Storia

Published on Marzo 15th, 2020 | by Massimo Campi

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Anni ‘30, la stagione delle frecce d’argento

Nel decennio precedente al secondo conflitto mondiale le case tedesche dominano le corse.

Anni ’30, l’automobile diventa il nuovo simbolo della potenza industriale di un paese. La crisi economica seguita alla prima guerra mondiale stravolge gli equilibri politici e cambia il volto di alcune nazioni. Il potere in Germania è conquistato da partito nazionalsocialista di Adolf Hitler che subito rilancia la nazione attraverso investimenti industriali, soprattutto nel settore metallurgico. Le corse automobilistiche diventano un ottimo veicolo pubblicitario ed il Fuhrer sfrutta lo sport per la sua propaganda mediatica mondiale. Ogni oggetto made in Germany doveva essere il migliore nel proprio campo, anche e soprattutto nelle corse automobilistiche, vetrina perfetta per sbattere in faccia al mondo la propria superiorità sportiva e tecnologica.

Nel 1934 c’è il cambiamento che rivoluziona le corse introducendo il limite di peso massimo a 750 kg (a secco e senza ruote). Il nuovo regolamento apre la strada al dominio delle macchine tedesche che, grazie alle più avanzate tecnologie metallurgiche della propria industria nazionale, costruiscono auto più leggere per ospitare motori di cilindrata superiore alla concorrenza. In seguito a partire dal 1938 il peso massimo, da 400 a 800 kg, viene imposto secondo una scala in proporzione alla cilindrata. Con la nuova formula in vigore dal 1934 è anche fissato un limite di 500 km per la lunghezza dei gran premi. Nonostante la crisi economica che ha attanagliato l’Europa, ed in modo particolare le case petrolifere, la Daimler Benz decide il ritorno alle corse anche in seguito ai nuovi entusiasmi popolari conseguenti all’ascesa del nazismo.

Con l’approvazione del Fuhrer il ministero dei trasporti approva uno stanziamento di 450.000 marchi l’anno per lo sviluppo dei prototipi da corsa che viene destinato alla Mercedes ed alla nuova Auto Union, la fabbrica nata dalla fusione di quattro marchi tedeschi: Audi, Wanderer, Horch e DKW, una unione forzata dalla grande crisi mondiale dove i piccoli costruttori stanno sparendo ed altri si uniscono per concentrare le forze. Tale cifra copre solo un quarto delle spese previste dalla direzione Daimler-Benz, ed un decimo di quanto poi effettivamente speso. L’Auto Union, per sancire l’unione dei quattro marchi realizza lo stemma che è arrivato ai giorni nostri: quattro anelli uniti uno all’altro e disposti su una linea orizzontale, il marchio dell’Audi riproposto dal 1985.

Mercedes ed Auto Union le due grandi rivali

La nuova Mercedes è realizzata sotto il team di progettazione capeggiato da Hans Niedel, dopo che Ferdinand Porsche ha lasciato la fabbrica di Stoccarda per collaborare con la rivale Auto Union. La Mercedes W125 monta un motore sovralimentato ad 8 cilindri di 3,3 litri, con la trasmissione montata sull’asse posteriore. Il propulsore denominato M25 ha una potenza di oltre 300 cv, ed utilizza una speciale miscela composta da acetone, alcool metilico, nitrobenzolo ed etere.

L’Auto Union Type “C”, progettata dal team capeggiato da Ferdinand Porsche è discendente dalla prima Type “A” che a causa della scarsità di fondi (in seguito ancora alla crisi del ’29) rimase una validissima idea in attesa di adeguato supporto. La vettura è costruita attorno a un telaio tubolare cromo-molibdeno a traliccio su cui è fissata una carrozzeria in alluminio ed ha una concezione molto ardita per l’epoca con il motore di 16 cilindri posizionato al centro vettura. Il V16 vanta una cilindrata di 4,5 litri, sovralimentato, con asse a camme in testa. La trasmissione è composta dal cambio a cinque rapporti; le sospensioni sono indipendenti e l’abitacolo risulta molto avanzato per consentire l’alloggiamento del lungo propulsore dietro alle spalle del pilota.

