Storia

Published on Marzo 7th, 2020 | by Massimo Campi

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Ferrari 312 Boxer

Il 7 marzo 1970 debuttava a Kyalami la Ferrari 312B con il nuovo motore 12 cilindri boxer

Fine anni ’60, la Ferrari è in una fase di profonda ristrutturazione. Enzo Ferrari ha appena completato l’accordo con Gianni Agnelli che consentirà sviluppo e lunga vita alla fabbrica di Maranello, ma l’immagine sportiva del cavallino rampante ha bisogno di vittorie e la scuderia di Maranello non è più la macchina vincente dell’inizio del decennio. La guerra con la Ford è finita nel 1968, ma la Ferrari non ha più costruito un prototipo vincente per correre nelle gare di durata, dedicando tempo e risorse alla Formula Uno, ma i risultati non sono arrivati con le nuove vetture tre litri che dovevano rappresentare la riscossa delle rosse. Qualche sporadica vittoria, nel  1966 a Spa con John Surtees  nel GP d’Italia con Lodovico Scarfiotti poi Jacky Ickx cala il suo asso sotto la pioggia a Rouen nel 1968 e scappa in Brabham nella stagione successiva dove dimostra tutta la sua classe sulla Nordschleife ed a Mosport Park, mentre Cris Amon non riesce mai a salire sul gradino più alto del podio con la 312 V12.

Nel 1967 debutta il nuovo Ford V8 Cosworth DFV, una rivoluzione con in suoi 450 cv a 9.500 giri mentre il V12 non riesce ad erogarne più di 430 ad oltre 11.000 giri e pesa molto di più. Le Lotus e la Brabham volano con il DFV,  Maranello è in un vicolo cieco. Serve una svolta, un nuovo motore, Mauro Forghieri, il genio tutto fare, ottiene da Ferrari un periodo di allontanamento dalle corse, deve studiare, esplorare nuove strade e da vita al nuovo motore 12 cilindri boxer, una unità piatta, derivata da uno studio commissionato alla Ferrari per motorizzare un aereo con il motore che doveva essere contenuto nel profilo alare. Forghieri intuisce le potenzialità del motore applicato alle vetture da corsa, è molto basso e compatto, ottimo per abbassare il baricentro delle vetture e migliorare la tenuta di strada.

Forghieri con Jacoponi, realizza il primo 12 cilindri “piatto” di soli 2 litri, per la barchetta 2012 che domina il Campionato Europeo della Montagna del 1969, per poi passare alla nuova unita di tre litri che, tra i tanti vantaggi, permette anche di avere una sezione posteriore bassa ed aerodinamicamente più pulita con vantaggi per il profilo alare al retrotreno. All’Ufficio Studi Avanzati ci lavorano, oltre a Forghieri, Salvarani, Marchetti, Maioli, Marchetti, Panini, Lugli e Paccagliani, un team di tecnici e disegnatori per delineare il futuro tecnico della Ferrari.

Nasce così il motore Ferrari “Tipo 001”, ha i 12 cilindri contrapposti, viene subito denominato “Ferrari 12 Cilindri Boxer”, ma l’Ingegnere Forghieri ha sempre tenuto a precisare che è un V12 a 180°: «Non chiamatelo boxer. Tecnicamente è più giusto dire che è un 12 cilindri “piatto”. O se volete un 12 cilindri con le bancate a V di 180 gradi. La differenza è che le bielle di ogni bancata sono sullo stesso perno, quindi i pistoni si muovono nella stessa direzione, mentre nei boxer propriamente detti, come quello della Porsche, si muovono l’uno contro l’altro.»

Problemi iniziali con la lubrificazione, tanto che Forghieri, per capire cosa stava succedendo, si veste con uno scafandro ed osserva un motore aperto mentre gira al banco prova. “scoprimmo che c’era un problema di incollaggio del lubrificante all’albero a gomiti creando attrito ed ostacolando la rotazione. Realizzammo una serie di modifiche per fare in modo che la rotazione dell’albero schizzasse via il lubrificante, inoltre studiammo le parti interne per creare depressione con conseguente buon ricircolo dell’olio”.

Risolti i problemi il 12 Boxer inizia a girare a 11.600 giri erogando 470 cv, era nato il motore per contrastare il V8 DFV inglese. Tempo di costruire anche la nuova vettura, la 312B una monoposto abbastanza convenzionale, con due piccoli alettoni sul muso, e uno più grande alle spalle dell’abitacolo, sopra il motore. Particolare la posizione dei due radiatori dell’olio posti posteriormente, dietro l’asse posteriore delle ruote. Sarà la prima a montare il nuovo motore “tipo 001/1” e la progenitrice delle future realizzazioni del cavallino rampante.  Il debutto avviene il 7 marzo 1970 a Kylami con Jacky Ickx che conquista la quinta posizione in griglia ma si deve  ritirare a 20 giri dalla fine per problemi meccanici. La prima vittoria stagionale andrà a Jack Brabham con la sua monoposto, ma la Ferrari ha dimostrato che la nuova vettura ha potenzialità e con il belga Jacky Ickx, conquista tre vittorie lottando per il titolo mondiale fino alla penultima gara. Quel titolo andrà allo scomparso Jochen Rindt con la velocissima Lotus 72, ma nel 1970 la 312B permetterà a Clay Regazzoni di mettersi in mostra con la fantastica vittoria a Monza ed a Ignazio Giunti di conquistare il quarto posto a Spa. Usata anche le prima gare del 1971, conquista la vittoria in Sud Africa con Mario Andretti.

Il motore Ferrari Tipo 001 presto consentirà alla Ferrari di imporre nuovamente la sua supremazia tecnica nella massima formula e nella gare di durata.  Del 12 cilindri boxer sono state realizzate diverse versioni, dalla Tipo 001/1, fino alla Tipo 015, che verranno utilizzate ininterrottamente per 11 stagioni agonistiche dal 1970 al 1980.

Le varie evoluzioni sono state contrassegnate da un costante sviluppo superando la soglia dei 530 cv a 12.500 giri in gara. Nelle undici stagioni in cui è stato utilizzato il 12 cilindri Boxer ha collezionato 37 vittorie su 158 partecipazioni, conquistato quattro titoli mondiali costruttori  nel 197519761977, 1979 e tre titoli mondiali piloti nel 19751977 e 1979 in Formula Uno con Lauda e Scheckter. Oltre alle monoposto il motore di tre litri è stato montato sulla Ferrari 312PB, la barchetta prototipo che ha conquistato il titolo Mondiale Marche del 1972.

La fine del 12 cilindri Boxer  arriva con le nuove wing cars dove il vantaggio telaistico di avere il baricentro basso garantito dal motore piatto, venne azzerato dal vantaggio aerodinamico dello sfruttamento dell’effetto suolo. Per sfruttare l’aerodinamica inferiore le monoposto necessitano di un ridotto ingombro trasversale del propulsore per poter incorporare nel progetto della vettura ampi canali nelle pance laterali. Inoltre il turbocompressore sta rivoluzionando anche la tecnica motoristica ed alla Ferrari, dopo 11 gloriose stagioni, il 12 Boxer viene mandato in pensione per il nuovo sei cilindri turbo a V di 120° che debutterà nel 1981.

Immagini © Massimo Campi

 

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Massimo Campi

Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 40 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.



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