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Published on Agosto 8th, 2019 | by Massimo Campi

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Bugatti T35, l’arma di patron Ettore

Al GP di Francia del 1924 debutta la nuova vettura realizzata a Molsheim

Lione, agosto 1924, vigilia del Gran Premio dell’Automobil Club di Francia, nel paddock irrompe un convoglio di vetture, tutte in fila, ordinate, di colore azzurro. La carovana è guidata da Ettore Bugatti, che ha voluto testare direttamente su strada, da Molsheim a Lione, la sua nuova vettura da corsa, la T35. Ben cinque sono le vetture realizzate, pronte alla partenza della gara, al seguito altre Bugatti e camion dell’assistenza con vari ricambi e gomme ed una roulotte di appoggio per rilassarsi. A Molsheim, in Alsazia, si è molto lavorato su questa nuova vettura, rivoluzionaria nel panorama automobilistico dell’epoca, una nuova scommessa di patron Ettore, tanto sicuro di avere realizzato un buon lavoro da affrontare il tragitto verso Lione su strada, per dimostrare che le sue vetture da corsa possono essere tranquillamente usate sulle polverose strade dell’epoca.

La gara la vincerà Giuseppe Campari con la potente Alfa Romeo P2, la prima Bugatti T35 è settima, pilotata da Jean Chassagne, ma la storia di questa importante vettura da corsa è iniziata.  La linea delle vettura si presenta di indubbio stile, quello che ha sempre contraddistinto le creazioni del costruttore alsaziano. La T35 è snella, essenziale, leggera, ma al contempo di grande stile. Le sue linee si distaccano dalla precedente produzione Bugatti, con dimensioni molto più compatte, una grande linearità nel disegno e l’ottima disposizione delle masse. Ogni particolare è concepito con una funzione ben precisa ma in maniera minimale, fondendosi in uno splendido equilibrio stilistico. Il telaio è concepito attorno a due longheroni che si allargano al centro in prossimità dell’abitacolo per poi rastremarsi verso il muso e la coda, con spessori decrescenti verso  le estremità per avere una maggiore rigidezza con un peso ridotto. La carrozzeria ricalca il profilo del telaio, coda stretta per ospitare il serbatoio, si allarga in prossimità dell’abitacolo dove si trova il posto di guida e quello per il meccanico, per poi rastremarsi attorno al motore per finire con il radiatore a forma di ferro di cavallo, che diventerà di consuetudine per le creature di Ettore Bugatti. L’assale anteriore è un vero pezzo d’arte, tubolare, ricavato per tornitura, un capolavoro stilistico e di rigidezza. Bellissime anche le ruote, in lega leggera con cerchi scomponibili ad otto razze e tamburi dei freni incorporati, una soluzione avveniristica per l’epoca, molto più bella ed economica dei cerchi a raggi abitualmente in uso dalle altre case costruttrici. Il motore è un otto cilindri in linea di circa due litri, corsa lunga, con alesaggio 60 mm x 88 mm di corsa per una cilindrata di 1989,5 cc. Bellissimo anche alla vista, come di consuetudine per le realizzazione della fabbrica alsaziana. Praticamente è l’unione di due quattro cilindri accoppiati con un’unica testata, il tutto sempre senza guarnizioni a sottolineare la precisione meccanica raggiunta a Molsheim. La potenza, nella versione aspirata è di 90 cv. Unico neo i freni, comandati ancora meccanicamente con un sistema a filo, ma patron Ettore non si fidava ancora di nuove soluzioni. Con La Type 35 le leghe leggere sono entrate nella tecnologia impiegata da Ettore Bugatti, oltre al motore anche parti della trasmissione e la carrozzeria erano realizzati con questa tecnologia: “il peso è un nemico” sarà il credo principale del patron di Molsheim.

Inizia così, dal Gran Premio di Francia, l’8 agosto 1924 la storia della T35, una delle vetture simbolo di Ettore Bugatti. Elegantissima, come le altre vetture Bugatti, ma anche essenziale nelle linee, con una meccanica che sembra un capolavoro per l’accuratezza delle lavorazioni, con il potente motore che è anche bello da ammirare quando si apre il cofano; l’abitacolo, stretto e spartano con il cruscotto in alluminio rifinito “a rosetta” ed il grosso volante in lega leggera con le quattro razze.

Ben presto arrivano i successi sportivi che verranno presto accompagnati da quelli commerciali. Le vittorie della T35 diventeranno anche un ottimo veicolo pubblicitario per i modelli di lusso prodotti a Molsheim. La T35 originaria verrà prodotta in 96 esemplari, poi succederanno la varie derivate, sempre con un buon successo sportivo e commerciale. La 35A rappresenta la prima evoluzione commerciale, in pratica una vettura meno costosa con soluzioni più adatte alla circolazione stradale,  come le ruote a raggi ed un motore meno potente, circa 75 cv che monta un albero motore su tre supporti di banco a bronzine. Della T35A vengono prodotti ben 139 esemplari adatti soprattutto ai clienti amanti della guida sportiva, ma molte vetture vengono usate anche in varie competizioni. Per la gare viene invece realizzata la T35C, con l’otto cilindri che ha anche la sovralimentazione con il compressore Roots che incrementa la potenza a 128 cv e viene realizzata in 50 esemplari. Segue la 35T sviluppata per la Targa Florio con l’otto cilindri che ha una cilindrata di 2.263 cc, e da questa viene derivata la 35TC sovralimentata col il compressore Roots che arriva alla potenza di quasi 140 cv.

Dalla Type 35 deriva la Type 37 con l’otto cilindri di 1.496 cc di cui viene anche prodotta la versione con il compressore e la Type 39 che monta sempre l’otto cilindri di 1.493 cc con compressore ed anche la versione di 1.092 cc, un altro capolavoro meccanico prodotto dalle officine alsaziane.

La Type 35 rappresenta un momento importante per Ettore Bugatti e sarà la principale icona tra le vetture prodotte a Molsheim. Nonostante lo stile sia essenziale, adatto alle competizioni ed alla pura prestazione velocistica, patron Ettore ha saputo introdurre alcuni caratteri distintivi, dal radiatore a ferro di cavallo alle ruote in lega leggera, all’eleganza nella semplicità, che hanno reso il disegno della vettura sportiva distinguibile e più bello rispetto alla concorrenza.

La T35, nelle varie versioni, è stata una grande arma nelle mani ufficiali e per tanti piloti e scuderie private. Si stima che le varie T35 abbiano preso parte ad oltre 1.800 gare, con molteplici ed importanti vittorie tra cui la Targa Florio, i Gran Premi di Francia, Italia, Spagna, Algeria, Tripoli, Monaco ed Europa. Tanti i piloti, ufficiali e privati che hanno avuto l’onore di correre e vincere con le macchine di Ettore Bugatti, tra loro nomi importanti come Tazio Nuvolari, Emilio Materassi, Louis Chiron, Philippe Etancelin, Renè Dreyfus, giusto per citarne alcuni. Ancora oggi le piccole T35 sono tra le vetture più ambite ed ammirate nelle varie rievocazioni storiche.

Immagini Massimo Campi

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About the Author

Massimo Campi

Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 40 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.



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