1934 dominio Mercedes

Nel 1934 i piloti della Mercedes sono Rudy Caracciola, Luigi Fagioli e Manfred von Brauchitsch, mentre Hans Stuck è la stella dell’Auto Union. Al Gp di Germania le nuove Mercedes accusano problemi e trionfa Hans Stuck con l’Auto Union seguito da Luigi Fagioli. In Francia, a Monthlèry, le macchine tedesche sono le favorite rispetto ad Alfa Romeo e Bugatti che non hanno il livello tecnologico e l’organizzazione delle rivali tedesche, soprattutto quella della Mercedes capitanata dal direttore sportivo ed ex pilota, Alfred Neubauer. Nonostante la supremazia teutonica, Louis Chiron riesce a portare alla vittoria la sua Alfa Romeo dopo il ritiro delle vetture tedesche per vari problemi meccanici. Con la sconfitta francese le case tedesche si dedicano allo sviluppo con nuovi propulsori sempre più potenti. Il nuovo propulsore Mercedes sviluppa una potenza di oltre 350 cv, Luigi Fagioli trionfa a Pescara nella Coppa Acerbo ed in seguito nei GP di Italia e Spagna.

1935 vince la Mercedes, ma Nuvolari batte i tedeschi al Nurburgring

Nel 1935 le Mercedes sono pilotate da Caracciola, Fagioli ed occasionalmente da Hermann Lang, Richard Seamann e von Brauchitsch. Lang è un ex meccanico della casa tedesca, ed è stato Neubauer ad affidargli la guida di una monoposto. La Auto Union ha ingaggiato l’asso italiano Achille Varzi ed il giovane campione motociclistico tedesco Bernd Rosemayer. All’inizio stagione Fagioli si aggiudica il G.P. di Monaco, mentre Caracciola vince a Tripoli. Fagioli trionfa nuovamente all’Avus ed a Barcellona, Caracciola a Reims, seguito da von Brauchitsch. Caracciola vinse anche a Spa in Belgio.

L’apice della sfida tra le vetture tedesche arriva nel G.P. di Germania al Nurburgring. L’Alfa Romeo, diretta da Enzo Ferrari arriva in Germania con  tre vecchie P3 tipo B per Nuvolari, Brivio e Chiron. Le vetture del Portello hanno un motore leggermente potenziato a scapito dell’affidabilità della trasmissione; gli Italiani sanno che possono fare solo da comparsa contro la potenza dei motori tedeschi, ma Nuvolari ama il Nurburgring, le sue curve, vuole essere un protagonista partendo subito all’attacco sfruttando la maneggevolezza della sua monoposto. Caracciola parte in testa, distaccando Fagioli, seguito dall’Alfa Romeo di Tazio Nuvolari, poi c’è la grande rimonta del giovane Rosemayer che dopo avere superato il mantovano, va all’attacco della Mercedes di Caracciola fino a quando viene ritardato da alcuni problemi al motore e dal cambio di una gomma. Anche Caracciola si ferma, rimane in testa von Brauchitsch, ormai sicuro di vincere, ma alle sue spalle c’è l’Alfa Romeo di Tazio Nuvolari, scatenato all’inseguimento della vettura tedesca, fino a quando lo supera andando a vincere sotto lo sguardo attonito dei gerarchi nazisti. Caracciola vince nuovamente in Svizzera, ed in Spagna, completando la trionfale stagione per la Mercedes e conquistando anche l’ambito titolo di Campione d’Europa.

1936, l’anno di Rosemayer

Nel 1936, in Mercedes, Rudy Caracciola è sempre il pilota di riferimento per Alfred Neubauer, causando spesso vari attriti con gli altri piloti Mercedes che accusano il Team Manager tedesco di favorire Caracciola a discapito di tutti gli altri. Nuebauer è un grande pianificatore delle corse, privilegiando le tattiche, la programmazione dei rifornimenti e dei cambi gomme all’esuberanza dei vari piloti, procedure che decidono spesso l’esito delle gare relegando in secondo piano le doti velocistiche degli uomini. Caracciola campione di grande esperienza, sa sfruttare al meglio gli ordini di Neubauer, applicando una visione strategica alla gara, mentre altri privilegiano spesso la guida al limite senza badare alle strategie di gara ed alla conservazione dei mezzi meccanici e delle gomme sempre più stressate dalle grandi potenze in gioco.

