Storia

Published on Settembre 7th, 2020 | by Massimo Campi

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Ferrari 312T la regina del 1975

Niky Lauda vince il primo titolo mondiale con la Ferrari 312T nel 1975

Sette settembre 1975, la Ferrari 312T di Clay Regazzoni passa vittoriosa sotto la bandiera a scacchi sventolata dal Direttore di Gara nel GP d’Italia a Monza, alle sue spalle staccata di oltre 16 secondi, c’è la McLaren di Emerson Fittipaldi, ma poi arriva la Ferrari 312T di Niky Lauda che con il terzo posto vince matematicamente il suo primo titolo mondiale. In pista è grande festa, ancora di più nei box della squadra, con il giovane Direttore Sportivo Luca Cordero di Montezemolo ed il Direttore Tecnico Mauro Forghieri, che sono riusciti a portare alla vittoria più importante il cavallino rampante con il migliore pilota del campionato. Una vittoria sudata, ampiamente meritata da una squadra che ha attuato una profonda rivoluzione iniziata due anni prima.

All’inizio degli anni ’70 arriva una delle peggiori crisi della Ferrari, dopo avere rischiato di vincere il mondiale 1970 con la Ferrari 312B e Jacky Ickx, a Maranelo iniziano una serie di problemi. Il motore, il nuovo 12 cilindri boxer o v12 piatto come specifica l’Ingegnere Mauro Forghieri, funziona bene, è potente, più del V8 Ford Cosworth, ha conquistato il titolo mondiale Prototipi con la barchetta 312PB, ma in Formula Uno non riesce a concretizzare le potenzialità per colpa dei telai, dove la Ferrari ha seri problemi rispetto ai rivali inglesi. La 312B2 del 1971 è un fallimento, peggio la 312B3 guidata da Ickx e Merzario, concepita dall’Ingegnere Colombo con la monoscocca realizzata in Inghilterra dalla Thompson. La vettura non funziona, ha grossi problemi tanto che Jacky Ickx lascia la squadra a metà stagione per correre con la McLaren.

Il Drake ha problemi di salute, la gestione della squadra ne risente, Mauro Forghieri è impegnato su troppi fronti per potere studiare nuovi progetti, lascia le squadre, F.1 e prototipi, in mano ai vari collaboratori e con un piccolo gruppo di tecnici fidati realizza una monoposto studio, la 312B “Spazzaneve” dove mette in pratica alcuni studi aerodinamici. La monoposto svolge solo dei test ma da questa nasce la nuova 312B3 che sarà la vettura del riscatto e la base tecnica delle future vetture prodotte a Maranello.

Intanto anche la squadra subisce una grossa rivoluzione per il 1974, Enzo Ferrari ingaggia nuovamente Clay Regazzoni che caldeggia come secondo pilota il suo ex compagno in BRM, il giovane austriaco Niki Lauda. Al timone sportivo della squadra c’è un altro giovane, Luca Cordero di Montezemolo, ex pilota dilettante, che è subito piaciuto al Drake per le sue doti organizzative e nelle pubbliche relazioni. Tra Luca Montezemolo e Niki Lauda c’è subito grande intesa, la 312B3 va forte Niki Lauda vince il suo primo gran premio in Spagna 1974, ottiene un’altra vittoria in Olanda. Clay Regazzoni sale solo una volta sul gradino più alto del podio al Nurburgring, ma rimane in lizza per il titolo mondiale fino all’ultima gara, quando la situazione precipita per una uscita di strada nelle prove ed in gara la vettura non riesce ad essere efficiente. Lo svizzero è secondo nel mondiale dietro la McLaren di Emerson Fittipaldi, ma per il 1975 Mauro Forghieri sta preparando una nuova vettura, la 312T.

Il 27 settembre 1974 la Ferrari 312T viene presentata alla stampa. La monoposto è molto compatta e corta, lo stile è quello introdotto dalla Tyrrell di Derek Gardner, con la carrozzeria piuttosto larga per sfruttare l’aerodinamica. Una vettura corta ha una bassa inerzia polare che consente di avere un’auto molto agile nei cambi di direzione. Il telaio è del tipo monoscocca realizzata con pannelli in alluminio rivettati ad una struttura tubolare in acciaio a sezione rettangolare con supporti scatolati. La sospensione anteriore è stata completamente ridisegnata e fissata al telaio tubolare davanti alla paratia frontale della monoscocca con le ruote azionate da due lunghi puntoni che si estendono quasi fino al centro della scocca dove si collegano agli ammortizzatori Koni.  Anche la parte frontale della monoscocca è stata notevolmente ridotta mentre il muso a forma di pala è realizzato in vetroresina sagomata con l’alettone  anteriore in alluminio fissato sulla parte superiore. Le fiancate laterali, che si estendono tra le ruote anteriori e la parte posteriore davanti alle ruote, ospitano i radiatori dell’olio e dell’acqua, parti del motore e le strutture obbligatorie di impatto laterale. La carrozzeria è sagomata davanti alle ruote posteriori per dirigere il flusso d’aria lontano dagli ampi pneumatici posteriori Goodyear.  Nuova anche la sospensione posteriore, basata su bracci trasversali inferiori rovesciati. La grande innovazione tecnica introdotta da Forghieri riguarda il cambio trasversale da cui deriva la sigla “T”. L’albero primario del cambio è stato ruotato di 90° mediante una coppia di ingranaggi conici, il tutto per ridurre gli ingombri e le masse fuori dall’asse posteriore, sempre per migliorare la guidabilità della monoposto. Il motore V12 piatto, inizialmente è nella versione sviluppata nel 1974, con una potenza di oltre 500 CV a 12.200 giri/min.

