John Surtees, il “figlio del vento” - Motoremotion.it


Formula 1

Published on Febbraio 11th, 2019 | by Massimo Campi

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John Surtees, il “figlio del vento”

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Campione mondiale con le moto e con le auto, il sogno di tanti piloti, soprattutto nel primo dopo guerra quando non esisteva ancora la scuola di kart per chi voleva correre con le quattro ruote ed erano le moto a fare da scuola ai futuri campioni dell’automobilismo. Diversi campioni mondiali delle due ruote sono passate alla quattro, ma nessuno è mai riuscito ad emergere completamente in entrambe le specialità, eccetto John Surtees, nato a Tatsfield, in Inghilterra, l’11 febbraio 1934.

 

 

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Sono ben otto i titoli mondiali a carico di John Surtees, simbolo della passione e del successo parlando in termini di competizioni in pista. Un pilota a tutto tondo, in grado di vincere sette titoli con le due ruote ed il titolo mondiale del 1964 con la F1.

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Nessun pilota ad oggi è stato in grado di fare tanto e di farlo con il suo stile. Entusiasmo, passione, rigore e una dettagliata analisi dei circuiti e degli avversari trasformano la lunga carriera del talento inglese in continui successi, in tutte le categorie e su tutti i tipi di pista.

Ha corso con i maggiori marchi del suo tempo: Norton, MV Agusta, Cooper, BRM, Ferrari, Honda, Lola, ed infine ha anche creato una propria scuderia in F.1, ma senza nessun particolare risultato.

La passione per le moto è nel sangue, si dedica sin da ragazzo alle due ruote, debuttando e vincendo nel 1951 all’Excelsior B14 categoria 500.

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La sua prima presenza nelle classifiche del motomondiale risale alla stagione 1952 quando ha ottenuto un sesto posto in Classe 500, nel Gran Premio motociclistico dell’Ulster con una Norton, distaccato di un giro dal vincitore Cromie McCandless con una Gilera.

Per ritrovare il suo nome nelle classifiche mondiali bisogna aspettare il 1955 con la Norton nella classe 350 e la NSU nella 250 dove vince la sua prima gara mondiale sempre all’Ulster. Nel 1966 corre con la MV Agusta, ed inizia ad essere il pilota da battere.

Ottiene in tutto ben 68 vittorie in 76 gare disputate, che gli garantiscono una fama internazionale di pilota preciso e straordinariamente sensibile. “Big John”, come viene chiamato dalla stampa britannica, flessibile e meticoloso, osserva ogni piccolo dettaglio, per essere sempre al meglio delle condizioni e delle prestazioni. Fino agli anni ‘60, John Surtees conquista successi dietro successi, per un incomparabile record fatto di 37 Gran Premi, 44 podi e di un incredibile numero di miglior giri veloci.

GP degli USA

Tra i suoi record vi sono anche quello di avere ottenuto la vittoria in tutti i gran premi delle 350 e delle 500 del motomondiale 1959 e quello di aver conquistato i tre titoli consecutivi della 500, dal 1958 al 1960, oltre che quelli della 350 nel 1958 e nel 1959, ottenendo sempre il massimo punteggio teorico possibile: in quegli anni venivano presi in considerazione per la classifica finale i migliori 4 risultati ottenuti durante la stagione e Surtees aveva ottenuto ogni anno almeno 4 successi.

In totale, con le due ruote, ha vinto sette titoli mondiali: dal 1958 al 1960 nella classe 350, nel 1956 e dal 1958 al1960 nella classe 500.

Due ruote prima, quattro ruote subito dopo. Mentre continuava la carriera motociclista, nel 1960, iniziò a correre anche con le quattro ruote. Partecipò al gran premio di Monaco con la Lotus dove si ritirò per problemi meccanici e al Gran Premio di Inghilterra sempre con la Lotus dove arrivò secondo.

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Il talento di Surtees viene notato anche nel mondo delle auto e presto gli viene proposto di correre anche sulle quattro ruote. Il ‘61 con Cooper, il ‘62 con Lola rappresentano un periodo di studio, miglioramento tecnico e interventi meccanici utili a rendere le macchine inglesi più competitive. Proprio nel ‘62, a Monza, il pilota inglese attira l’attenzione di Enzo Ferrari, colpito dalla personalità e dallo stile del campione inglese. Ben presto arriva l’accordo tra i due e nel 1963, Surtees è il pilota numero uno della Scuderia Ferrari, vince il suo primo G.P. in Francia ed arriva quarto assoluto nel mondiale con la 156.

Surtees And Ferrari

Il 1964 è un anno memorabile che vede John, ribattezzato dalla nuova famiglia di adozione, la Ferrari, come il “Figlio del Vento”, conquistare il titolo mondiale in F1 con la nuova 158.

Ma ben presto la grande personalità di entrambi porta al divorzio e nel 1966 passa alla Cooper-Maserati  e vince il GP del Messico. Intanto vince la prima edizione della nuova seria Can Am in america con una Lola T70-Chevrolet gestita da lui.

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Nel 1967 passa alla Honda e ci rimane anche nel 1968. In seguito ritorna nel 1969 alla BRM, ma intanto fonda la sua squadra, il Team Surtees.

Si ritira dalle competizioni nel ‘73 per dedicarsi completamente alla sua squadra. Resiste fino al 1978, quando ci sarà un allontanamento definitivo da tutto il mondo delle corse per mancanza di risultati e di fondi necessari.

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Per il Team Surtees hanno corso diversi piloti tra cui Vittorio Brambilla, Mike Hailwood, Carlos Pace, Alan Jones, ed Andrea de Adamich.

Nella favolosa vita di “Big John” ci sono stati anche momenti molto tristi: suo figlio Henry Surtees, pilota come il padre, è morto il 19 luglio 2009 nel corso di una gara automobilistica di Formula 2, a causa di uno pneumatico vagante, distaccatosi da un’altra autovettura, che lo ha colpito alla testa.

Surtees è morto a 83 anni il 10 marzo 2017 al Georges Hospital di Londra per problemi respiratori.

Oggi riposa, accanto al figlio Henry, all’interno della chiesa dei Santi Pietro e Paolo di Lingfield, nel Surrey

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About the Author

Massimo Campi

Perito meccanico, fotografo, giornalista, da oltre 40 anni nel mondo del motorsport. Collaborazioni con diverse testate e siti giornalistici del settore.



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