La Auto Union punta sui veterani Stuck e Varzi ma anche sulla nuova stella Rosemayer. La Mercedes schiera la nuova versione della W125 con il nuovo motore di 4,9 litri in grado di sviluppare oltre 400 cv di potenza. Nel GP di Barcellona le Mercedes si arrendono alla velocità dell’Auto Union di Rosemayer. Il giovane tedesco domina la stagione vincendo i Gp di Spagna, Germania e Svizzera ed a Pescara nella Coppa Acerbo. Il 1936 sarà l’anno dell’Auto Union e di Bernd Rosemayer, un binomio praticamente imbattibile con il giovane tedesco che si distingue per il suo stile aggressivo e veloce. Per la Mercedes è un anno nero, con il ritiro in quattro corse per mancanza di competitività. Durante la stagione, per rimediare alle brutte figure subite, vengono decisi dei cambiamenti nella struttura della squadra, con un collegamento diretto tra il reparto corse di Neubauer e l’ufficio progettazione che venne affidato al giovane ingegnere

Rudolf Uhlenhaut. L’ingegnere tedesco ha studiato in Inghilterra ed ha anche grandi doti di pilotaggio: spesso scende in pista collaudando lui stesso le varie soluzioni tecniche sulle monoposto e diverse volte fa dei tempi sul giro inferiori ai piloti ufficiali, tanto che venne redarguito dal suo diretto superiore, Fritz Lang, il capo del Reparto sperimentale con Max Wagner ed Albert Heess che affiancano Uhnleaut. In Mercedes, visto i risultati, si dedicano alla nuova W125 con il V8 di 5,6 litri in grado di sviluppare una potenza di 640 cv.

1937, Rosemayer conquista la Coppa Vanderbilt

Il pilota inglese Richard Seaman si era già affermato in varie corse con la Delage, MG ed Era, e viene scelto dalla Mercedes per affiancare Lang nel 1937. La W125 con il nuovo V8 debutta al GP di Tripoli in Libia, un circuito molto veloce con curve da oltre 240 all’ora. La Auto Union monta un motore di 6 litri, con Rosemayer sempre come prima guida. In Libia vince Lang, conquistando la prima vittoria dell’anno.

All’Avus, sia Auto Union che Mercedes hanno carrozzerie aerodinamiche per sfruttare le alte velocità sui lunghi rettilinei in cui si superano i 300 Km/h. Caracciola vince la prima batteria, Lang la seconda e la finale facendo registrare una media di oltre 260 Km/h. Due settimane dopo Rosemayer si aggiudica per la terza volta la corsa dell’Eifelrennen.

Sia Mercedes che Auto Union partecipano alla Coppa Vanderbilt negli Stati Uniti. Il grande favorito doveva essere Seaman, ma Rosemayer la spunta conquistando l’ambita coppa.  Rudolf Hasse vince in Belgio con l’Auto Union, mentre Caracciola è primo in Germania dopo lo stop ai box di Rosemayer, saldamente in testa, a causa della foratura di una gomma. A Monaco, Caracciola e von Brauchitsch litigano per la prima posizione. Neubauer espone il cartello che favorisce Caracciola, ma von Brauchitsch disobbedisce al capo andando a vincere con grande disappunto di Neubauer.  Rosemayer, nonostante un problema ad una ruota, vince la Coppa Acerbo, mentre Caracciola è primo al Bremgarthen ed il GP d’Italia, conquistando i necessari punti per vincere il campionato piloti del 1937.