Niki Lauda è il pilota destinato a sviluppare la vettura sulla nuova pista di Fiorano della Ferrari, ma il Drake nel 1975 decide di iniziare la stagione con la collaudata B3, per poi passare alla 312T dalla terza gara in Sudafrica dove la monoposto dimostra di avere ancora bisogno di messa a punto.  Tornati in Europa la stagione prosegue sul tracciato del Montjuic, le Ferrari volano nelle prove, Lauda è in pole con Regazzoni al suo fianco, ma i due si autoeliminano e la vittoria è rimandata. A Montecarlo, nonostante un calo di pressione dell’olio negli ultimi giri, Lauda conquista la prima vittoria stagionale per lui e la Ferrari e dopo vent’anni il Cavallino ritorna sul podio più alto del circuito monegasco.

In Belgio a Zolder va in testa Niki Lauda continuando a far segnare tempi imbattibili per gli avversari, ponendo sempre più margine fra lui e gli inseguitori. Solo Regazzoni riesce a rispondere ai tempi dell’austriaco, ma è troppo staccato per impensierirlo. Ad Anderstop in Svezia è nuovo trionfo per l’austriaco, Carlos Reutemann con la Brabham-Ford arriva alle sue spalle e davanti al ticinese della Ferrari che è sempre più relegato al ruolo di comprimario dal “computer” Lauda che non sbaglia un colpo. L’austriaco è nuovamente in pole position a Zandwoort, ma sul gradino più alto del podio sale la sorpresa James Hunt con la Hesketh-Ford progettata da Harwey Posteltwaithe che resiste agli attacchi di Lauda.

Al Castellet, Niky Lauda, pur avvicinato da James Hunt e Jochen Mass, riusce a concludere la gara in testa, conquistando la sesta vittoria della carriera, allungando il divario in classifica su Carlos Reutemann con un distacco di 22 punti. A Silverstone è il maltempo a dettare legge, tra cambi gomme ed uscite di strada la direzione di gara decide di sospendere la gara mentre in testa c’è Emerson Fittipaldi, per la 14ª e ultima volta in una gara del mondiale. Dietro al brasiliano si classificano, Carlos Pace con la Brabham  e Jody Scheckter con la Tyrrell, solo ottavo e fuori dai punti Lauda, mentre Regazzoni è 13°.

Al sabato, in prova, Lauda abbatte il muro dei 7 minuti sul giro del circuito del Nürburgring girando in  6’58″6, alla media di 196,383 km/h. in gara le possibilità della Ferrari di agguantare una doppietta svaniscono a causa della rottura del motore sulla vettura di Regazzoni e di una foratura per Lauda. Vince Carlos Reutemann davanti a Laffite che conquista primo podio per la Williams, Lauda cambiata la gomma riesce a finire sul gradino più basso del podio. Il 17 agosto 1975 a Zeltweg diluvia, nella pioggia spunta il colore arancio della March di Vittorio Brambilla che vince la sua unica gara in F.1 quando il direttore di gara sventola la bandiera a scacchi per lo stop anticipato dopo solo 29 dei 54 giri previsti. Solo la metà dei punti viene assegnata, con Lauda che conquista mezzo punto con il sesto posto.

A Monza basta mezzo punto a lauda per laurearsi campione del mondo piloti, ed è in arrivo anche il titolo costruttori per la rossa. Lauda corre badando al risultato finale, soprattutto curando Reutemann, unico rimasto in lizza per i titoli. Lauda e Regazzoni occupano la prima fila, l’austriaco lascia andare a vincere il compagno di squadra, cercando di rimanere lontano da possibili incidenti che rovinerebbero il risultato finale. Tra i due si inserisce Emerson Fittipaldi, ma Carlos Reutemann è solo quarto, alle spalle dell’austriaco che corona il grande successo della rossa 312T.

A Watkins Glen, ultimo appuntamento del 1975, il campione del Mondo Niky Lauda conquista la quinta vittoria stagionale. Per il 1976 la 312T scende nuovamente in pista conquistando tre vittorie, in Brasile e Sudafrica con Lauda e nel GP Stati Uniti occidentali a Long Beach con Regazzoni. Con il ritorno in Europa la 312T va in pensione lasciando il posto alla nuova T2.

Immagini © Massimo Campi

 

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Massimo Campi

Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 40 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.



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