Storia

Published on Agosto 17th, 2020 | by Massimo Campi

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La vittoria di Vittorio Brambilla

17 agosto 1975, la March del pilota monzese vince nel diluvio austriaco

Stagione 1975, la Ferrari è in testa al mondiale, Nicky Lauda si avvicina sempre di più a quel titolo che manca da 11 anni. I tifosi italiani accorrono tra le verdi colline della Stiria sul circuito dell’Osterreichring, per sostenere le rosse, dell’austriaco e di Clay Ragazzoni, uno dei beniamini del pubblico. Ma in F.1 ci sono altri due piloti italiani in gara, Lella Lombardi, la signora del volante e Vittorio Brambilla, il pilota di Monza, venuto dalle moto, campione italiano. Pilota duro, roccioso, grinta a mille e piede pesante, gli inglesi lo chiamano “Brambilla the Monza’s gorilla” tanto per inquadrare il pilota italiano nell’ambiente.

Il fine settimana inizia nel peggiore dei modi, con il dramma di Mark Donohue. Alla March del team Penske scoppia un pneumatico all’ingresso della prima curva, esce di pista e va a sbattere contro le barriere. Il bilancio è grave: la vettura di Donohue, ha falciato due addetti alla pista che muoiono praticamente all’istante, mentre il pilota visibilmente illeso sembra cosciente, ma vittima di un forte trauma alla testa ed è subito portato all’ospedale di Graz dove viene operato per rimuovere un grumo di sangue dalla zona cerebrale. Donohue durante l’operazione entra in coma e morirà tre giorni dopo senza mai essersi risvegliato.

La gara prende il via sotto un cielo plumbeo. Dalla pole scatta Niki Lauda, al suo fianco James Hunt, con la Hesketh, in seconda fila ci sono Fittipaldi con la Mclaren e il sorprendente Hans Joachim Stuck con una March Ford. Regazzoni con l’altra Ferrari è quinto, mentre Brambilla con una vistosissima March-Beta arancione è ottavo sullo schieramento di partenza.

La pioggia aumenta e su pressione di Ecclestone i piloti vengono richiamati ai box per montare gomme da bagnato e dopo 45 minuti sotto un autentico diluvio la gara prende il via.

Al via Lauda va in testa seguito da Hunt, ma è Depailler che con uno scatto fulminante sorprende tutti portandosi al terzo posto alla prima curva. La pioggia è incessante sulle colline della Stiria e dopo 15 tornate, Lauda la cui vettura è assettata per l’asciutto viene sorpassato da Hunt, ma il motore della Hesketh fa le bizze e anche l’inglese è costretto poco dopo a rallentare. Sono tanti che prendono la via dei box per vari motivi, tutti causati dalle condizioni meteo, come Peterson che è costretto a cambiare la visiera del casco e in tutto questo caos emerge prepotente la March arancione di Brambilla che guida la sua monoposto come un motoscafo sfidando i flutti sui saliscendi di Zeltweg. Il gorilla non molla, prima raggiunge Lauda in difficoltà e lo passa di grinta, poi approfittando delle soste degli avversari ai quali aveva comunque recuperato secondi su secondi, si porta in scia al leader Hunt. Al primo tentativo di attacco in staccata, l’inglese resiste, ma poi il Vittorio, lo passa di forza al secondo assalto, involandosi verso la vittoria.

Brambilla continua a condurre imperterrito la corsa fino al 29° giro, quando il direttore di gara decide di sospendere la corsa a causa delle terribili condizioni meteo. Quando taglia il traguardo Vittorio alza le mani al cielo e per un momento perde il controllo della March andando in testacoda subito dopo l’arrivo danneggiando il musetto. Quel muso diventerà una specie di trofeo nell’officina di famiglia a ricordo di quella giornata memorabile. Il punteggio assegnato fu dimezzato per via della sospensione anticipata della corsa, Brambilla aveva ben 38 anni, un’età in cui molti piloti si erano già ritirati, ma dimostrò al mondo tutto il suo valore in quel nubifragio austriaco.

Anche Enzo Ferrari fu molto contento di quella vittoria, tanto che inviò al fratello Tino un telegramma di congratulazioni per quell’impresa.

Illustrazione © Carlo Baffi

 

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About the Author

Massimo Campi

Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 40 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.



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