1938, la sfida dei record di velocità

Oltre alle gare in pista ed in salita, la competizione tra le case tedesche si estende per la conquista dei record di velocità, con prototipi aerodinamici derivati dalle vetture da grand prix. Il 28 gennaio 1938 perde la vita Rosemeyer mentre stava tentando di battere il record di velocità di 432,69 Km/h appena conquistato dalla Mercedes di Caracciola. La sua Auto Union, a causa di un colpo di vento, usce di strada sull’autostrada Francoforte/Darmstadt mentre viaggia ad oltre 420 km/h. Il campione tedesco, genio del volante, un talento unico e per certi versi irripetibile che ha brillato per un tempo troppo breve, muore sul colpo lasciando un grande vuoto tra i suoi ammiratori. Il pilota dell’Auto Union fra il 1935 e il 1937 ha vinto 10 GP e si è aggiudicato il titolo di Campione Europeo Grand Prix 1936, l’equivalente del successivo mondiale di Formula Uno. Per meglio inquadrare l’eccezionalità del talento naturale di Rosemeyer basta ricordare che ha ottenuto la prima vittoria automobilistica su una vettura da Gran Premio alla sua seconda gara in macchina dopo alcune corse in motocicletta ed il debutto con un secondo posto all’Eifel GP del Nürburgring nel 1935 con la Type “C”, una delle vetture più potenti e difficili da dominare del tempo. Nel 1938 viene introdotta una nuova formula che limita a 3 litri la cilindrata per i motori sovralimentati, e 4,5 litri per gli aspirati, per ridurre le prestazioni che hanno subito un forte incremento negli ultimi anni.

La W154 Mercedes rappresenta l’evoluzione della precedente vettura e monta un nuovo V12 sovralimentato da 460 cv. L’Auto Union presenta il nuovo modello Type “D” con un 12 cilindri 3 litri come quello della Mercedes. Rispetto alla predente monoposto, la Type “C”, il motore risulta leggermente arretrato per garantire maggiore comodità al pilota. Nel frattempo Ferdinand Porsche ha lasciato l’Auto Union per dedicarsi alla nascita della Volkswagen, l’auto per il popolo voluta da Hitler. La prima corsa con i nuovi regolamenti è vinta dalla Delahaye di Renè Dreifuss sul circuito cittadino di Pau. Il francese, nonostante la scarsa potenza della sua auto rispetto alle rivali tedesche, non si deve fermare ai box per fare rifornimento vincendo la gara. Nella stessa competizione c’è l’abbandono dell’Alfa Romeo da parte di Nuvolari dopo che la sua vettura ha preso fuoco durante le prove e viene  ingaggiato dall’Auto Union, che cerca un nuovo campione dopo la scomparsa di Rosemeyer.

A Tripoli sono iscritte solo tre Mercedes per Caracciola, Lang e von Brauchitsch, mentre le nuove Auto Union devono ancora essere collaudate e non vengono iscritte. Lang vince davanti alle altre due Mercedes di von Brauchitsch e Caracciola. A Reims arrivano le Auto Union con Hasse e Kautz, ma sono subito fuori gara dopo un incidente avvenuto al primo giro, lasciando via libera alle Mercedes che vince con von Brauchitsch davanti a Caracciola e Lang. Nel GP di Germania prende subito il comando Lang, ma ben presto esce di pista lasciando via libera a von Brauchitsch seguito da Seaman e Caracciola che poi cede la propria macchina a Lang. Von Brauchitsch rientra ai box per il secondo rifornimento ancora in prima posizione, ma durante il rifornimento la sua macchina prende fuoco per una fuoriuscita di benzina dal serbatoio. Nessuna  conseguenza per i presenti ai box, ma nelle fasi concitate seguite allo spegnimento delle fiamme non è rimontato bene lo sterzo. Von Brauchitsch ritorna in corsa, ma poco dopo, a 200 km/h si stacca il volante e la sua Auto Union esce di pista fortunatamente senza nessuna conseguenza per il pilota tedesco che rientra ai box, piuttosto arrabbiato, con il volante in mano. Seaman intanto vince la gara, seguito da Lang con la vettura ereditata da Caracciola e dalle Audi di Hans Stuck e Tazio Nuvolari.

Il GP d’Italia 1938 si tiene a Monza su un percorso misto l’11 settembre, Nuvolari con la sua Auto Union è sempre più veloce insediando spesso le rivali Mercedes. Von Brauchitsch, Lang e Seaman si ritirano per vari guasti alle loro Mercedes e la corsa è vinta dall’asso mantovano. A Donington arriva la seconda vittoria stagionale per l’Auto Union di Nuvolari che si aggiudica il GP di Inghilterra compiendo una rimonta straordinaria dopo essere arretrato al quarto posto, rimontando su Lang e Seaman che giungono nell’ordine alle sue spalle.  Hans Stuck vince la gara in salita del Glossglockner in Austria con una Auto Union, davanti alle Mercedes di Lang e von Brauchitsch. Alla fine anno la vittoria del Campionato Europeo è ancora per Caracciola e la Mercedes, la Auto Union inizia ad essere competitiva solo nella parte finale della stagione ‘38 più per merito della classe di Nuvolari che della Type “D”.

