Storia

Published on Agosto 16th, 2020 | by Massimo Campi

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Ferrari 312 B, la prima con il boxer

Nel 1970 debutta la Ferrari 312B, la prima monoposto di Maranello con il nuovo 12 cilindri piatto, conquista la prima vittoria il 10 agosto in Austria

Gran premio del Sudafrica 1970, ai box della squadra di Maranello c’è la nuova Ferrari 312B, una monoposto voluta da Enzo Ferrari e progettata da Mauro Forghieri che porta in gara per la prima volta il nuovo motore 12 cilindri piatto. Una sola vettura, per il belga Jacky Ickx al suo ritorno nella squadra emiliana, che ottiene il quinto tempo in prova, staccato di 0.7” dalla March Tyrrell di Jackie Stewart, ma in gara il belga si dovrà fermare a 20 giri dalla fine per un problema al suo propulsore, ancora bisognoso di messa a punto.

La punta di diamante della monoposto è proprio il motore, Mauro Forghieri, il genio tutto fare, esplorara nuove strade e da vita al nuovo motore 12 cilindri boxer, una unità piatta, derivata da uno studio commissionato alla Ferrari per motorizzare un aereo con il motore che doveva essere contenuto nel profilo alare. Forghieri intuisce le potenzialità del motore applicato alle vetture da corsa, è molto basso e compatto, ottimo per abbassare il baricentro delle vetture e migliorare la tenuta di strada. Forghieri con Jacoponi, progetta la nuova unita di tre litri che, tra i tanti vantaggi, permette anche di avere una sezione posteriore bassa ed aerodinamicamente più pulita con vantaggi per il profilo alare al retrotreno.

Nasce così il motore Ferrari “Tipo 001”, ha i 12 cilindri contrapposti, viene subito denominato “Ferrari 12 Cilindri Boxer”, ma l’Ingegnere Forghieri ha sempre tenuto a precisare che è un V12 a 180°: «Non chiamatelo boxer. Tecnicamente è più giusto dire che è un 12 cilindri “piatto”. O se volete un 12 cilindri con le bancate a V di 180 gradi. La differenza è che le bielle di ogni bancata sono sullo stesso perno, quindi i pistoni si muovono nella stessa direzione, mentre nei boxer propriamente detti, come quello della Porsche, si muovono l’uno contro l’altro.»

I problemi da risolvere sono molti, soprattutto alla lubrificazione, poi  il 12 Boxer inizia a girare a 11.600 giri erogando 470 cv, ed a Maranello era nato il motore per contrastare il V8 DFV Cosworth che stava dominando la scena mondiale.

Nato il motore si costruisce anche la nuova vettura, la 312B è una monoposto abbastanza convenzionale, con due piccoli alettoni sul muso e uno più grande alle spalle dell’abitacolo, sopra il motore. Il telaio è una semimonoscocca, tubi di acciaio e pannelli di alluminio con il motore parzialmente portante, mentre il cambio è dotato di cinque rapporti. Particolare la posizione dei due radiatori dell’olio posti posteriormente, dietro l’asse posteriore delle ruote. La 312B sarà la prima a montare il nuovo motore “tipo 001/1” e la progenitrice delle future realizzazioni del cavallino rampante.  Nella sua carriera, tra il 1970 ed il 1971, ha partecipato a 19 corse, vincendone cinque (quattro nel 1970 ed una nel 1971) con sei pole position ed 11 giri veloci in gara.

La prima gara europea dell’anno è a Jarama in Spagna, una sola vettura al via per il belga, ma la gara è segnata da un grave incidente che coinvolge Jackie Oliver e Jacky Ickx alla Eses de Bugatti, le auto prendono fuoco con Ickx che rimane leggermente ustionato.

A Monaco vince Stewart, Ickx è costretto al ritiro dalla rottura di un semiasse, a Spa vince Pedro Rodriguez con la BRM dopo avere lottato con la March di Amon, Ickx è ottavo, ma il secondo pilota, Ignazio Giunti al debutto con la nuova monoposto è quarto dimostrando che la Ferrari 312B ha buone potenzialità. In Olanda a Zandwoort inizia il dominio della Lotus 72 di Jochen Rindt; Ickx sale sul gradino più basso del podio dietro la March di Stewart, ma alle sue spalle c’è Clay Regazzoni, anche lui al debutto con la monoposto rossa. A Clermont Ferrand Ickx ottiene la prima pole, ma in gara è la Lotus di Rindt a salire sul gradino più alto del podio, il belga deve abbandonare per problemi al motore dopo 16 giri, Giunti arriva 11° distaccato di tre giri dal leader. A Brands Hatch Ickx rompe la trasmissione, con Rindt nuovamente primo, salva il risultato Clay Regazzoni con un nuovo quarto posto. La velocità della Ferrari fa conquistare una nuova pole position ad Ickx sul velocissimo tracciato dell’Hockenheim, in gara la lotta è con Rindt che giunge primo sul belga distaccato di 0,7”. La vittoria per la rossa arriva finalmente in Austria a Zeltweg, il 10 agosto, con Ickx primo e Regazzoni secondo nella sua scia, mentre Rindt è costretto alla resa per problemi al motore.

A Monza si consuma il dramma di Jochen Rindt, la sua Lotus finisce contro le barriera per la rottura di un freno alla staccata della Parabolica e per il campione austriaco non c’è più niente da fare, ma il vantaggio del pilota Lotus è di 45 punti in campionato, una misura difficile da colmare per Ickx che rimane l’unico in grado di contrastarlo, ma in gara è costretto alla resa per problemi alla frizione. A Monza arriva la prima vittoria di Clay Regazzoni con la folla che impazzisce per il campione ticinese. In Canada a Mont Tremblant debutta la nuova Tyrrell-Cosworth, Stewart conquista la pole position ma in gara è fermo al 31° giro con problemi alla trasmissione. Per la Ferrari è una nuova doppietta, Ickx primo e Regazzoni secondo, con le speranza di conquistare in mondiale sempre più concrete, ma i sogni si fermano a Watkins Glen con il giovane Emerson Fittipaldi che conquista la prima vittoria in carriera con la Lotus 72, mentre Ickx è solo 4° dopo avere ottenuto la pole position in prova. A qual punto Jochen Rindt diventa matematicamente campione del mondo, anche se in Messico le Ferrari ottengo un’altra doppietta con Ickx e Regazzoni.

La 312B continua la carriera vincente la stagione successiva prima dell’arrivo della nuova vettura. Nella prima gara stagionale in Sudafrica, oltre ai piloti titolari Ickx e Regazzoni, c’è anche Mario Andretti che al debutto sulla rossa ottiene la sua prima vittoria in F.1 dimostrando di sapersi subito adattare alla massima categoria dell’automobilismo mondiale.

Immagini © Massimo Campi

 

 

 

 

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Massimo Campi

Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 40 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.



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