quel drammatico 11 luglio 1971, quando Pedro sale sulla Ferrari 512M di Herberth Muller nella gara Interserie al Norisring. Qualcosa si rompe, la rossa sport esce fuori pista, si incendia, la “buena suerte” volta la faccia.

Addio Pedro, messicano volante!

Immagini © Porsche press – illustrazioni © m58

 

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About the Author

Massimo Campi

Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 40 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.



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