1939, l’ultima gara all’Auto Union di Nuvolari

Nel 1939 la Mercedes W154 rimane sostanzialmente invariata, viene aggiornato il V12 che dispone di 495 cv di potenza, equipaggiato da un doppio compressore, una soluzione adottata anche dalla rivale Auto Union. In Libia, nel GP di Tripoli, il governo fascista decide di limitare la cilindrata delle vetture in gara a 1.500 cc, per favorire le Alfa Romeo ed impedire la partecipazione alle rivali tedesche.

Alla Mercedes non si arrendono ed in poco tempo realizzano una nuova vettura denominata W165 con un motore da 8 cilindri che sviluppa una potenza di oltre 200 cv. Le Alfa Romeo e la Maserati 4CL hanno una potenza inferiore ed in Libia è Hermann Lang a salire per la terza volta sul gradino più alto del podio seguito da Rudy Caracciola e dalle rivali italiane. La W165 corre solo una volta in Africa, poi viene messa nel museo della casa tedesca. Hermann Lang vince anche in Svizzera, Eifel, Pau, Rio e Belgio diventando Campione Europeo dell’anno con la Mercedes W154-M163. In Belgio perde la vita Richard Seamann, rimasto imprigionato nel posto guida della sua Mercedes. A Spa piove copiosamente, ma Seamann parte all’attacco superando Lang e prendendo il comando della gara, continuando a spingere fino a prendere un vantaggio di 30” sul compagno di squadra nonostante la sosta per il rifornimento ai box. In seguito alla pioggia la Mercedes esce di pista alla Suorce schiantandosi contro un albero e prendendo fuoco. Il pilota inglese, privo di conoscenza, rimane incastrato nei rottami ardenti della sua monoposto, viene estratto dopo diverso tempo spirando il giorno dopo per le ustioni subite.

In Germania, sul tracciato del Nurburgring, Lang prende subito il comando ma si deve presto ritirare lasciando inizialmente la testa alla Maserati di Paul Pietsch che è seconda. Caracciola intanto viaggia di conserva risparmiando le gomme, ma fa valere la sua classe riportandosi in testa alla gara e vincendo per la sesta volta il GP di Germania, seguito dall’Auto Union di Hermann Muller dopo che Nuvolari si è dovuto ritirare per problemi meccanici.  Sul Grossglockner, Hermann Lang con la Mercedes vince battendo anche il record dell’Auto Union di Stuck. A Berna c’è un nuovo dominio Mercedes con Lang, Caracciola e von Brauchitsch nell’ordine, seguite dalle Auto Union di Muller e Nuvolari. La Iugoslavia organizza un Grand Prix su un circuito cittadino a Belgrado. Lang passa subito in testa, ma presto si deve ritirare per un guasto al motore, mentre von Brauchitsch si gira lasciando via libera all’Auto Union di Nuvolari che vince la gara.

E’ il 3 settembre del 1939 e sarà l’ultimo Gran Premio prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale che pone fine per un quinquennio allo sport dell’automobile. Buona parte dell’alta tecnologia delle vetture tedesche viene dispersa e la sconfitta patita pone fine a tutte le velleità sportive tedesche. L’Auto Union sarà nuovamente smembrata, ma il marchio sportivo ritorna molti anni dopo con l’Audi. La Mercedes invece ci mette pochi anni per ritornare nello sport. Negli anni ’50 Unlehaut e Neubauer riportano le frecce d’argento alle antiche glorie prima di ritirarsi definitivamente dopo avere dimostrato nuovamente la potenza tecnologica del marchio con la stella a tre punte.

Immagini © Audi/press – Mercedes/press – Massimo Campi

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About the Author

Massimo Campi

Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 40 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.



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